Peter Cheyney.
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CHE TIPO QUEL CAUTION!
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Titolo originale:
 POISON IVY.
1951. Mondadori Editore, MILANO. 
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
            Fondazione Ezio Galiano 
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: GABRIELLA DODERO per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
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PRESENTAZIONE.
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Secondo romanzo di Cheyney in cui il protagonista  Lemmy Caution, questo giallo fu scritto nel 1937 e comparve con il titolo originale Poison Ivy. In Italia fu tradotto (in maniera anonima) e pubblicato tra i Gialli Mondadori solamente nel 1951.
Lemmy  un agente dellFBI che in questo romanzo si muove tra violenza ed ironia nel sottobosco malavitoso di New York, in mezzo a bulli e pupe, sparatorie, pestaggi e drammatici colloqui con donne affascinanti e, spesso, perfide. Il detective  sulle tracce di una banda interessata a rubare un carico di lingotti doro, in partenza da New York per lInghilterra, e non sono passate tre ore dallingresso di Lemmy in scena, sotto il falso nome di Rice, che gi ci sono due cadaveri... che non saranno gli ultimi prima che il mistero sia svelato, e la giustizia trionfi, da entrambi i lati dellAtlantico.
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Per la serie di Lemmy Caution, Cheyney ha scritto 10 romanzi gialli:
1. 1936. Pericolo pubblico. Titolo originale: This man is dangerous.
2. 1937. Che tipo quel Caution! Titolo originale: Poison Ivy.
3. 1937.  arrivato Lemmy Caution. Titolo originale: Dames don't care.
4. 1938. Lemmy Caution e il Drago blu. Titolo originale: Can ladies kill?
5. 1939. Intendiamoci bene. Titolo originale: Don't get me wrong.
6. 1940. Roba da matti. Titolo originale: You'd be surprised.
7. 1941. Affare fatto. Titolo originale: Your deal, my lovely.
8. 1942. Mai un momento di quiete. Titolo originale: Never a dull moment.
9. 1943. Si salvi chi pu. Titolo originale: You can always duck.
10. 1945. Come lei ce ne son poche. Titolo originale: I'll say she does.
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L'AUTORE.
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Reginald Evelyn Cheyney, noto come Peter Cheyney (Londra, 22 febbraio 1896, Londra, 26 giugno 1951),  stato uno scrittore inglese di romanzi gialli. Ebbe la sua massima notoriet fra il 1936 ed il 1951, anno della morte.  ricordato, tra l'altro, per avere creato il personaggio dell'agente federale statunitense Lemuel H. Caution, Lemmy per gli amici. Alcuni dei romanzi con protagonista Lemmy Caution sono stati adattati in film. Altro personaggio creato dalla penna di Cheyney  il detective privato Slim Callaghan.
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CHE TIPO QUEL CAUTION!
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Indice.
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Capitolo 1. CIAO, MYRAS!	
Capitolo 2. UN COLPO PER FRENE.	
Capitolo 3. UN MUCCHIO DI FROTTOLE.	
Capitolo 4. CON LE CATTIVE.
Capitolo 5. RUDY FA IL CATTIVO.
Capitolo 6. LA BIONDINA.	
Capitolo 7. MIRABELLE.
Capitolo 8. IL PROFETA RICEVE IL FATTO SUO.
Capitolo 9. CARTE IN TAVOLA.
Capitolo 10. QUALCHE GIORNO DI RESPIRO.
Capitolo 11. IL BAGNO FREDDO.
Capitolo 12. NOTIZIE SENSAZIONALI.
Capitolo 13. TANTI SALUTI A "SBRONZO".
Capitolo 14. UN SIGNORE COME SI DEVE.
Capitolo 15. UNA NOTTE MOVIMENTATA.
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Fine Indice.
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PERSONAGGI PRINCIPALI:
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JOHN HERRICK funzionario di Scotland Yard.
MYRAS DUNCAN agente federale.
LEMUEL H. CAUTION "Lemmy" per gli amici.
CARLOTTA DE LA RUE una bellezza misteriosa.
JERRY TIERNAN detto "Sbronzo" un giornalista intraprendente.
RUDY SALTIERRA un signore poco per bene.
HARBERRY VELAS CHAYSE un miliardario pieno di fantasia.
MIRABELLE GAYFORD una ragazza in gamba.
CHARLES FRENE un bruttone sfortunato.
SAN REIMA un indovino che sapeva il fatto suo, ma...
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CHE TIPO, QUEL CAUTION!
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Da trasmettere all': Agente Speciale Lemuel H. Caution.
Alliance Area NEBRASKA.
Da parte del:
Direttore Ufficio Federale Investigativo.
Ministero della Giustizia degli Stati Uniti.
Washington.
Operazione 42-7-3-36.
L'agente speciale Lemuel H. Caution si porti immediatamente a New York e si metta in contatto con l'agente speciale Myras Duncan della Divisione "G" di Chicago, dal quale otterr ulteriori istruzioni.
L'agente speciale Caution assumer l'identit di Perry C. Rice, commissionario di borsa di Mason City, Jowa, e si metter in contatto con Myras Duncan, come per caso, nel Caff Moksie della Zona Portuale di New York.
Duncan ha assunto l'identit di Harvest V. Mellander, ricco industriale del Middie West, attualmente a New York per divertirsi. Sar identificabile grazie alla falange superiore mancante nel dito mignolo della mano destra. L'agente speciale Caution sar identificabile per la cicatrice di una rasoiata che gli segna il polso e il palmo della mano sinistra.
I fondi occorrenti saranno forniti dall'ufficio federale locale. Passare immediatamente all'azione.
Leggere, imparare a memoria e distruggere.
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Capitolo 1. CIAO, MYRAS!
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Accidenti, come sono contento! Vi garantisco che il mio soggiorno dalle parti di Alliance, Nebraska non mi era affatto piaciuto: figuratevi che, a furia di darmi alla vita rustica in quella concimaia, mi era incominciato a crescere il fieno fra i capelli. Ma le vie dell'Ufficio Federale Centrale sono misteriose e imperscrutabili come quelle della Provvidenza, senza contare che, nell'anticamera del cervello, ho l'idea che i miei capi mi abbiano tenuto in questi luoghi inospitali perch passasse del tempo e si calmasse un po' la cagnara che avevo suscitato col caso di Miranda van Zelden. Comincio a credere che per me ci sia in ballo qualcosa di grosso perch io ragiono cos: se quelli chiamano un Myras Duncan da Chicago e lo mandano a New York per mettersi a contatto con me, non deve trattarsi di uno scherzo da bambini: dal momento che Duncan  un asso dei "G-Men" e si  buscato un mucchio di medaglie, a furia di ripulire i bassifondi.
Secondo me una vettura ferroviaria  il posto migliore per riflettere sulle cose. Da quando sono in questa vettura non ha fatto altro che lavorare di cervello. Tanta gente crede che la professione di "G-Man" serva solo a darsi delle arie e in fondo pu anche essere vero; per vi garantisco che un tipino come me che ha un debole per la vita movimentata e anche, siamo sinceri, per menare le mani, non pu fare a meno di chiedersi: che cosa capiter stavolta a Lemmy Caution prima che termini la sua inchiesta?
Quando arrivo, sono le otto. Ritiro i bagagli e mi trasferisco in un albergo vicino alla Ventitreesima Strada West dove nessuno mi conosce. Nel registro mi iscrivo come Perry C. Rice.
Dopo di che faccio un bel bagno e mi vesto elegantemente di scuro secondo lo stile e le condizioni sociali del signor Rice che ho l'onore di impersonare attualmente. Successivamente faccio un giro per la citt, ingollo la mia buona dose di whisky e, verso le dieci di sera, salto in un tass e filo "da Moksie". "Da Moksie"  il solito locale un po' equivoco della zona portuale.  anche un posto che non conosco perch io non sono pratico di New York. Da qualche anno infatti non lavoro da queste parti e questa  forse una delle ragioni per cui la faccenda  stata affidata al vostro Lemmy Caution. Qui nessuno mi conosce ma non tardo a capire, dall'espressione di certe grinte, che il posto in cui sono capitato  uno di quei ritrovi dove puoi buscarti un sacco di legnate o una coltellata a tradimento e magari finire sotto le acque dell'East River con un ferro da stiro legato al collo per calare a fondo pi presto.
Quando scendo i gradini, diversi tizi mi scrutano in modo curioso: per la cosa  naturale, dato che sono una faccia nuova e porto un abito da sera. In un angolo c' il bar e dietro il banco sta un ciccione. Sento che lo chiamano Moksie, allora gli dico che voglio bere un whisky liscio e provo l'impressione che Moksie mi terrebbe volentieri compagnia. Infatti eccolo che si mesce anche lui un bel bicchierozzo. Allora attacco a parlare e gli dico che a Mason City si sta proprio bene e che io son capitato in citt per un capriccio. Per me ci vuole l'aria di campagna, il bestiame e il fieno. Va a finire che l dentro mi considerano proprio un contadino o un sensale di cavalli, di quelli col portafogli a fisarmonica.
Me ne sto l da circa venti minuti, quando arriva un tizio.  un uomo di statura media, grassoccio rotondetto e sorridente. Indossa un abito grigio di buona stoffa e, sulla cravatta, ha una bella perla. Tiene la mano destra infilata sotto il primo bottone della giacca e vedo subito che gli manca l'ultima falange del mignolo. Faccio un rapido ragionamento e arrivo alla conclusione che l'amico  Myras Duncan, il mio socio, altrimenti noto sotto il nome di Harvest V. Mellander.
L'amico  in compagnia di due dame e, dal come parlano, ho l'impressione che siano gi stati in giro insieme. Vedo che prendono posto a un tavolo e poco dopo arriva un tizio che si porta via le signore.
Io non faccio nulla. Ma limito a restare al mio posto.
Ben presto Harvest V. Mellander s'avvicina al bar a passettini e, credetemi, fa molto bene la parte del signore che ha alzato il gomito. Si fa servire quattro dita di whisky liscio, e, mentre se lo sta bevendo, mi guarda e sorride:
Sentite, amico, mi fa, non vorrei sembrarvi uno sfacciato ma voi non siete un certo Rice? Non venite da Mason City?
Lo guardo, dico di s e gli domando come fa lui a saperlo. E lui mi spiega che lo sa perch una volta gli  capitato di fracassare la macchina al mio paese e non ricordo, perdiana, che l'ho ospitato in casa mia, per quella notte?
Allora faccio una bella scena di riconoscimento molto commovente, davvero. Ora ricordo bene tutto, certo! Gli offro da bere, lui offre da bere a me e dopo un'oretta tutti e due siamo diventati un'anima sola col locale, sicch nessuno ci bada quando andiamo a sederci a un tavolino con una bottiglia di liquore e con tante belle storie da raccontarci sugli anni della nostra giovinezza.
Poi giro la mano in modo che il mio compagno possa vedere la cicatrice della rasoiata che mi ha appioppata un malvivente quattro anni prima. Myras mi versa da bere.
Benone, compare, mi fa., Ora stammi un po' a sentire. Noi due siamo alla caccia di una specie di chimera perch, credimi, il nostro compito  talmente vago che in pratica, non sappiamo un bel niente, n tu n io. Almeno immagino che tu non sappia nulla di concreto.
L'hai proprio azzeccata, gli dico mentre mi faccio prendere dal singhiozzo., Non so proprio niente, Harvest. Di che si tratta? Qualcuno vuole forse attentare alla vita del nostro amato presidente o qualcosa del genere?
Lui si accende un sigaro. Tutto in giro gli altri chiacchierano e ridono animatamente e cos noi possiamo parlare in santa pace.
Non  una cosa tanto grave, mi fa., In complesso si tratta di questo: l'Ufficio Federale ha saputo che qualcuno cerca di combinare uno scherzetto all'oro che sar spedito in Inghilterra, via Southampton, fra una settimana. Ebbene, io non so come mai i nostri riveriti superiori possano immaginarsi che qualcuno ce la faccia a mettere le mani su quell'oro; ad ogni modo  questa l'idea generale, la trama sulla quale dobbiamo lavorare. Io sono venuto qui per darti l'incarico cos come l'ho ricevuto; fra un paio di giorni me la filo e ti lascio tirare la carretta. Quelli del comando si sono messi in testa che tu sia stato trascurato ultimamente e cos ti hanno scelto per il grande incarico.
Mi accendo una sigaretta e bevo un po' di whisky. Nell'insieme la cosa non mi dispiace.
Ascolta un po', Harvest, gli dico., Dove diavolo hanno pescato queste strabilianti notizie? A me, tutto l'insieme sembra il sogno d'uno sceriffo ubriaco. Forse gli agenti di qui vedono troppa film gialli.
Quello ghigna.
Anch'io l'avevo pensato da principio, mi fa., Invece le cose stanno cos: una sera, in un locale del porto, scoppia una rissa; un tipo spinto riceve sulla fronte qualche carezza con una bottiglia di gin e la cura non gli fa affatto bene, capisci? L'amico va nel mondo dei sogni, come se avesse ascoltato una ninna-nanna troppo lunga, e non si riprende pi.
"Ad ogni modo gli agenti se lo portano all'ospedale Bellevue con un furgone e il tipo, preso dal delirio, comincia a cantare di questo e di quello. Alla fine parla anche della spedizione dell'oro e mostra di essere al corrente della faccenda. Conosce il valore del malloppo che sar spedito, il nome della nave che lo trasporter e il resto. Insomma  al corrente di tutto. Mi sai dire come ha fatto a saperlo?
"Carson, un "G-Man", stava trascrivendo stenograficamente il bel discorsetto, quando l'amico torna a svenire e passa a miglior vita. Cos questo  tutto quello che sappiamo."
Mi pare che, quanto a dati positivi, stiamo maluccio!, gli dico., Sai altro in proposito?
Posso dirti una coserella. Noi ci siamo limitati ad andare un po' in giro, cercando di tastare il polso a certi tipi del bassifondi che conosciamo. Abbiamo cercato delle informazioni insomma, ma finora non ci abbiamo cavato niente.
"Ora, come tu sai benissimo, in questa citt ci sono soltanto cinque tipi veramente pericolosi e abbastanza forti da pensare ad un'impresa del genere (si tratta di un valore di circa otto milioni da dollari) e cos suppongo che ti convenga di metterti in contatto con loro facendo magari la parte dell'ingenuo e rimettendoci del denaro, ma ottenendo qualche informazione se umanamente possibile."
Myras pesca uno stuzzicadenti dal taschino e si mette a lavorarsi un molare. A un tratto gli viene un'idea e vedo che gli brillano gli occhi. Mi guarda e sogghigna.
Ascoltami, mi fa., Adesso ti racconter qualcosa per divertire i bambini. Non appena Carson manda il suo rapporto al comando, i capi mi dnno l'incarico e io scelgo tre bravi ragazzi della centrale di polizia e comincio ad indagare un po' qua e l. Incarico il mio terzetto di intrufolarsi in certi ambienti equivoci e di cercare di mettersi in contatto con gli elementi pi spinti della malavita. E sai come va a finire? Che tutti e tre gli amici vanno al creatore, in un modo o nell'altro. Mc Neil (un bravo ragazzo di Queens) me l'hanno impiombato vicino al ponte di Brooklin senza che si sappia come. Il secondo (Franton, un agente mica stupido) l'abbiamo trovato nell'East River e dentro la borsa del tabacco, che  impermeabile, gli avevano messo un biglietto con su scritto: "Fatevi vedere qualche altra volta". E il terzo, un figliolo tutto cervello (l'avevano preso dalla Sezione Stupefacenti, figurati!) si busca in testa un colpo di sfollagente talmente forte da non aver nemmeno tempo di dir grazie a quello che gliel'ha appioppato. Che te ne pare, giovanotto?
A questo punto Harvest smette di parlare perch sono arrivati altri clienti e parecchi hanno occupati i tavoli vicino a noi.
Okay, mi fa mentre si lascia scappare un singhiozzo sintetico che  una meraviglia, tieni presente che ci sono due amici che lavorano per me, gente che ho scelto personalmente e che va in giro in cerca di notizie. Non si tratta di "G-Men", ma di spie pure e semplici. E ora devo filare. Ci troveremo nel locale di Joe Madrigaul all'una di notte. Forse potr farti vedere qualcosa di interessante.
Dopo di che mi stringe calorosamente la mano e se ne va.
Resto seduto a riflettere e a ponderare perch questo lavoretto mi sembra alquanto scorbutico. Ho l'impressione di cercare il classico ago perduto in due o tre pagliai. Tuttavia quel che ha detto Mellander  giusto. A New York sono rimasti cinque grossi gangsters che possano tentare un gioco del genere (sebbene, secondo me, da matti anche solo pensarci), ma io sono convinto che il suo sistema di tastare il polso a quelli della malavita, nella speranza di trovare qualcosa, sia sempre l'unico efficace, quando non si hanno dati precisi.
In ogni caso ho sempre potuto constatare che non conviene chiamare i guai, almeno finch non ci vengono incontro di loro spontanea volont. Troppi agenti ne hanno passate di cotte e di crude, per essersi scordati di questa sana massima. E io sono troppo pratico di inchieste "cieche" per prendermela calda.
L'unica cosa che mi preoccupa attualmente  di carattere alquanto prosaico. L'amico Mellander mi ha lasciato con il conto da pagare. E, mentre aspetto che il cameriere mi porti il resto, mi sforzo di considerare freddamente la situazione.
Penso che questa indagine, per me, rappresenta una bella occasione per farmi onore per, ammettetelo, mi ci vorrebbe un cervello radioattivo per trovare la strada buona!
Poi ritorno a terra. E mi dico che ci sono due modi di farsi onore in simili imprese. Uno consiste nel ricevere una buona dose di piombo caldo nella pancia, o nel finire in una bella cassa di bronzo, a spese dello Stato, guadagnandosi una citazione al merito da parte dell'Ufficio Federale per soprammercato. L'altro consiste nell'agire con oculatezza e circospezione, e nel compiere onorevolmente il proprio dovere cercando per di salvare la pellaccia. Decido di attenermi, per quanto  possibile, a questa seconda via e di stare con gli occhi ben aperti.
Termino di bere il mio whisky, intasco il resto e vengo alla conclusione che vivere a New York  sempre una gran bella cosa, anche senza il condimento piccante degli imprevisti che possono capitare fra capo e collo.
Inoltre, a quanto mi hanno detto, qui ci sono delle belle figliole e penso che, tutto sommato, valga la pena di dedicar loro un po' d'attenzione, semprech la cosa non interferisca con il buon andamento del servizio.
A questo punto delle mie meditazioni me la batto.
Ritorno al mio albergo, mi stendo sul letto e comincio a riflettere seriamente su questa faccenda dei lingotti d'oro destinati a Southampton. A me sembra, gira e rigira, che ci deve essere qualche falla nei servizi del nostro Ufficio. Altrimenti come si spiega il singolare fenomeno che tutti e tre i malcapitati agenti di Duncan hanno ricevuto il fatto loro prima di aver scoperto qualcosa?
Tuttavia sono contento che i capi abbiano pensato a me per un incarico del genere, quanto mai intricato e complesso. Inoltre, se hanno intenzione di ritirare Myras Duncan appena mi ha spiegato di che si tratta, vuol dire che mi considerano all'altezza della situazione. Si vede che sono rimasti contenti di come ho condotto a termine il caso Miranda van Zelden in Inghilterra, d'accordo con la polizia di laggi.
A questo punto comincio a pensare a Miranda. Dio, che bel pezzo di figliola era quella! Credetemi, Miranda aveva un corpo e un musino che avrebbero fatto colpo anche a un cieco! A questo punto comincio a chiedermi che razza di donne conoscer nell'inchiesta in corso. Accidenti, sarebbe una gran bella cosa se potessi mettermi in contatto con qualche bella biondina mentre cerco di assicurare alla giustizia la birba che progetta di far man bassa sull'oro!
Perch, forse lo saprete, io sono un tipo che si interessa del sesso debole. Per svariati motivi... Intanto vi prego di notare una cosa: in nove casi su dieci, se sapete prendere una donna per il verso giusto, quella canter e vi metter sulla pista buona prima ancora di accorgersi di aver aperto bocca. Anzi, vi confesser che l'amichetta di un gangster una volta, nel Missouri, mi diede l'imbeccata solo perch le piaceva il mio modo di mostrare i denti mentre sbadigliavo ogni volta che lei mi raccontava come le sarebbe piaciuto tanto tirare il collo al suo amico del cuore.
Ma s' gi fatta la mezza e penso che sia arrivato il momento di movermi per andare nel covo di Joe Madrigaul, dove devo trovarmi con Harvest V. Mellander. Perci mi rinfresco, mi faccio bello e, prima d'uscire, mi domando se mi convenga portare la Luger perch Lemmy Caution, senza la sua fida Luger sotto l'ascella, pu riuscire utile quanto uno zampone di Modena a un rabbino, specialmente se penso che quei figli di cani hanno gi sistemato i tre uomini di cui si serviva il mio collega. Per, dopo aver riflettuto un momento, giungo alla conclusione che il signor Perry Charles Rice non andrebbe mai in giro armato e cos lascio la berta nella valigia.
Dovete sapere che la notte  serena, che io sto bene e il whisky mi rende ottimista. In complesso provo la sensazione del giocatore di poker che  riuscito a intascare un lauto piatto bluffando, perch i suoi compagni si sono dimenticati di "andare a vedere" la coppia d'apertura.
Ben presto arrivo nel locale di Joe Madrigaul, che si chiama "Club Select". Vi confesso che il nome mi sembra piuttosto pretenzioso ed esagerato, se tenete presente che il nostro uomo, Joe Madrigaul, un greco, era uno dei quaranta ladroni della Bibbia, ammesso che certe storie che ho sentito sul suo conto rispondano a verit.
Il locale  ben messo.  uno di quei ritrovi notturni che si vedono spesso nei film americani, solo che qui si bevono liquori genuini al posto dello sciroppo d'amarena. C' una specie di vestibolo bene illuminato che d in un ampio corridoio dal quale partono alcuni gradini che conducono al guardaroba. Poi, dopo altre scale e scaloni assortiti, si arriva nella sala da ballo che  ricca e ampia e ha tanti tavolini addossati alle pareti. Da un lato c' uno spazio adibito a palcoscenico diviso dalla sala mediante un sipario di velluto. Sulla sinistra, c' un corridoietto cieco che conduce alle cabine del telefono. A destra, vicino all'ingresso, c' il bar con un paio di baristi vestiti in modi strani. La piattaforma per l'orchestra  alla destra del palcoscenico vicino a una porticina. Sulla piattaforma i suonatori stanno ritmando uno swing con grande trasporto.
Deposito il cappello e vado subito al bar. Sto per ordinare il mio solito whisky d'avena, quando vedo un tipo, all'altro lato della sala. Mi pare che abbia qualcosa di familiare, perch, sebbene sia alticcio, si regge eccezionalmente bene sulle gambe e difatti, quando gli do una seconda sbirciata, vedo che si tratta di Jerry Tiernan, un cronista del Chicago Evening Sun & Gazette. Mi sento rabbrividire perch l'amico mi conosce come Lemmy Caution e penso subito che devo avvertirlo di tenere la bocca chiusa, perch altrimenti potrebbero sorgere delle complicazioni sgradevoli.
Ora, dovete sapere che questo Jerry Tiernan  un brav'uomo e che due o tre volte mi  stato utile perch ha il fiuto delle notizie e sa controllare con prontezza e decisione certe cose di cui ci si vuole assicurare in via privata. Inoltre,  un tipo che sa tacere all'evenienza e perci lo raggiungo e gli dico:
Senti, "Sbronzo", cerca di rischiararti il cervello un momento che ti presento al tuo vecchio amico Perry Charles Rice venuto dallo Jowa per vendere certe azioni. E spero che tu non sia tanto sborniato da non capire quel che ti sto dicendo, vecchio mio!
Ebbene, l'amico  mezzo cotto, come gli capita spesso e volentieri da alcuni anni; eppure ha il cervello lucido poich vedo che mi sorride con aria d'intesa e mi fa:
Ma guarda chi si vede... il vecchio Perry... Ma che cosa sei venuto a fare qui, figlio d'un marinaio in crociera? E come va il corso delle azioni industriali? Perbacco, dobbiamo festeggiare il nostro incontro, Perry...
E mi prende per il braccio riconducendomi al bar, dove gli confido che ho ricevuto un piccolo incarico e che lui non deve dimenticare che sono il signor Rice perch, se mi dovesse chiamare col mio vero nome, la passerebbe brutta.
Dopo di che mi guardo in giro per osservare un po' l'ambiente.  ben messo, come credo di avervi gi detto. Vedo diversa gente che mangia e beve e, nell'insieme, tutti quanti mi dnno l'impressione di avere il portafogli imbottito.
Mi sto chiedendo come mai l'amico Harvest non si veda ancora e contemporaneamente mi domando perch mai mi abbia fissato l'appuntamento in un locale notturno cos di lusso. Ma mi dico subito che non sarebbe la prima volta che una losca trama viene intessuta in un posticino del genere.
Poi, a un tratto, vedo qualcosa che mi fa trattenere il fiato per venti secondi. Vedo una dama!
 apparsa improvvisamente dalla porticina vicino alla piattaforma dell'orchestra e, sebbene io di tipi atomici ne abbia visti parecchi, vi assicuro che ben di rado ho incontrato qualcosa cos "di classe".
Suppongo che voi, gente colta, abbiate sentito parlare di quella signora greca, Elena, che faceva sbavare d'ammirazione i vecchioni di Troia. Ebbene, io vi dico che la faccia di questa bellezza quei vegliardi li avrebbe fatti rimbambire completamente.  una bambola alta che si muove con la grazia di una regina e ha un corpo che terrebbe svegli anche i sette dormienti. Ha un volto ovale, morbido, bianco come il latte, in cui spiccano due occhioni adorabili che, quando vi fissano, vi danno la sensazione di passarvi da parte a parte.
Dio, quanto  bella... vi garantisco che questa pupattolina ha una bocca talmente perfetta che, dopo averla vista la prima volta, si sente il bisogno di rivederla per controllare che non si tratta di uno scherzo dell'immaginazione.
E con lei c' un signore.  talmente brutto che potrebbe essere ammesso gratuitamente in un collegio di mascheroni. Vi assicuro che viene il mal di pancia a guardarlo.  tozzo, rotondetto e bianco in faccia. E ha una paura mortale. Ne ho visto di gente impaurita da che sono al mondo, ma nessuno regge il confronto con costui. Quanto a fifa l'amico "mascherone" batte tutti.
I due si fermano un minuto davanti alla porticina, come se fossero indecisi su qualcosa. Poi, mentre sembrano sul punto di prendere posto ad uno dei tavoli vicino alla piattaforma dell'orchestra, ecco che dalla porticina emerge un altro signore e li raggiunge.
Il nuovo venuto  un tipo snello, nervoso e piuttosto bello. Ha un viso energico dai lineamenti marcati e d un'impressione di non disprezzare la crudelt. Sapete,  uno di quei tipi che da piccoli si divertono a tormentare i gatti.  vestito elegantemente da sera e ha un paio di diamanti che gli luccicano sullo sparato della camicia.
Questo tipo sorride alla bella dama, le dice qualcosa e lei si rivolge al mascherone impaurito e gli mormora un paio di paroline. Dopo di che, quello fa dietrofront e scompare dalla porticina insieme al bel giovane.
La scenetta mi ha interessato e mi guardo in giro in cerca di Tiernan perch vorrei fargli qualche domanda circa quelle persone; Tiernan, se non lo sapete,  un frequentatore assiduo dei locali notturni oltre ad essere un ottimo giornalista specializzato nella cronaca nera.
Continuo a guardarmi in giro. Davvero, il locale  dei pi eleganti; ora si  riempito considerevolmente e c' una grande animazione; di tanto in tanto si sente il "pop" dei tappi dello sciampagna e ci sono talune signore che io contemplo volentieri.
Tiernan, detto "Sbronzo" se ne sta all'estremit del bar a bere whisky e a parlare con un tale che gli paga i beveraggi. Io mi faccio sotto, lo chiamo in disparte e gli chiedo se conosce la dama fuori serie.
Tiernan mi guarda e sogghigna. Mi fa:
Quella  Carlotta, Perry. Ma come, non conosci Carlotta? Be'... bisogna che te la presenti. Per sta in guardia. Non te l'hanno raccontata a scuola la storiella della falena e della candela?
Tracanna un altro sorso di liquore.
 un amore, mi fa, per com' perversa! E, Perry, come canta bene!
Quindi procede raccontandomi che questa Carlotta  un'artista che canta nei locali notturni. Tiernan mi dice anche, in via strettamente confidenziale, che la dama attualmente se l'intende col "mascherone", il quale, a quanto pare, si chiama Charles Frene. L'amico, evidentemente, si  presa una cotta formidabile per la bella Carlotta e le sta sempre attorno.
Dal racconto dello "Sbronzo" mi pare di capire una cosa: la bella Carlotta  una dama che non soffre di scrupoli e cerca di sfruttare quella mezza miniera che  il "mascherone"; tutti sanno, infatti che l'amico possiede un mucchio di baiocchi.
Lo volete sapere? La storia di quei due mi interessa talmente che finisco quasi per dimenticare l'appuntamento che ho con Myras Duncan, o piuttosto con Harvest V. Mellander e, quando consulto l'orologio, vedo che  gi l'una e venti e che l'amico  in ritardo; la qual cosa mi sorprende, se si tien presente lo scopo del nostro appuntamento.
Mi fermo l ancora pochi minuti e poi mi viene un'idea: telefoner al covo di Moksie, al porto dove mi son messo in contatto con Duncan. Voglio sapere se, per caso, non ha lasciato un messaggio per me. Cos mi cerco nelle tasche un nichelino, giro dietro i tavoli e infilo il corridoio dove ci sono le cabine telefoniche.
Quando arrivo sul posto vedo che si tratta di un corridoietto di circa quattro metri, con tre cabine, tutte dipinte di crema ed oro per intonarsi allo stile del locale. Il corridoio  illuminato da tre piccole lampade ciascuna sopra la rispettiva cabina.
Io vado dritto alla cabina di fondo. Ho scelto quella perch le altre due sono visibili dalla sala e io non tengo particolarmente ad attirare l'attenzione sulla mia modesta persona.
Do un'occhiata ala guida telefonica, trovo il numero del locale di Moksie, tiro fuori il mio nichelino e apro la porta. E rimango male, molto male.
Perch, appoggiato contro la parete della cabina, con il microfono nella destra, il cappello abbassato sulla fronte e un filo di sangue che gli riga una guancia, c' nientemeno che Myras Duncan alias Harvest Mellander. Qualcuno l'ha sistemato sparandogli tre volte a bruciapelo, come capisco facilmente dalle tracce bruciacchiate rimaste sul suo abito grigio attorno ai buchi dei proiettili.
Ora, questa faccenda comincia a diventarmi antipatica. Se hanno saldato il conto a Duncan, evidentemente hanno capito che il mio collega  un "agente federale" e, in tal caso, corro anch'io il rischio di fare la sua fine!
Chiudo la porta, ritorno al bar e bevo due dita di whisky, tanto per schiarirmi le idee. Dopo di che passo dal guardaroba e domando alla ragazza che sta dietro il banco un pezzo di cartone con un po' di spago. Le rifilo un dollaro e passo nel lavabo dove faccio due buchi nel cartoncino e ci scrivo su in grossi caratteri: IN RIPARAZIONE. Passo lo spago nei buchi e vado ad appendere il cartello davanti alla cabina occupata dal povero Myras Duncan. Faccio le cose per benino, senza che nessuno mi veda.
Sono sempre pi convinto che questo caso diventer molto interessante.
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Capitolo 2. UN COLPO PER FRENE.
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Intanto sono venuto alla conclusione che qui dentro debba esserci un tipo che sa un paio di cosette. C' pure da scommettere che la brava persona, che ha saldato il conto a Myras Duncan, sapeva che il mio amico lavorava per mandare a vuoto il colpo sui lingotti d'oro e perci, molto probabilmente, sa che anch'io sono un "federale".
Decido di fermarmi nel locale ed aspettare che salti fuori qualcos'altro, sebbene sia convinto che, fra poco, qualcuno cercher di combinare uno scherzo poco gradevole al sottoscritto.
Il problema pi interessante per me, attualmente,  questo: da quanto tempo Myras Duncan si trova chiuso nella cabina telefonica? Mi piacerebbe anche sapere se  stato ucciso prima di aver fatto la telefonata o dopo, perch penso che forse stava cercando di mettersi in contatto con me, e, se era gi riuscito a telefonare quando l'hanno impiombato, potrebbe avermi lasciato un messaggio da Moksie. Penso che farei bene a telefonare laggi per informarmi, ma poi ci rifletto e mi dico che sar pi saggio incaricare il mio amico Tiernan della cosa, perch attualmente preferisco restare nei paraggi del bar. Diavolo, se quelli fanno fuori anche me in una cabina finisce che i clienti non sapranno pi dove andare a telefonare!
E cos mi avvicino al giornalista e lo prego di chiamare il locale di Moksie. Deve domandare al principale se c' stata qualche telefonata per il signor Rice. Tiernan non si fa pregare e infila il corridoio dei telefoni. Lo seguo con lo sguardo e vedo che passa davanti alle due cabine anteriori e si dirige verso la terza, quella in fondo. Dopo pochi secondi eccolo che ritorna, ed entra in una delle cabine libere e io sospiro sollevato pensando che l'amico abbia letto il cartello con su scritto "IN RIPARAZIONE" e non si sia fermato a guardare il contenuto della cabina. Almeno cos spero.
Ad ogni modo "Sbronzo" fa la sua telefonata e poco dopo ritorna annunziando che nessuno ha chiesto del signor Rice da Moksie. Dopo di che mi comunica che ora deve andarsene per ragioni di lavoro e mi domanda quanto tempo mi fermer a New York. Infine mi dice che verr a trovarmi e beve con me. Indi se la batte.
Due minuti dopo l'orchestra fa rullare cupamente i tamburi e le luci della sala si abbassano. Poi, quando siamo quasi nell'oscurit, ecco che un riflettore illumina il palcoscenico. Il sipario si apre lentamente e appare Carlotta con un abito che le modella splendidamente le forme.
Credo proprio che "Sbronzo" avesse ragione, poco fa, quando mi ha detto che la dama sa cantare. Fidatevi del mio giudizio, amici, ch ne ho sentito di canzonettiste! Quasi tutte potrebbero andare a nascondersi davanti a Carlotta che ha attaccato uno "slow swing" in cui dice che cerca sempre l'amore, il grande amore, e non lo trova mai.
Carlotta  arrivata alla fine del ritornello e sta attaccando la seconda strofa e io quasi quasi temo di prendere una cotta per lei, col rischio di scottarmi le ali come mi ha ammonito Tiernan. Intanto penso che la dama, al termine del suo numero, raggiunger il "mascherone" che se ne sta seduto a un tavolino sulla destra, e comincio a dirmi che sarebbe una bella cosa se potessi conoscere i due amici.
Senza contare che io, per natura, sono un tipo piuttosto curioso.
Perci lascio il bar e, tranquillo come un gatto, cerco di avvicinarmi al tavolo di Charles Frene. Cammino come un angelo per non fare rumore e non attirare l'attenzione sulla mia indegna persona.
Quando Carlotta  a circa met del ritornello della seconda strofa io arrivo a circa tre metri da "mascherone", ma non riesco ancora a vederlo bene, perch la lampadina, sopra al suo tavolo,  spenta. Sto per accendermi una sigaretta, quando sento una specie di "pop".  un suono che ho gi sentito altre volte. Potrebbe sembrare quello di una bottiglia di sciampagna che viene sturata, ma  pi morbido e ha un che di metallico. So bene, io, che cosa significa quei rumore.  lo sparo di una pistola automatica alla quale  stato adattato il silenziatore.
Adesso Carlotta ha terminato il ritornello. Fa un inchino, le luci si accendono e scoppiano gli applausi ma, credetemi, il baccano cessa alla svelta quando i presenti si accorgono che qualcuno ha spacciato Charles Frene. L'amico  caduto in avanti sul tavolo rovesciando un vasetto di fiori ornamentali. La tovaglia bianca si va macchiando di rosso.
Rimango dove sono e osservo Carlotta. Lei non batte ciglio. Lancia un'occhiata tranquillissima ai resti dei compianto Charles Frene, quindi volta le spalle al pubblico e il sipario si chiude.
Suppongo che la bella sia andata nel suo camerino.
Poi m'accorgo che Joe Madrigaul  apparso sui gradini, all'ingresso della sala. L'amico sembra sconvolto.
Signori e signore, bela, vi prego di restare dove siete e non muovere nulla finch non arriver la polizia. Pu darsi che mi sbagli, ma penso che gli agenti saranno molto curiosi di sapere chi ha sparato a quel signore!
Dopo di che chiude i due battenti dietro di s e d una mandata di chiave. Nella sala c' un gran subbuglio; tutti parlano forte e si avvicinano al tavolo del povero Frene per dargli un'occhiata. Diverse signore fingono di essere molto impressionate, ma io m'accorgo che il loro ribrezzo si manifesta dopo che le dame hanno appagato, a usura, la loro curiosit.
Io approfitto della confusione per filarmela attraverso la porticina che si trova alla destra del palchetto dell'orchestra, il quale, adesso,  vuoto dato che i suonatori si sono uniti agli altri curiosi nella sala. Vengo a trovarmi in un breve corridoio che segue il palcoscenico, poi svolto a destra sbucando in un altro corridoio, in fondo al quale vedo una porta socchiusa. Mi figuro che questo sia il camerino di Carlotta tanto pi che ora sento la sua voce. A quanto pare Carlotta sta chiacchierando col bel giovane dal muso duro che parlava con lei e con Charles Frene poco dopo il mio ingresso nel locale.
Mi faccio avanti, spingo la porta ed entro. Trovo che l'ho imbroccata perch Carlotta  seduta davanti alla specchiera ed  occupatissima a parlare all'amico che fuma una sigaretta in un angolo. Appena mi vede quello alza il capo e mi fa:
Be', che cosa volete, amico?
Gli sorrido.
Scusate se entro cos, dico, ma stavo dando un'occhiata in giro e mi sembra strano che voi due ve ne stiate qui a chiacchierare tranquillamente mentre tutti gli altri sono accorsi nella sala da ballo. Ma ditemi un po', chiedo guardando fisso quei due begli elementi, il poveraccio non era un vostro amico?
La bella non apre bocca; quanto al giovanotto, getta via il mozzicone della sigaretta e ne mette in bocca un'altra. Intanto mi guarda con gli occhi socchiusi, quasi sonnacchiosi.
Ma dico, perch non pensate agli affari vostri, compare?, mi fa., Capisco che questo  un paese libero, tuttavia mi piacerebbe sapere chi vi ha autorizzato a girare per i camerini e a fare domande. E poi, chi siete voi?
Sorrido cordialmente.
Mi chiamo Rice e vengo da Mason City, Iowa. Mi sono permesso di venire qui perch un mio amico, Jerry Tiernan, il cronista, mi aveva promesso di presentarmi a voi, signorina. Anzi stava per farlo ma ha dovuto andar via per servizio e allora ho pensato bene di presentarmi da solo., E guardo la dama., Come va, bella?, le faccio. Lei alza gli occhi e parla.  una cosa strana ma non ho mai conosciuto una bella figliola con una voce all'altezza della faccia e della sua figura ma questa Carlotta  l'eccezione che non conferma un bel niente. Ha una voce che  soave e sugosa come una giuggiola. Una voce che incanta, dolce come il miele. Vi ho gi detto che Carlotta  stupenda, ma voi dovreste vederla adesso, mentre mi fissa, coi suoi occhioni verdi e duri. Ha un'espressione che ricorda quella dei gattopardi.
Sarei ben lieta di conoscervi, signor Rice, mi fa, ma non mi sembra che questo sia il momento pi opportuno per le presentazioni e per di pi mi sembra che voi potreste rispondere a qualche domanda, invece di farne., Poi si rivolge all'amico nell'angolo., L'avevo notato, questo signore, Rudy, gli dice, anzi l'ho tenuto d'occhio durante il mio numero. L'ho visto avvicinarsi al tavolo di Charles e penso che sappia qualcosa sulla sua fine.
Rudy mi guarda e sogghigna.
Gi, sono anch'io di questo parere, mi fa., E credo che i poliziotti saranno ansiosi di fare la vostra conoscenza, signor Rice.
Sogghigno anch'io.
Benissimo, rispondo, ma sapete bene che per sparare contro qualcuno bisogna possedere una pistola e io non porto mai addosso armi da fuoco. Possono far male alla gente, alle volte.
Ascoltate, bellezza, continuo, a proposito della morte di quel vostro conoscente, a me sembra che qualcuno potrebbe aver impiombato l'amico dalla porticina sulla destra; quella che conduce dietro il palcoscenico., Sogghigno pi apertamente:, Mi piacerebbe sapere se voi avete un'arma.
Quello si alza.
Date retta a me, m'avverte, filate via di qui. Nessuno vi ha invitato nel camerino e nessuno vi ci vuole. Filate altrimenti potreste avere qualche noia. Se qualcuno si permette d'interrogarmi deve essere un poliziotto, altrimenti rischia di ricevere un papagno sul muso come tutta risposta.
Accenno un saluto alla signorina.
Okay, ragazzi, dico., Il signor Rice non  il tipo da rimanere in un posto dove non  desiderato. Ci vedremo.
Indi faccio dietro-front e ripercorro il corridoio finch non torno nella sala grande dove regna sempre una certa agitazione. Un tenente della polizia e quattro agenti della Squadra Omicidi sono l a interrogare la gente e appena compaio, il tenente, che si chiama Reissler, mi aggancia e si mette a interrogarmi poich, a quanto pare, Madrigaul e due signori mi han visto mentre mi avvicinavo al tavolo della vittima e si sono messi in testa che l'assassino sono io.
Il tenente comincia a trattarmi rudemente ma io gli dico di calmarsi. Se lui mi accusa del delitto mi piacerebbe vedere la pistola con cui ho fatto fuori l'amico. Se, invece, vuol farmi qualche cortese domandina gli risponder altrettanto cortesemente.
Il funzionario mi chiede subito dove sono stato e io gli rispondo che sono andato di l, a scambiare qualche parola con la signorina Carlotta, una donna veramente stupenda un tipino che non si vede tanto facilmente per le vie di Mason City. Inoltre gli indico la porticina dietro il tavolino facendogli osservare che l'assassino potrebbe aver sparato di l, approfittando del buio che regnava nella sala mentre Carlotta cantava il suo numero.
Il tenente mi risponde che quando avr bisogno di un mio consiglio me lo chieder, al che ribatto facendogli osservare che ho letto parecchi libri gialli.
Proprio in questo momento Carlotta e il suo Rudy spuntano dalla porta laterale e il tenente li aggancia di volata. Per farla breve il funzionario, che mi sembra abbastanza intelligente, osserva che l'assassino di Frene doveva trovarsi entro un raggio di tre o quattro metri al massimo dalla vittima e arriva alla brillante conclusione di portarsi dietro, alla Centrale di polizia gli eventuali sospetti, me compreso, per sottoporli a un regolare interrogatorio.
Il tenentino invita anche Carlotta ed il suo amico Rudy perch, dice lui, gli pare alquanto strano che se ne stessero a parlare nel camerino invece di correre nel salone, come gli altri dopo che Frene era stato ucciso.
Intanto io mi sono acceso una sigaretta e mi sto domandando quanto tempo passer ancora, prima che qualche tipo pi sveglio degli altri scopra che c' un altro cadavere di bell'aspetto e in ottimo stato nella cabina del telefono.
Mi domando anche se quelli della centrale telefonica sapranno dirmi l'ora esatta dell'ultima chiamata fatta dalla cabina che mi interessa perch, in tal modo, potrei conoscere con grande precisione il momento in cui Myras Duncan  stato assassinato.
Vengo disturbato in queste mie riflessioni dall'arrivo del furgone della polizia che ci porta tutti quanti alla Centrale dove veniamo interrogati. Io sto con le orecchie tese e cos vengo a sapere qualche cosetta che mi interessa. Ad esempio, sento che Carlotta si chiama Carlotta de la Rue, nome che mi sembra falso. Secondo la mia idea lei dovrebbe chiamarsi Lottie Higgins, o qualcosa di simile.
In quanto al suo compagno apprendo che si chiama Rudy Saltierra; e devo aggiungere che l'amico mi sembra perfettamente padrone di s e per niente preoccupato da quelle formalit.
Quando cominciano a interrogarmi dico che sono Perry Rice di Mason City, Iowa. Non sono talmente scemo da tirar fuori la patacca di agente federale e non lascio capire chi sono veramente perch penso che, cos facendo, rovinerei tutto il gioco.
A quanto pare Carlotta e l'amico Saltierra, in fatto di alibi, sono a posto perch tutti potevano vedere dove stava Carlotta e lei dice che appena ha scorto Charles Frene in quello stato ha preferito tornarsene nel suo camerino, perch le sembrava di venir meno. In quanto a Saltierra ha un alibi inconfutabile perch un tizio che bada alle luci del palcoscenico, asserisce che, dal suo posto di servizio, poteva vedere la porta aperta del camerino di Carlotta e Saltierra seduto l dentro mentre avveniva il delitto.
Proprio quando comincio a seccarmi ecco che arriva un diversivo sotto la forma di Jerry Tiernan il quale, avendo ingollato dell'altro whisky, si regge in piedi solo coll'aiuto della volont e del braccio soccorrevole di un poliziotto.
A quanto pare il giornalista, appena  stato informato del delitto,  ritornato immediatamente nel locale di Joe Madrigaul; l gli hanno detto che io sono stato portato alla Centrale di polizia e allora si  sentito in dovere di accorrere per dire a Reissler che io sono un onesto cittadino di passaggio a New York, che quella  la prima sera in cui metto piede nel locale notturno di Madrigaul e che non saprei che farmene di una pistola, anche se la vincessi a una lotteria organizzata dal prevosto.
La sua testimonianza, adeguatamente corroborata dal mio contegno, mi cava fuori da quella seccatura e il tenente mi dice che posso andarmene e mi regala in soprappi, un predichino intorno al non rispondere sfacciatamente alle domande dei funzionari, al che obbietto che io sono fatto cos e che non sono abituato a trattare con la polizia. Il tenente fa qualche riflessione poco lusinghiera sulla mia intelligenza e io me la batto.
Una volta fuori aspetto che esca "Sbronzo". Appena lo vedo lo ringrazio sentitamente e l'amico mi propone di andare insieme a bere qualcosa in un posticino tranquillo perch lui sta convincendosi che, se non mi fa da balia asciutta, finir col trovarmi nei pasticci.
Gli rispondo che forse ha ragione, ma adesso ho qualcosa da fare per mio conto; non vorrebbe essere cos gentile da venire in albergo domattina? Avrei qualcosa da proporgli. Tiernan promette di farsi vedere e se ne va in tass.
Io gironzolo da quelle parti per qualche minuto e finalmente mi raggiunge l'amico di Carlotta, il signor Saltierra, e mi sorride con una smorfia che non mi sembra delle pi cordiali.
Ebbene, signor Rice, mi fa, immagino che non abbiate mai fatto un'esperienza del genere al vostro paese!  stata piuttosto movimentata la vostra prima sera a New York, nevvero?
A chi lo dite! Per un mio amico che ci era gi stato qui m'aveva avvertito, gli rispondo.
L'altro sogghigna.
Be', sono cose che cpitano, mi fa., Ed ora che ne direste se andassimo a bere un goccetto? Se venite con me vi mostrer qualcosa che non dimenticherete tanto presto, parola d'onore!
Lo ringrazio ma gli dico che ho da fare. E poi sono stufo di liquori., Per il momento preferirei un caff., Infatti in fondo alla via, vedo un caff aperto. Noto con piacere che l'amico accetta la mia proposta.
Okay, compare, mi fa., L potremo avere una buona tazza di caff.
E cos andiamo dentro il locale e Saltierra ordina due caff. Poi infila una mano in tasca per pagare e allora m'accorgo che la sua giacca nera non  nuova e fine come quella che indossava, qualche ora prima, nel covo di Madrigaul. Sono sicuro che non si tratta della stessa giacca! La cosa mi interessa particolarmente per certi miei motivi che vi spiegher fra breve.
Mentre sorbiamo il caff il mio compagno mi fa qualche domanda circa Mason City, ma non cava un ragno dal buco perch io ho studiato bene la mia parte e posso rispondergli come se fossi nato davvero laggi.
Dopo qualche minuto Saltierra dice che  ora di andarsene e io lo ringrazio per il caff e gli dico che spero di rivederlo da Joe Madrigaul. L'amico mi risponde che, certamente, ci vedremo ancora; per, aggiunge, che non mi conviene di fare certe scorribande dietro il palcoscenico ammenoch non sia invitato espressamente. Con questo vuole evidentemente farmi capire che la signorina Carlotta  sua propriet privata e che sarebbe il caso di non starle dietro se non si vuol ricevere un pugno sul naso.
Proprio in quel momento passa un tass. Lo fermo e ordino all'autista di portarmi all'Hotel Court dove sono sceso; do l'ordine ad alta voce nella speranza che Rudy mi ascolti. Quando abbiamo percorso un paio d'isolati dico all'autista di cambiare direzione e di condurmi nei paraggi del locale di Joe Madrigaul, possibilmente dalla parte posteriore.
Quando scendo dalla vettura vedo che dietro il locale c' una specie di vicolo. Le finestre del pianterreno sono tutte chiuse, e io penso che tre metri pi sotto dev'esserci il pavimento della sala da ballo. Mi spingo un po' pi avanti e vedo un finestrino che  proprio all'altezza della mia testa; mi pare di capire che questa  la finestra del corridoio dei camerini.
Non vedo nessuno in giro nel vicolo e, dopo aver cercato un po', trovo un bidone della spazzatura. Lo prendo, lo porto sotto la finestra, vi monto su e, lavorando con una piccola leva d'acciaio che porto sempre in tasca, entro cinque minuti riesco ad aprire le imposte. Scendo, rimetto a posto il bidone, ritorno alla finestra, scavalco il davanzale e richiudo.
Dentro fa un bel buio ed io, per tutta luce ho una lampadina grande come una pasticca per la tosse adattata sulla capocchia della penna stilografica; tuttavia la sfrutto meglio che posso e mi accorgo che sono capitato davvero nel corridoio dei camerini.
Continuo ad avanzare finch non arrivo sul palcoscenico, scosto il sipario e do un'occhiata al salone dov' rimasta accesa una lampadina. Non c' nulla di pi deprimente di vedere un posto simile, vuoto di notte. Gli addetti alla pulizia non sono ancora passati, forse per via del delitto.
Attraverso il salone e imbocco il breve corridoio che porta alle cabine telefoniche. Vedo che il mio cartello con la scritta, IN RIPARAZIONE  ancora appeso alla porta. Do un'occhiata nell'interno e vedo che Myras Duncan  sempre al suo posto. Evidentemente, ancora nessuno ha scoperto il primo delitto. Ritorno nel salone e prendo posto a un tavolino. Il signore che l'occupava questa sera dev'essere rimasto un po' male per la morte repentina di Charles Frene, tanto che ha dimenticato la bottiglia di whisky, piena per un terzo. Perci provvedo io a scolarla mentre continuo nelle mie riflessioni.
Forse a voi sembrer buffo pensare che me ne sto seduto qui, in questa penombra da cappella di famiglia, mentre a pochi metri di distanza, chiuso nella cabina, c' il povero Duncan. Ma forse io sono un tipo fuori dell'ordinario. Perch, vedete, a me la presenza di qualche morto non d fastidio.  dei vivi ch'io ho paura. Dopo un po', forse per il benefico effetto del liquore, il mio cervello ha un'intuizione; s, alle quattro del mattino, standomene cos solo e soletto in quel silenzio di tomba, penso che devo muovermi alla svelta per trovare dove mai Rudy ha nascosto l'altra giacca da sera.
Fino a questo momento non mi sono occupato molto della morte repentina di Myras Duncan perch mi son detto che quel problema non era immediato. La mia materia grigia ha lavorato quasi esclusivamente intorno alla faccenda della scomparsa immatura di Charles Frene e io penso che le cose siano andate cos.
Vi ho gi detto che Rudy Saltierra  un tipo aitante che ci tiene molto a vestirsi bene; vi ho gi detto anche che nel caff mi sono accorto che indossava una giacca da sera meno fine e meno nuova di quella che gli avevo visto addosso poco prima. Ebbene, io credo che Rudy sia sbucato fuori dalla porticina che si trova di fianco al palco dell'orchestra e che si sia avvicinato cautamente al Frene approfittando del buio. Mentre Carlotta cantava divinamente, Saltierra ha fatto fuoco una volta sola contro il povero "mascherone" senza neanche tirar fuori la berta di tasca. Dopo di che l'amico  rientrato per la porticina e si  cambiato la giacca perch, sparando, si  fatto un buco nella stoffa della tasca. Ora io penso che la giacca possa trovarsi ancora nascosta nel locale; e non mi stupirebbe di trovarla nel camerino di Carlotta.
Mi alzo, attraverso di nuovo il palcoscenico e infilo il corridoio dei camerini. Quello di Carlotta  chiuso a chiave, ma io ci so fare con le serrature, e in due minuti riesco ad entrare. Accendo una lampadina mentre fiuto l'aria profumata e un po' greve della stanza.
Comincio a ispezionare tutto in giro; apro i cassetti, guardo nell'armadio, ma scopro una cosa sola, cio che la signorina Carlotta ha un gusto meraviglioso in fatto di biancheria e di calze. Quasi quasi mi dispiace mettere in disordine i suoi cassetti.
Poco dopo smetto di cercare e passo nel corridoio. Mentre vado in giro, facendomi luce con la mia penna stilografica, mi viene un'altra idea:  probabile che Rudy Saltierra venga qui a ritirare la sua giacca. Se quello mi scopre, pu capitarmi qualcosa di sgradevole, tanto pi se tenete presente che io ho lasciato la vecchia berta a casa.
Proprio in fondo al corridoio, vicino alla finestra da cui sono entrato, c' un lavabo sormontato da un serbatoio di zinco. Mi guardo intorno finch trovo una scaletta, dall'altra parte del corridoio: allora la prendo, l'appoggio alla parete e guardo nel serbatoio. L dentro trovo proprio quello che cercavo: la bella giacca di stoffa fine, rovinata da un foro bruciacchiato nella tasca destra. All'occhiello c' persino il garofano che Rudy sfoggiava durante la serata.
Ora io sono un po' pignolo nelle mie cose e non m'accontento d'aver trovato il foro; do un'occhiata alle altre tasche e trovo una lettera nel taschino interno. Al lume della mia pila leggo l'indirizzo. La missiva  diretta alla signorina Carlotta de La Rue, presso il club di Joe Madrigaul e io comincio a chiedermi come mai  andata a finire in tasca a Rudy. Poi la leggo; l'epistola  vergata con mano agitata, direi, per quel poco che mi intendo di grafologia. E dice cos:
"Carlotta, non ho il tempo di scriverti a lungo per il momento, ma devo vederti assolutamente stasera per parlarti di cose importanti. Sono preoccupato e allarmato per quel che ho scoperto oggi; ma principalmente sono preoccupato e allarmato per te.
"Perch mai tu abbia creduto opportuno stringere relazione con me quando eri gi legata a Saltierra, non riesco a capirlo. Forse l'hai fatto per denaro, ma, anche se tu fossi calcolatrice e mercenaria come mi han detto, devo pur sempre vederti per pochi minuti, stasera.
"Non posso dirti per telefono le mie scoperte. Sono troppo importanti e delicate. Ci vedremo al club stasera; ti parler dopo il tuo numero., Charles."
Rimetto il biglietto dentro la busta e la busta nella tasca interna della giacca; poi ritorno sulla scaletta e ripongo la giacca al posto dove l'ho trovata, cos Saltierra, quando verr a ritirarla, non sapr nulla della mia breve indagine.
Quando scendo dalla scaletta mi siedo sul gradino inferiore, a riflettere. Senza dubbio, penso io, la lettera  finita in tasca a Rudy perch Carlotta l'ha passata a lui dopo averla letta. Tutto fa pensare che il Frene sia andato nel locale di Joe Madrigaul per parlare a Carlotta di qualcosa della massima importanza che la riguardava direttamente, e Saltierra, messo sull'avviso dalla ragazza stessa, gliel'abbia impedito chiudendogli la bocca con una piccola dose di piombo.
Nell'insieme, l'andamento generale delle cose finora mi garba perch comincio a vederci chiaro. Chiss che, fra non molto, io abbia qualcosa di concreto su cui mettere le mani.
Resto un po' in ascolto, ma dovunque regna il silenzio. Allora mi accendo una sigaretta, rientro nella sala, infilo il corridoio dei telefoni ed entro nella prima cabina vuota. Metto per precauzione un fazzoletto sopra il microfono perch qualche curioso non abbia a riconoscere la mia voce e chiedo di parlare con la Centrale della polizia.
Ottenuta la comunicazione, domando del tenente Reissler e l'amico viene subito al telefono. Gli chiedo allora se  proprio lui, e quello mi rassicura in merito, anzi mi domanda con una certa prosopopea, chi sono io.
Senti, caro, gli faccio, so benissimo che sei un piedi-piatti e che a furia di star fermo ti son cresciute le radici. Tuttavia c' un paio di cosette che dovresti sapere.
"Prima di tutto lascia che ti dica questo: se mandi un furgone al Club di Joe Madrigaul i tuoi uomini troveranno un morto in una delle cabine telefoniche. Si tratta di un certo Harvest V. Mellander al quale ieri sera hanno sparato tre colpi secchi. In secondo luogo, il morto ha ancora il ricevitore in mano e cos siamo sicuri che il telefono  stato sempre occupato dal momento in cui l'amico  volato al cielo.
"Ora io forse potrei dirti ancora dell'altro; per tu devi comportarti bene e informarti presso la Societ del Telefono sull'ora precisa dell'ultima telefonata partita da quella cabina. Mi farai sapere questo particolare mediante un'inserzione sul New York Evening Mirror. Allora forse ti telefoner di nuovo.
"La seconda cosa  questa: devi aver fiducia nella Divina Provvidenza e in Babbo Natale. Senza il loro benevolo intervento da chi le avresti sapute queste notizie? Cerca di ricordarti di me qualche volta, amore!"
Poi aggancio e me la batto dal locale di Joe Madrigaul perch intuisco che il tenente non tarder ad arrivare. Esco nuovamente dalla finestra che sapete. Mi guardo in giro per cercare un tass e, dopo un poco, lo trovo a due isolati di distanza.
Mi faccio condurre all'albergo e, come arrivo, mi metto a letto perch, ci crediate o no, mi sento stanco.
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Capitolo 3. UN MUCCHIO DI FROTTOLE.
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Mi sveglio verso le dieci e, mentre mi sto facendo la barba, mi guardo bene nello specchio e mi domando per quanto tempo rester ancora in condizioni passabili, senza qualche pillola di piombo in corpo. Perch dovete capire che la mia professione non  delle pi igieniche. Ho conosciuto troppi miei colleghi, pezzi di ragazzi alti e robusti come me, intelligenti, coraggiosi e anche istruiti, che sono finiti impiombati da qualche maledetto figlio di buona madre. Il che dimostra che la cultura non  poi tutto, nella vita! Io per, oltre a quelle che ho descritto, possiedo una certa qualit che il mio diretto superiore chiama fiuto o naso per cui, quando sono in servizio, cerco di soddisfare la mia naturale curiosit in un modo diverso dai miei colleghi, e forse per questo mi sono sempre tirato fuori dalle grane. Intanto, fino a questo momento, sono giunto ad alcune conclusioni. Primo: m'interessa molto il povero Charles Frene; secondo: devo ricordarmi sempre che io sto investigando per scoprire i malintenzionati che vogliono impossessarsi dei lingotti d'oro, e perci i due delitti mi devono interessare soltanto se sono connessi con la faccenda dell'oro.
Ma a mio parere sarebbe una bella cosa se i bravi poliziotti di New York (che certamente ce la metteranno tutta per scoprire chi ha fatto fuori Duncan e Frene) non si spingessero troppo avanti con le indagini, altrimenti manderebbero in alto mare tutte le mie idee.
Do un'occhiata ai giornali e vedo che i due delitti vengono attribuiti a qualche gangster che frequentava il locale notturno di Joe Madrigaul. Leggo inoltre che la polizia conta di procedere a qualche arresto entro due giorni.
Questo lo pensano sempre tutti i poliziotti di tutti i Paesi e, per conto mio, non significa un bel niente.
Ad ogni modo sono quasi certo che gli agenti non si occupano affatto di Rudy Saltierra, dato che l'amico dispone di un alibi di ferro, basato sulla dichiarazione dell'elettricista del Club notturno. Invece io sono sempre dell'idea, per i motivi che sapete, che sia stato proprio lui a "far fuori" il povero "mascherone", e penso che dovr avere un colloquio confidenziale con l'elettricista al pi presto, perch tutto mi fa credere che sia in combutta con Rudy.
Dopo aver riflettuto, vado all'ufficio telegrafico e mando un messaggio cifrato al mio capo:
"Agente Speciale Lemuel H. Caution, al Direttore dell'Ufficio Federale Investigativo, Washington. Myras Duncan ucciso notte scorsa nel Club Joe Madrigaul a New York e identificato da me alla polizia locale come Harvest V. Mellander stop Uomo circa trent'anni biondo occhi castani naso grosso bocca brutta peso approssimativo novanta chili altezza approssimativa uno e settanta conosciuto come Charles Frene ucciso nello stesso locale circa due ore dopo la morte di Duncan stop Pregovi disporre qualche ritardo indagini polizia locale affinch la situazione possa svilupparsi stop Pregovi mandarmi informazioni su Charles Frene all'Hotel Court sotto forma di circolare sottoscrizione Buoni Tesoro indirizzata Perry C. Rice stop Pregovi includere ogni particolare circa prossima spedizione oro dicendomi se lingotti partiranno Ufficio del Saggio o Banca Riserva Federale di New York stop Momentaneamente risulto innocente presso polizia locale uccisione Charles Frene probabilmente vengo controllato stop Consigliovi non rivelare mia identit stop"
Dopo essermi levato questo peso dallo stomaco, torno all'albergo dove trovo Tiernan che mi aspetta.  pieno di whisky e di notizie. Mi chiede subito se so che c' stato un altro ammazzamento nel locale di Joe Madrigaul e mi spiega che gli avvenimenti della notte scorsa gli danno un'infinit di materiale per degli articoli interessanti. Infine mi dice che non sa che cosa stessi combinando nel locale di Joe Madrigaul; per pensa che io stia svolgendo qualche indagine e, se credo che lui possa essermi utile, non ho che da parlare.
Ora ho riflettuto anche su "Sbronzo" e sono venuto alla conclusione che, in fondo, per me  una bella cosa averlo a portata di mano, e che posso confidargli il vero scopo per cui mi trovo a New York. Cos gli dico quel che mi ha riferito Mellander la sera precedente e gli spiego che, secondo me, i due delitti sono collegati con il presunto tentativo di furto dell'oro. Almeno la cosa  sicura per quanto riguarda Duncan, mentre per la morte di Frene  solo probabile. Gli dico infine che, se vuol farmi un piacere, mi procuri tutti i dati che pu trovare su Rudy Saltierra, al pi presto.
La mia richiesta gli fa piacere, e "Sbronzo" dichiara che ho agito molto saggiamente mettendolo al corrente della delicata faccenda di cui lui, naturalmente, non parler affatto, almeno finch non l'avr autorizzato. Tiernan pensa, a ragione, che questo sia uno dei colpi pi grossi progettati dalla delinquenza internazionale e che quando la trama sar rivelata dai giornali susciter molto scalpore. Dopo di che beve due dita di whisky e se ne va a caccia di notizie.
Frattanto abbiamo fatto mezzogiorno; prendo il cappello e vado a trovare il signor Madrigaul il quale sembra molto contento di vedermi perch la mia visita gli dimostra che, nonostante i delitti a ripetizione che accadono nel suo locale, non ha perduto un cliente. Lo incoraggio subito dicendogli che la curiosit far affluire molti nuovi avventori al Club Select. Infine gli racconto che sono stato sottoposto a un interrogatorio serrato da parte della polizia e che, appena torner a Mason City, far rizzare i capelli in testa ai miei amici raccontando loro che po' po' di roba accade a New York di sera, nei locali pi lussuosi. A proposito della morte di Charles Frene aggiungo che, a mio modesto parere (e qui spiego che mi diletto di criminologia e che ho una bella biblioteca di romanzi galli) il povero "mascherone"  stato ucciso da qualcuno, sbucato dalla porticina di fianco all'orchestra.
L'amico abbocca, dice che non  possibile e mi ripete la tiritera di Rudy Saltierra e dell'elettricista.
Gli dico che la cosa  molto interessante e che, in fondo, Rudy Saltierra  stato fortunato per quella testimonianza a suo favore. Intanto Madrigaul mi presenta l'elettricista in questione, che passa in quel momento davanti a noi. L'operaio si chiama Skendall, ed  un uomo piuttosto robusto, dall'aria decisa. Interpellato in proposito, ripete che nessuno, venendo dal corridoio, avrebbe potuto commettere il delitto senza che lui se ne accorgesse. Arrivo alla conclusione che Skendall  un bugiardo matricolato che parla cos solo per confermare l'alibi di Rudy Saltierra. Concludo che, una volta o l'altra, dovr scambiare qualche parola in privato con l'amico Skendall, accompagnandola, all'evenienza, con mezzi pi persuasivi.
Poi Skendall ci lascia e Madrigaul, in vena di confidenze, mi dice che Carlotta de la Rue  l'amica di Rudy Saltierra e che lui personalmente preferirebbe giocare a carte con un branco di tigri del Bengala affamate, piuttosto che farsi sotto con la bella Carlotta. Gli cavo di bocca anche questo particolare:  stato lo stesso Saltierra a far ottenere a Carlotta la scrittura presso il Select Club. Rudy Saltierra frequentava il locale gi da parecchio tempo.
Madrigaul mi lascia poi capire che Saltierra  un ometto che non scherza e che fa il malvivente in grande stile. Alza difficilmente la voce, ma sa agire al momento opportuno e non scherza mai quando si tratta di eliminare chi gli mette i bastoni fra le ruote.
Dopo questa lunga chiacchierata con il greco, esco dal Select Club ed entro in un caff dove chiedo a un cameriere il nome di un fiorista che si trovi nei paraggi del Club Select. Saputolo, telefono al Club passandomi per il fiorista in questione, e dico che la signorina de la Rue ha ordinato dei fiori, ma che disgraziatamente ho perduto il suo indirizzo. La centralinista del Club abbocca e mi favorisce l'indirizzo di Carlotta che  vicino alla Riverside Drive nella Centotredicesima Strada Ovest e io salto sopra un tass e mi faccio portare sul posto.
Quando vi giungo, mi trovo davanti a una bella casa-albergo e, dall'aspetto del palazzo, mi dico che Carlotta deve fare dei bei soldarelli con il suo numero. Cerco il nome della bella sull'indicatore a pianterreno, vado su con l'ascensore, infilo il corridoio e giungo davanti alla porta dell'appartamento. Busso e viene ad aprirmi una cameriera negra agghindata come la camerista di un'operetta francese. Mentre la ragazza mi apre, guardo sopra la sua spalla e vedo un'altra porta dall'altro lato dell'anticamera, e mi metto in testa, che la padrona sia in casa; ma quando dico alla cameriera che desidero vedere la signorina de la Rue lei mi risponde che la signorina  fuori e in ogni caso, se voglio vederla, devo andare al Club Select perch in casa non riceve.
Io dico che sono tanto spiacente, ma quando la morettina fa per chiudere la porta infilo il piede nello spiraglio. La cameriera allora comincia a strillare, ma io le consiglio di comportarsi bene e di non agitarsi; poi la spingo in l attraverso l'anticamera e apro l'altra porta. Mi trovo in un grazioso salottino; Carlotta, che indossa una paradisiaca veste da camera di seta e sta scrivendo una lettera, mi sente e si volta di scatto, guardandomi come se fossi un mostro sbucato da chiss dove.
Che cosa volete?, mi fa., La cameriera non vi aveva detto che non ero in casa?
Io metto gi il cappello, mi siedo e accendo una sigaretta. Intanto Carlotta batte un piedino sul pavimento, il che mi permette di notare che ha delle caviglie tipo extra.
Ora ascoltatemi, signorina Carlotta, le faccio con bel garbo, e non fraintendetemi. Io sono un tipo che rispetto sempre le donne, perch cos mi ha insegnato pap quando ero piccolo.
A questo punto Carlotta si alza e mi fa una scena madre. Dice che a lei importa ben poco di quel che mio padre mi ha insegnato e, se non me ne vado al pi presto, chiamer il garzone dell'ascensore e mi far buttare fuori in malo modo. Io faccio un viso desolato e le dico che deve scusarmi se sono stato cos ineducato. Mio padre, purtroppo, non mi ha insegnato le belle maniere, ma lei deve compatirmi. Perch, in fondo, la colpa  un po' sua. Dopo averla vista, la notte scorsa, non ho potuto chiudere occhio; le piaccia o non le piaccia, mi sono innamorato cotto di lei.  un vero peccato che il nostro comune amico Jerry Tiernan non abbia potuto presentarci secondo le regole dell'etichetta, costringendomi cos ad entrare nel suo appartamentino quasi a forza, per vederla ancora una volta. Perch pu darsi ch'io parta presto da New York, e non volevo andarmene senza averla rivista. Mentre parlo, la mia bella mi guarda con un fare diffidente, ma alla fine mi accorgo che comincio a far breccia: infatti i suoi occhi si addolciscono visibilmente. La cosa vi sembrer strana, oppure vi autorizzo a far tesoro di quanto mi ha insegnato la mia lunga esperienza con le donne. Per quanto intelligente, seccata o mal disposta sia una ragazza verso di voi, se cominciate a dirle che siete pazzo per lei, in nove casi su dieci quella abbocca, per il semplice fatto che le donne, da quando  cominciato il mondo, hanno sempre desiderato che gli uomini s'innamorassero di loro.
Carlotta allora mi dice che, s, va tutto bene, ma la mia frenesia non mi autorizza ad entrare a viva forza in casa sua. E, in fin dei conti, che cosa voglio?
Le confido che sono seriamente preoccupato perch temo che la polizia sospetti di me per il delitto della notte scorsa; gli agenti mi hanno lasciato libero, ma io sono sempre turbato. E le racconto altre frottole di questo calibro. Quando ho finito, Carlotta prende una sigaretta e ne offre una anche a me. Mentre mi porge l'accendisigari, posso vederla a distanza ravvicinata e vi garantisco che la dama  veramente un bocconcino prelibato. Ha una personcina tornita a regola d'arte e cammina come una regina delle fate. S' messa lo stesso profumo che ho sentito nel suo camerino la sera prima, ed ora mi guarda coi suoi grandi occhi verdi e sognanti. Devo fare uno sforzo per ricordarmi che sono in servizio e non lanciarmi in una scena sentimentale che potrebbe mandare tutto a monte.
Dopo avermi acceso la sigaretta, Carlotta si siede vicino a me sul divano, aspetta un minuto e poi mi fa:
Sentite, Perry: comincio a credere che voi siate il tipo d'uomo per il quale ho sempre avuto un debole, e penso che non siate entrato per caso nel locale di Joe Madrigaul, ieri sera., Sospira leggermente, indi continua:, S... credo che sia stato il Fato a mandarvi da me, perch ho proprio bisogno d'aiuto.
E prosegue, spiegandomi che le spiace d'aver insinuato ch'io potessi entrarci in qualche modo nell'assassinio di Charles Frene; ma quando io mi sono presentato nel suo camerino lei era davvero sconvolta.  chiaro che il delitto non posso averlo commesso io, dato che non ero armato. Poi dice che quanto  accaduto l'altra sera  davvero antipatico; per lei pensa ch'io sia un tipo sveglio; l'ha capito da un'osservazione che ho fatto durante il nostro primo incontro, parlando con Saltierra. Anche lei comincia a formarsi qualche idea circa quei delitti, davvero raccapriccianti.
Io ribatto con qualche osservazione pi o meno azzeccata e intanto la osservo furtivamente, nello specchio che si trova nella parete di fronte, e vedo che mi fissa ostinatamente coi suoi occhi duri, felini. Dal che deduco che Carlotta sta cercando d'indovinare fin dove sono arrivato con le mie supposizioni e fino a che punto l'ho azzeccata.
Le dico che, per conto mio, nessuno dei presenti in sala pu aver assassinato Charles Frene, per il semplice fatto ch'io mi trovavo vicino al suo tavolo; e, sebbene quel punto del salone fosse in ombra perch la lampadina a muro non era stata accesa, nessuno poteva essermi passato davanti senza che me ne accorgessi. Perci io rimanevo dell'idea che qualcuno era emerso dalla porticina laterale e di l aveva sparato contro il povero "mascherone".
A questo punto lei sospira e mi dice che allora, secondo me, sarebbe stato Rudy Saltierra a commettere il delitto, ed io le faccio:
Be', non vedo come possa essere stato un altro.
A questo punto lei mi ricorda la famosa dichiarazione dell'elettricista, secondo il quale Rudy Saltierra non ha mai lasciato il suo camerino. Senza contare, poi, che Rudy non era armato.
La notizia francamente non mi riesce nuova, poich Rudy non aveva addosso nessuna pistola quando  stato portato alla Centrale di Polizia. Se, come credo, l'amico si  servito di una berta per "far fuori" Charles, deve averla nascosta subito dopo in qualche angolo del Select Club, sempre che non l'abbia passata al suo complice Skendall.
Naturalmente questi pensieri, strettamente privati, me li tengo per me. Rispondo a Carlotta che, in verit, si tratta di un enigma ben singolare, e continuo a fare il tonto asserendo con grande naturalezza che devo avere sbagliato quando ho sospettato di Rudy.
Allora lei caccia un altro sospiro, si alza e dice che adesso probabilmente dovr andarmene; per, se mi fermassi a New York, lei sar sempre lieta di vedermi e quindi, d'un tratto, ecco che mi si attacca al collo e, prima ch'io sappia quello che sto facendo, bacio la dama con vero trasporto perch questo mi sembra il gesto pi naturale, se voglio essere coerente con quello che le ho detto poco prima. E, credetemi, non  poi un grande sacrificio, il mio!
Intanto Carlotta, standomi sempre attaccata, mi confida di essere molto infelice e di trovarsi nei guai e mi lascia capire che, in fin dei conti, non ci tiene poi tanto a Rudy e mi comunica nientemeno che si sta innamorando seriamente di me.
Io accetto la sua dichiarazione con diversi grani di sale perch capisco che la bella mi ha scambiato per uno di quelli che hanno picchiato la testa da piccoli. Dopo un po' di svenevolezze e di abbracciamenti mi riprendo e le dico che, anche lei, dovrebbe cercare di padroneggiarsi e che, se caso mai si trovasse in difficolt, pu sempre fare assegnamento su Perry C. Rice; dopo di che le spiego che non sono proprio costretto a lasciare subito New York, specialmente ora, data la nuova piega presa dagli avvenimenti. Aggiungo che stasera torner a vederla e ad applaudirla nel locale di Joe Madrigaul. E lei mi dice che le ha fatto bene conoscermi, che stando al mio fianco le sembra di tornare bambina nella grande prateria dove pascolano le mucche. Io invece mi guardo bene dal comunicarle che cosa mi ricorda lei, per il semplice fatto che non ho alcuna intenzione di finire il colloquio con uno scambio di insulti e di contumelie.
Perci la saluto caramente e me ne vado. Quando sono fuori faccio un giro dell'isolato e sbuco dalla parte opposta per tener d'occhio l'entrata. E, certo come la morte, non compare, dieci minuti dopo, l'automobile di Rudy Saltierra? L'amico smonta dalla macchina ed entra a sua volta nel portone.
Mi accendo una sigaretta e me la batto. Sono proprio soddisfatto del lavoro eseguito perch sono certo che in questo preciso istante Carlotta sta spifferando al suo amico tutto quello che le ho detto e, per di pi, penso che tutti e due non sono affatto tranquilli sul mio conto e, probabilmente, cercheranno di fare qualcosa. Ed io li aspetto al varco, come si suol dire, certo di prenderli in castagna.
Cos monto in un tass e ritorno all'albergo. Dopo aver bevuto due dita di whisky, mi stendo sul letto e me ne sto tranquillamente a riflettere per un po'. Poi mi alzo e do un'occhiata gi nella via, dalla finestra. E chi vedo davanti all'ingresso, sul marciapiede di fronte? Un tizio che, con fare tranquillo, se ne sta davanti alla vetrina d'un tabaccaio, in ozio perfetto.
L'amico porta un cappello grigio, con la tesa abbassata sopra un occhio. Fuma e intanto tiene d'occhio l'entrata del mio albergo.
La qual cosa mi dice semplicemente che Rudy ha incaricato un suo scagnozzo di tenermi d'occhio, e questo  uno dei momenti in cui sono felicissimo di essere tenuto sotto osservazione.
D'altra parte mi dico che  giunto il momento di riprendere la berta, perch ho il sospetto che gli amici potrebbero anche avere qualche brutta intenzione nei miei riguardi. Ora, a me, l'idea di morire con le scarpe ai piedi non garba troppo, a meno che non scivoli nel fiume o non mi cada una tegola in testa: cosa che, in fondo, pu capitare ad ogni comune mortale.
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Capitolo 4. CON LE CATTIVE.
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Alle sette di sera faccio una doccia, mi cambio d'abito e chiedo che mi mandino il conto perch ho deciso che cambier alloggio: non voglio che Saltierra sappia dove dormo i miei sonni. Immagino che voi avrete gi capito che io so fiutare i guai a distanza; ebbene, ora mi sono messo in testa che qualcuno voglia farmi uno di quegli scherzetti che poi si raccontano ai nipotini, se si riesce a scamparla.
Perch, per il momento, la situazione io la vedo cos: Carlotta ha recitato la piccola commedia che sapete per dare ad intendere che lei, per un caso disgraziato, si trova attualmente in potere di quel tipaccio di Saltierra, un uomo tutt'altro che raccomandabile, e avrebbe una gran voglia di liberarsene. Invece io so da Joe Madrigaul che  stato proprio Saltierra a farle dare il numero di canto al Select Club, e penso quindi che i due colombi mi abbiano scambiato per lo scemo del villaggio.
Penso anche un mucchio di altre cose, ma, siccome si tratta pi o meno di semplici teorie, per il momento non star ad annoiarvi con quelle; vedremo poi se si avvereranno.
Ceno alle nove di sera, e poco dopo ricevo una telefonata da parte di "Sbronzo". Il giornalista mi dice che  stato un pezzo nella Sala Stampa della Centrale, e che ha saputo qualcosa sul conto di Saltierra. Dunque: a quanto pare, Saltierra ha fatto parecchio denaro con il contrabbando dei liquori e poi si  dedicato alla "protezione" della metropoli.
E non venite a dirmi che non sapete che cos' la "protezione", per carit! Sapete come si fa? Si va da qualche bottegaio e gli si dice, con i bei modi, che lui ha bisogno di essere protetto, o, per meglio dire, che la sua bottega ha bisogno di protezione. Se l'amico abbocca e paga in compenso della protezione, va tutto bene; se invece fa orecchio da mercante, gli dimostrate praticamente che ha davvero bisogno di protezione, demolendogli la bottega con qualche bomba o che so io; dopo di che ripassate, e vedete che si mostra arrendevole e paga il premio d'assicurazione. Se invece fa il testardo e insiste a dire che non ha bisogno di voi, di solito finisce col guadagnarsi un funerale di seconda classe.
Ora, secondo "Sbronzo", questo Saltierra  un tipo intelligente che non beve troppo, sa tenere la lingua a freno e i suoi scagnozzi sono tipi scelti anche se fior di mascalzoni. Sanno quel che devono fare e non si abbandonano a confidenze quando hanno bevuto.
"Sbronzo" poi mi domanda quando ci vedremo, e io gli rispondo che sar al Select Club verso la mezzanotte e, se vuol farmi un segnalato favore, deve trovarmi dove abita l'elettricista Skendall perch vorrei dirgli due paroline. "Sbronzo" risponde che per lui  una quisquilia e che, dopo mezzanotte, far una capatina al Club.
Indi vado dabbasso, pago il conto e dico all'impiegato che devo filarmela, ma che mi far vivo l'indomani perch aspetto un opuscolo di pubblicit bancaria, che lui dovrebbe fare la cortesia di conservarmi.
Ecco, chiamo un tass, e vedo l'amico dal feltro con la tesa sull'occhio che salta sopra un altro tass e mi segue. Dico al mio autista di girare un po' a caso e di fermarsi poi in un posticino tranquillo, e quello esegue. Quando si ferma, vedo che anche l'altra vettura fa lo stesso. Allora scendo, m'avvicino al secondo tass, apro lo sportello e dico al mio persecutore:
Ascolta, amico: sono gi stato seguito altre volte, Ora ti avverto che la tua faccia non mi garba. O scendi immediatamente e fili via, oppure ti pesto il grugno. Che te ne pare?
Quello si alza e si sporge dalla mia parte; allora l'afferro per il cravattino, lo tiro a me e, pam, gli mollo un papagno sul naso. L'amico ricade a sedere nel suo angolo e io dico al suo autista che gli conviene aspettare l fermo finch il cliente torner in s. Intanto il tassametro continuer a girare e salir a una bella cifra.
Ritorno soddisfatto al mio tass e mi faccio condurre in un albergo discreto dove mi registro sotto il solito nome di Perry C. Rice e mi faccio servire un mezzo bicchiere di whisky, per tenere in esercizio il palato. Appena mi portano la valigia nella mia stanza, torno ad uscire e filo al locale di Joe Madrigaul e mi accorgo che la gente non manca; anzi, ce n' pi della sera prima. Evidentemente, parecchi signori e signore amano il brivido e sono tutti contenti di frequentare un club che la notte precedente  stato teatro di due assassinii.
Joe Madrigaul pare soddisfatto.  vestito inappuntabilmente di nero e porta all'occhiello un garofano rosa. Beviamo insieme un whisky, e intanto l'amico mi racconta che la polizia  tornata l durante il giorno. Il tenente gli ha detto che Harvest V. Mellander dev'essere stato ucciso da un complice di quel tale che ha "fatto fuori" il povero Frene. Quanto alla fine di "mascherone", il tenente Reissler  persuaso che l'assassino dev'essere passato dietro di me e deve aver sparato da quella posizione, svignandosela poi dalla porta principale, prima che lui, Joe, la chiudesse.
Madrigaul non riesce a credere a una simile ipotesi perch la ragazza del guardaroba avrebbe senz'altro notato l'assassino che se ne andava. E invece nessuno ha visto niente! Naturalmente io non posso dirgli che la polizia finge di pensarla cos, tanto per dare un po' di corda all'assassino, secondo la raccomandazione che ho telegrafato a Washington.
Poco dopo compare "Sbronzo". Come al solito  mezzo cotto, ma pare che il liquore abbia la virt di fargli nascere le idee. Mi raggiunge e mi dice che spera di vedermi riuscire nella mia inchiesta; si augura che le informazioni su Saltierra possano riuscirmi utili, e aggiunge che vedr di darmene altre entro qualche giorno. Infine mi dice che Charles Frene non doveva essere Charles Frene, ma un altro, e che conta di sapere al pi presto chi fosse in verit quel povero infelice.
Allora si ricorda di aver trovato l'indirizzo che gli avevo chiesto e anche qualche notizia sull'amico Skendall. A quanto gli risulta, l'elettricista sembra una persona a modo, con la fedina penale pulita. L'uomo, di giorno, lavora in una sua piccola autorimessa. Mi d l'indirizzo del garage in questione ed io lo ringrazio e gli dico che, una volta o l'altra, andr a parlare con Skendall.
Poco dopo si fa vivo Rudy Saltierra ed io noto subito che indossa un abito nuovo da sera perch la giacca armonizza con i calzoni. All'occhiello ha un garofano, e i bottoni dello sparato luccicano come diamanti. Si mostra affabile con me e mi offre anche da bere. Mi dice perfino che, se sono stufo del Club Select, lui pu accompagnarmi in qualche altro locale del genere. Io lo ringrazio, ma per il momento preferisco rimanere dove sono.
Passano cos altri venti minuti, poi rullano i tamburi e Joe Madrigaul si presenta in mezzo al salone e dice che gli  spiaciuto molto quanto  accaduto la notte precedente. Mentre la signorina Carlotta de la Rue cantava, qualcuno ha ucciso a tradimento un signore che se ne stava seduto tranquillamente al suo tavolo. Inoltre, un altro uomo  stato trovato assassinato dentro la cabina del telefono; ma ormai tutto  finito e spera che i suoi ospiti vorranno divertirsi e non pensare pi a quei brutti avvenimenti. Ed ora presenter la celebre cantante, la signorina Carlotta!
Ci detto, Joe si ritira e la luce dei riflettori si concentra sul sipario. Compare Carlotta, pi affascinante che mai; canta la stessa canzonetta della sera precedente e, quando finisce e si ritira, Rudy mi strizza l'occhio, invitandomi a sedere al suo tavolo che  poi quello dov' morto il povero "mascherone". Stavolta vedo che la lampadina alla parete  accesa, al contrario della notte precedente, e questo mi fa pensare che Skendall abbia fatto qualche altro pasticcetto, oltre a fornire l'alibi al suo complice.
Poi la bella Carlotta ci raggiunge e si siede al nostro tavolo. Mi sorride e domanda mie notizie, mentre Rudy ordina una bottiglia di sciampagna.
Dopo un minuto l'orchestra attacca un ritmo sincopato e tutti si mettono a ballare. Mi sto domandando come mai Saltierra non inviti a ballare la sua amica. Penso che non lo faccia per evitare che, dopo, la inviti io. Passano due minuti e Carlotta mi chiede se ho una matita perch vuol farmi vedere un suo giochetto. Cos le passo la mia matita d'argento, e quella disegna sulla tovaglia un rompicapo davvero interessante per chi ha il pallino dei giochi di pazienza. Per Carlotta non mi restituisce la matita e, dopo qualche istante, approfittando del fatto che Rudy osserva una coppia anziana di ballerini (alquanto buffa perch il cavaliere  quasi sferico, mentre la dama  magra e alta come un lampione), Carlotta scrive qualcosa sulla tovaglia, sotto il suo piattino. Quindi mi lancia un'occhiata d'intesa ed io ne deduco che la dama vuole comunicarmi qualcosa. Mentre aspetto il momento opportuno per leggere il messaggio io sorrido dentro di me perch penso che i due stanno preparando qualche giochetto diabolico al povero Lemuel H. Caution!
Resto l per altri dieci minuti e poi mi scuso che devo andare a trovare un amico. Mentre mi alzo Saltierra domanda a Carlotta se le piacerebbe fare un ballo. Do loro la buona notte; i due cominciano a ballare ed io ne approfitto per rimuovere il piatto e guardare sotto. Vedo che Carlotta ha scritto "appartamento ore 3" e penso che mi abbia fissato un appuntamento per le ore piccole a casa sua. Dopo di che vado al bar e cerco "Sbronzo", ma l'amico se n' andato. Allora ritiro il cappello, chiamo un tass e torno al mio albergo.
Quando arrivo l e rifletto un po', mi dico che  meglio sbrigare subito la faccenda di Skendall, perch penso che l'amico mi possa dare delle informazioni non prive d'importanza, specialmente riguardo a Saltierra.
So benissimo che stavolta vado tastoni e, nel contempo, intuisco che i miei passi mi portano vicino alla questione principale e cio al tentativo di furto dei lingotti d'oro.
Skendall, dunque, abita in un'autorimessa vicino a Spruce Street. "Sbronzo" mi ha detto che  una piccola costruzione a due piani e che Skendall abita sopra la rimessa. A mia volta, parlando con Madrigaul, ho scoperto che Skendall stasera  andato via un po' prima del solito, perci spero di raggiungere l'amico in casa quando non si  ancora addormentato.
Cambio l'abito da sera in un completo da passeggio e infilo la Luger nella fondina a tracolla. Quindi esco, prendo un tass e dico all'autista di condurmi all'angolo di Spruce Street.
Mentre la vettura mi porta laggi io penso alla difficolt che pu presentare l'impresa, perch Skendall, cos, a occhio e croce, mi sembra un tipo deciso e abbastanza robusto. Poi mi dico che fra poco sapr come stanno le cose e che perci  perfettamente inutile stare a fare delle ipotesi circa le possibilit di resistenza dell'elettricista. Infine mi metto a pensare ad altro. Mi pare pi logico.
Intanto siamo arrivati all'angolo di Spruce Street. Pago l'autista e mi guardo un po' in giro. Ben presto scorgo l'autorimessa all'angolo e mi avvicino. Mi fermo sul marciapiedi di fronte, accendo una sigaretta e resto a guardare.
Il locale non  molto grande. C' spazio solo per tre o quattro macchine e c' anche un distributore di benzina. Vedo una porta laterale, sulla destra, e immagino che quello sia un ingresso privato che conduce di sopra, nelle stanze di Skendall. Vedo un'altra porta nel retro e penso che anche quella potrebbe portare di sopra.
Cavo di tasca un giornale, vi faccio un buco con un dito e, mentre fingo di leggere, guardo attraverso il foro e tengo d'occhio un meccanico che lavora l dentro: attualmente  occupato a cambiare un pneumatico ad una macchina.
Ed ecco che la porta posteriore si apre e un tizio fa capolino e si rivolge al meccanico. Immagino che gli stia dando qualche incarico. Intanto ho visto che il tizio apparso or ora  proprio l'amico Skendall e, subito dopo, il suo aiutante corre in strada.
Skendall se ne sta un momento sulla soglia della porta posteriore e poi scompare. Io penso subito che sia tornato di sopra. Guardo se la strada  deserta, poi l'attraverso, entro nella rimessa e mi nascondo in un angolo poco illuminato.
Un paio di minuti dopo l'aiutante ritorna con un pacchetto di sigarette e io lo seguo con lo sguardo mentre va di sopra passando dalla porta posteriore. Un minuto dopo, ecco che il giovanotto torna indietro e riprende a lavorare al suo pneumatico. Io esco quatto quatto dal garage, vi giro intorno e mi trovo davanti ad una scala di legno. Vado su e sospingo una porta da cui filtra un filo di luce. Vedo una camera da letto. In un angolo Skendall sta pasticciando la radio, in cerca di una stazione. Tiro fuori la berta.
Ebbene, Skendall, come la va?, gli faccio.
L'altro si volta e sembra spaventato, come se avesse visto un serpente boa. Poi mi riconosce.
Sorride.
Ma guarda, il signor Rice!, fa e rimane con le braccia penzoloni lungo i fianchi., Come mai tenete quel cannone in mano? Che cosa posso fare per voi?
Sedetevi e chiudete il becco, gli ordino, e tenete presente che se non obbedite rischiate di buscarvi due confetti di piombo nella pancia!
L'altro si siede, ma non sembra poi spaventato come mi figuravo. Ho l'impressione che l'amico si sia gi trovato con una berta spianata contro.
Ma dite, Rice, mi fa, che cosa sarebbe questo giochetto? Un'aggressione a mano armata?
Sentite, disgraziato, gli dico, sapete bene che questa non  un'aggressione e sapete anche perch son venuto a trovarvi. Voi avete "fatto fuori" Charles Frene, che era un amico mio, perch ne sapeva troppe sul vostro conto. Ebbene, ora ditemi tutto di buona voglia altrimenti vi faccio fare una giterella di cui vi ricorderete quando avrete i capelli bianchi e l'artrite acuta con complicazioni di lombaggine!
Skendall si alza: non  il fegato che gli manca, a quanto pare.
Bravo, Rice, mi fa., E ora vi dir qualcosa anch'io. Se sparate, entro cinque o dieci secondi qui ci saranno i miei amici e vi lascio immaginare cosa vi faranno; date retta a me e...
Aspira l'aria e si lancia a corpo morto su di me, con un bel tuffo. Io lascio cadere l'arma, abbasso la testa e gli do un colpo secco col gomito sinistro, in piena faccia. Skendall cade, ma si rialza subito e fa per assestarmi un diretto al mento. Blocco, e mollo un destro ma lo manco. Un attimo dopo siamo avvinghiati in una partita di lotta libera, senza esclusione di colpi.
Vi ho gi detto che Skendall  un uomo robusto, ma vi devo anche spiegare che io sono un po' pi forte di lui, perci, quando io l'ho scrollato ben bene e gli ho fatto picchiare la capoccia tre o quattro volte contro il muro, l'amico comincia a fare gli occhi storti e si calma un tantino.
Allora gli metto le dita attorno alla gola e premo coi pollici sul cannarozzo. Quello straluna gli occhi, e sembra su punto di esplodere.
Ed ora ascolta bene, amore, gli dico., Sei disposto a rispondere onestamente oppure devo premere ancora finch sarai pronto per l'obitorio?
Lui  diventato paonazzo in viso; finalmente fa cenno di s con la testa e io rallento subito la pressione.
Prima di tutto dimmi qualcosa della faccenduola dell'altra sera al Club. Come ha fatto Saltierra ad assassinare Frene e perch l'ha assassinato? E poi, chi ha ucciso Harvest V. Mellander, dentro la cabina telefonica? Ora pensa alla svelta e sputa fuori prima che ti faccia schizzare gli occhi fuori dalle orbite!
L'amico non parla ancora. Per sciogliergli un po' la lingua gli mollo un papagno sul naso e vedo che gli lagrimano gli occhi., Ti ho fatto male, eh?, lo incoraggio., Gi, per i tipi come te e Saltierra  giusto e bello impiombare la gente al buio, ma quando vi arriva un pugno sulla faccia non vi garba tanto, nevvero?
E va be', brontola Skendall., Ora parler... Ahi...
Lo faccio sedere perch vedo che non si regge in piedi. Ma, mentre sto compiendo questa operazione di carit, vedo che i suoi occhi si dirigono all'uscio. Mi volto di scatto.
Sulla soglia c' il meccanico della rimessa che mi minaccia con una pistola. Mentre gli salto addosso quello spara.
Sento la pallottola che mi buca la manica, proprio sopra il gomito destro, e prima che quello possa sparare ancora lo pesto ben bene dopo avergli fatto saltare di mano la berta. Vi assicuro che sono furibondo contro questi bravacci che sparano, senza pensarci su due volte, contro un uomo disarmato!
Smetto di lavorare il mio tipo solo quando vedo che se ne sta disteso per terra e piange e si lamenta come un fantolino che abbia perduto la mamma. Skendall ha avuto il buon senso di non muoversi, sia perch  rimasto stordito e sia perch ha gi sputato fuori due denti. Io riprendo la mia arma, la metto in tasca, poi tolgo i proiettili dal caricatore dell'altra pistola e la getto in un angolo e infine vado gi e chiudo dal di dentro le porte dell'autorimessa; cos, nessuno verr pi a disturbarci. E infine me ne torno dai cari amici, di sopra.
Quelli se ne stanno dove li ho lasciati e non si interessano pi di nulla.
Vado nel cucinino, riempio una bottiglia di acqua e ne spruzzo i due eroi. Poi faccio loro omaggio di un sorso del mio whisky, che porto sempre in una fiaschetta, nella tasca posteriore dei calzoni, e infine li metto a sedere sul letto come bravi bambini.
Skendall ha una faccia che sembra la carta della Cina e in quanto al suo aiutante  l'immaginazione vivente del mal di mare.
Resto l a guardare, poi tiro fuori la patacca di agente federale e gliela metto davanti agli occhi.
Mi chiamo Caution, dico, Lemmy Caution. Sono quel tale che ha mandato a monte la trama di Siegella. Il tipo che ha fatto mettere dentro Miranda e Yellt. Sono stato io a spazzar via la ganga di Green, nell'Arkansas!
"Ora ascoltatemi: voi due potete scegliere. O dirmi tutto quello che sapete, oppure venire con me alla Centrale sotto l'accusa di assassinio premeditato ai danni di Charles Frene e Harvest V. Mellender e di tentato omicidio contro di me. Io so che voi non li avete ammazzati quei poveri diavoli, per vi accuser ugualmente dei delitti e finirete col friggere sulla sedia elettrica. Ed ora, parlate o non parlate?"
Skendall stravolge di nuovo gli occhi.
Cribbio, borbotta, Lemmy Caution... ci arrendiamo. Vi diremo tutto.
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Capitolo 5. RUDY FA IL CATTIVO.
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In un angolo ho adocchiato una scatola di sigari. Ne prendo uno e mi accomodo ben bene in una poltrona che porto davanti al letto. Tengo la pistola sulle gambe, per far passare ogni velleit di scherzi ai due amici sebbene, a occhio e croce, non mi sembra che abbiano grande voglia di ribellarsi.
Ora ascoltate, dico, se volete evitare maggiori guai sbottonatevi con me, perch vi trovate in una situazione molto difficile. Per salvarvi non avete che una via: quella di spifferare tutto rispondendo onestamente alle domande che vi far.
"Punto primo: dovete dirmi dall'A alla Zeta quel che sapete intorno all'assassinio del povero Mellander."
Skendall si lecca le labbra.
Parola d'onore, signor Caution, mi fa, noi non sappiamo niente. Per io so una cosa: non  stato Rudy Saltierra a "farlo fuori" e vi dico subito il perch. Io ho lavorato per tutta la sera dietro il palcoscenico e la prima volta che Rudy ha messo naso nel salone  stato quando ci  entrato con la de la Rue, la cantante, sapete, quella che chiamano Cicuta e con Charles Frene, poco prima che la dama cantasse il suo numero.
E come ha fatto Carlotta a meritarsi un nomignolo simile? chiedo., E che sapete voi di lei?
Il mio uomo sogghigna.
Be', lo ammetterete che  un tipo da leccarsi le dita, eh? E ha tutti i requisiti che la rendono materassabile, no? Mi farei sotto anch'io, se appena potessi, e al diavolo se la chiamano Cicuta o Belladonna o Mandragola!
Skendall emette un sospiro che non so se sia causato dai denti sconquassati, o dalle grazie invano ambite di Carlotta de la Rue; poi continua:
Rudy l'ha pescata in qualche localaccio di terz'ordine dove lei cantava e subito si  preso una cotta barbina. Quanto a lei, in due o tre giorni  riuscita a cambiarlo a vista. Da prudente che era Rudy  diventato audace, perfino troppo. Non so che cosa non farebbe pur di far piacere alla sua Carlotta; nemmeno i colpi pi rischiosi lo spaventano purch ci sia da fare baiocchi. Il bello si  che Cicuta non va poi matta per lui e credo che se lo giochi bellamente; dico cos perch ne ho viste delle cose nel Club di Joe e penso che Carlottina tenesse pi a Charles Frene, il quale tra l'altro aveva un mucchio di "grano".
Annuisco.
Come ha fatto Saltierra a entrare dalla parte del palcoscenico?, gli chiedo.
 semplice. Di dietro c' una porta di servizio. Lui, di solito, arriva sempre di l e lascia il cappello nel camerino della ragazza.
Okay, gli faccio., Ed ora parliamo un po' di Frene.  stato Saltierra a saldargli il conto, no?
Skendall accenna di s.
 stato proprio lui, conferma., Mentre la dama cantava l'ho visto venire dal corridoio dietro il palcoscenico. Quando  stato sulla porta ha messo la mano nella tasca destra della giacca e ho capito che stava per liquidare qualcuno. Proprio in quel momento si volta dalla mia parte e mi fa l'occhietto. Poi caccia la pistola con tanto di silenziatore e si accerta che tutto sia in regola. Torna a infilare l'arma in tasca e mi dice piano: "Non dimenticate che io sono rimasto sempre nel camerino. Ricordatevi anche che potete vederlo stando al vostro posto; capito?"
Skendall si stringe nelle spalle.
E che potevo fare, io?, mi chiede., Non c' da scherzare con un tipo come Saltierra!
Sorrido.
Sicch  un tipo pericoloso, eh?, ribatto., Ma perch mai ha fatto la pelle a Charles Frene?
L'altro si stringe nuovamente nelle spalle.
E chi lo sa? Si vede che non gli  simpatico; o forse ne era un po' geloso. Ad ogni modo io sar felice il giorno in cui frigger sulla sedia, quel tipo. Sempre che non mi faccia fuori prima. Non sarei il primo della famiglia a finire ammazzato da Saltierra!
Lo guardo ben bene.
Ah, s? E chi altri ti ha liquidato?
Mio fratello, spiega Skendall, e non l'ho dimenticato ancora. Gli ha spaccato una bottiglia sulla testa perch, secondo lui, mio fratello non sapeva tenere la lingua a freno!
Faccio lavorare la mia memoria e mi ricordo di quel tizio di cui mi aveva parlato Duncan, l'uomo che nel delirio, raccontava che qualcuno voleva fare un colpo per soffiare i lingotti d'oro. Mi viene in mente che il disgraziato aveva preso una bottigliata nella zucca. Faccio segno di s.
Si tratta di quel tale che  morto al Bellevue, senza riprendere i sensi, no?, gli dico., Ma che cosa faceva con Saltierra, ad ogni modo?
L'elettricista sogghigna:
Era il suo aiutante per cos dire, afferma., Sapeva tutto dei suoi affari; per era un tipo chiuso e non diceva niente a nessuno.  stato lui a farmi avere il posto da Joe Madrigaul e Saltierra mi d cinquanta o cento dollari alla settimana perch gli rendo qualche piccolo servizio...
Mi rivolgo all'altro.
E tu?, gli chiedo.
Il meccanico alza gli occhi.
Io non so nulla di nulla, mi risponde., Bado soltanto alla rimessa, che appartiene a Saltierra.  stato Skendall ad assumermi.
Skendall conferma che il suo aiutante non sa nulla delle lodevoli attivit di Saltierra., Del resto anche con me non si sbottona, aggiunge l'elettricista., Tutt'al pi mi dice qualcosa circa la sua bella...
A proposito, gli faccio, parlami un po' di lei!
Skendall ride, o almeno cerca di ridere, ma smette quando sente che le mascelle gli dolgono.
Va pazzo per lei, Saltierra! Tutti lo sanno che ha perduto la testa per Carlotta. E vedrete che un giorno o l'altro quella lo pianta!
Certo che Carlotta andrebbe anche a me, gli confido., Immagino che tanto lei che Saltierra gliene spillassero di quattrini al povero Frene, eh?
Lo credo bene.
E di' un po', Charles Frene dove li prendeva i soldoni?, domando.
L'altro scrolla il capo.
Non ne ho la minima idea; per so che era ricco e che Carlotta lo spennava d'accordo con Saltierra. Una volta li ho visti insieme tutti e tre nel camerino di lei e la dama faceva l'occhiolino a Saltierra dietro le spalle di Frene.
Okay, gli faccio., Sapete altro?
Entrambi fanno di no con la testa, in modo definitivo. Allora domando ancora una cosa a Skendall. Non sa dirmi per caso dove abita Rudy Saltierra?
Ha un appartamento nella Nona Avenue, mi risponde, e mi d il numero., Quando uscite dall'ascensore andate su per una breve rampa di scale, continua, e quando siete in cima vedrete la porta dell'appartamento, proprio davanti a voi. Saltierra abita l. Per si tratta di una specie di ufficio, sebbene sia ammobiliato in modo da sembrare un appartamento. Invece Rudy abita nei locali di fianco, quelli dell'uscio a sinistra. Si  limitato ad aprire una porta nella parete che divide i due appartamenti e l'ha nascosta dietro una libreria girevole. Quasi tutte le notti Rudy  nell'appartamento grande. Ed  l che vanno a trovarlo quelli che hanno a che fare con lui. Quando poi desidera scomparire, se ne va oltre la porta mascherata dalla libreria, e il gioco  fatto. Dopo di che non so altro. Parola.
Gli credo. E poi tengo presente una cosa: i due compari che ho strigliato ben bene sono solo pesce minuto che provvede a tenere in ordine le macchine e a rendere a Saltierra dei servizi, pi o meno puliti, ma di minima entit. Ora devo ottenere dai due una sola cosa: e cio che non aprano bocca circa la mia visita e soprattutto circa la mia qualifica, almeno per un'oretta. Per assicurarmene devo ricorrere nuovamente ai sistemi rudi. Cerco qualche corda gi in rimessa e lego saldamente i due amici uno al letto, l'altro ad un canterano pesante. Dopo di che spiego:
Ora ascoltatemi bene. Fra poco verranno a prendervi i poliziotti. Quando arriveranno voi non dovete accennare nemmeno lontanamente a me e a quel che  accaduto qui, stasera. Verrete chiusi in una cella per un paio di settimane e poi sarete rimessi in libert. Semprech non parliate troppo. Ma se siete cos sciocchi da dire che chi vi ha legato e picchiato  Lemmy Caution allora resterete dentro per due anni e pi; capito?
Mi dicono di aver compreso. Aggiungo:
Be', ora state qui buoni buoni e raccontatevi qualche fiaba istruttiva. E, quando uscite di prigione, fate una bella cosa: dedicatevi a un lavoro onesto e state alla larga dai tipi come Saltierra. Buona notte!
Spengo la luce, chiudo la porta e scendo gi. Esco dall'autorimessa cautamente dopo aver guardato bene la strada, da una parte e dall'altra. Poi osservo il botteghino del tabaccaio dove qualche tempo prima  andato l'aiutante di Skendall, a comprare le sigarette. Al fianco dev'esserci il telefono pubblico.
Mi avvio da quella parte e a met strada mi fermo per accendere una sigaretta. Guardo al di sopra della spalla, dietro di me, e vedo una macchina che gira l'angolo della via a tutta velocit. C' un tale che guida e al suo fianco  seduto un altro tizio. La macchina stride nella virata, poi balza dalla mia parte come un lampo.
Ci sono occasioni nella vita in cui non si riflette nemmeno un secondo. Si agisce semplicemente, d'istinto. Casi faccio io: mi butto gi col viso contro l'asfalto della strada, e in quella qualcuno, dalla macchina, sgrana una raffica di mitra. L'uomo bersaglia di pallottole il muro della casa, poco pi avanti del punto in cui mi trovo, e io sento distintamente il clic delle pallottole contro l'intonaco. Prima che possa alzare gli occhi la macchina  scomparsa.
Mi alzo, termino di accendermi la sigaretta e poi corro via da quel posto sciagurato infilando una stradetta laterale. Dietro di me sento le finestre che si aprono e la gente che si affaccia per vedere che diavolo  successo.
Giro per cinque minuti alla svelta finch sono sicuro che i miei persecutori non sanno pi dove mi trovo. Poi pesco un telefono pubblico, chiamo il centralino e dico che si tratta di una telefonata governativa. Chiedo di essere messo in contatto con l'Ufficio Federale di New York. In due minuti ottengo la comunicazione. Do al funzionario che mi risponde il mio numero di matricola e gli dico che sto lavorando direttamente per conto di Washington. Poi gli spiego che bisogna mandare un furgone per ritirare due uomini che si trovano legati saldamente in una stanza sopra l'autorimessa all'angolo di Spruce Street.
Bisogna metterli al fresco, aggiungo, accusandoli di qualche reato da poco, quello che volete. Ma dovete tenerli dentro ad ogni costo almeno un paio di settimane. Non devono assolutamente ricevere visite, ed  bene che non parlino con nessuno. L'ho gi spiegato ai due compari.
Benone!, fa quello e aggancia.
Quando esco dalla cabina mi accendo un'altra sigaretta e rifletto sul prossimo passo da compiere.
Guardo l'orologio e vedo che sono gi le tre e mezzo del mattino. Penso che sia venuto il momento di avere un colloquio con Rudy Saltierra a casa sua, perch devo dirgli un paio di cosette. Naturalmente non mi piace di vedermi ridotto a far da bersaglio al mitra dei suoi scagnozzi e intendo fargli le mie rimostranze. Come forse saprete io sono dall'idea che, se voglio scoprire quel che cerco, devo muovermi e fare un po' di chiasso, perch quando la gente si crede minacciata, comincia a comportarsi sconsideratamente e, senza volerlo, finisce con lo scoprire il suo gioco. Perci cercher di rendermi il pi antipatico possibile.
Monto su un tass e, prima di tutto, passo dal mio vecchio albergo. Chiedo all'impiegato di turno se  arrivato l'opuscolo che aspettavo e quello me lo porge immediatamente. Lo ringrazio e mi faccio condurre, in tass, al nuovo albergo. Vado nella mia camera e l, dopo essermi rinfrescata la gola con mezzo bicchiere di whisky, sfoglio l'invito alla sottoscrizione del nuovo prestito. In fondo trovo la risposta al mio messaggio cifrato.  cifrata anche quella, ma faccio presto a tradurla. Dice:
"Ricevuto vostro rapporto stop La polizia di New York rallenter le indagini sul caso Mellander-Frene in attesa di vostre ulteriori istruzioni stop Referenze su Charles Frene: il suo vero nome era Charles Velas Chayse stop Figlio adottivo di Harberry Velas Chayse noto agente di cambio Wall Street stop Il morto non aveva occupazione e godeva reputazione di fare vita dissipata spendeva molto per donne equivoche stop Ultimamente padre adottivo gli aveva tagliato viveri perch a quanto sembra non poteva pi controllare la sua attivit in locali notturni e simili ambienti, in quanto il morto aveva assunto il nome di Charles Frene per mascherare sua vera identit stop Particolari circa prossima spedizione lingotti da Stati Uniti a Inghilterra come segue: lingotti partono oggi dalla Banca Federale per Southampton su piroscafo passeggeri Maybury mentre secondo il primo progetto lingotti partivano su Queen Mary progetto cambiato all'ultimo momento per sviare il tentativo di furto stop Maybury lascer New York poco dopo consegna lingotti stop Riteniamo che abbiate stabilito i contatti necessari per mezzo di Duncan stop Vostra identit sempre tenuta massima segretezza stop Buona fortuna stop."
Ora io penso che questo messaggio non mi dice molto, a parte le notizie abbastanza interessanti, su Charles Frene o Charles Velas Chayse, che mi sembra il solito tipo di figlio di pap che spende e spande e si diverte finch il genitore non si secca e non gli toglie l'assegno.
Per quanto concerne la spedizione dei lingotti non riesco a capire come mai la cosa si trascini. L'oro dovrebbe essere gi stato portato dalla Banca Federale alla nave Maybury la quale dovrebbe salpare da un momento all'altro. Ammesso che non l'abbia gi fatto.
Penso che le Autorit Federali abbiano agito saggiamente cambiando nave all'ultimo momento, semprech la notizia del cambiamento non sia pervenuta, grazie a qualche spia, alla banda che vuole fare il grande colpo...
Ad ogni modo, se l'oro  gi partito, a me pare che tutta la faccenda si riduca ad una semplice storiella, nata dalle chiacchiere che il fratello di Skendall ha snocciolato quando era gi in delirio, e pi di l che di qua. Chi mi garantisce che il poveraccio non sognasse? Tuttavia, ripensandoci bene,  ben strano che quel disgraziato conoscesse esattamente tutti i particolari della prossima spedizione...
Perch, in un angolino del cervello, penso che se Charles Frene  stato ucciso, il delitto  collegato, in qualche modo, con il colpo dell'oro.  poi evidente che, Myras Duncan  stato liquidato perch quelli della banda sapevano che lui indagava sulla faccenda.
Io mi trovo in difficolt perch, anche adesso, so ben poco. So che  stato Rudy a "far fuori" Charles Frene e ho anche una mezza idea di come han fatto a sistemare Duncan, ma non posso dire ancora di essermi avvicinato gran che ai bei tipi che meditano di fare il gran colpo; e questa  l'unica cosa che conta veramente nella mia inchiesta!
Ad ogni modo brucio il messaggio che ho ricevuto e mi verso un po' di whisky. Dopo di che vado gi, cerco nella guida il numero del telefono che corrisponde all'indirizzo di Rudy Saltierra e poi faccio un contrattino con l'impiegato che fa il turno di notte. Gli rifilo dieci dollari, gli dico che voglio fare uno scherzo a un mio amico e gli do il numero del telefono di Rudy. L'impiegato dovr chiamare questo numero di l a venti minuti e chiedere del signor Perry C. Rice, che sarei io. L'amico, m'assicura che non se ne dimenticher, io salgo su un tass e mi faccio portare a casa del mio amico Rudy.
L'edificio, a guardarlo dall'esterno,  quasi imponente. Chiedo al portiere se il signor Saltierra  in casa. L'altro mi risponde di s e mi dice che sta al terzo piano. Vado su con l'ascensore che  di quelli automatici e quando esco sul pianerottolo vedo la breve rampa di scale di cui mi ha parlato Skendall. Vi sono due porte laterali e io penso subito che quella a destra porta nel vero appartamento di Saltierra. Penso che l'amico ha avuto una buona idea riunendo cos le due abitazioni perch, se c' qualche visitatore che lui vuol schivare fa presto a passare nel secondo appartamento, al di l della porta mascherata.
Infilo la mano sotto l'ascella sinistra per accertarmi che la Luger  al suo posto e che posso estrarla facilmente, in caso di necessit, e suono il campanello. Viene ad aprirmi un tipo poco raccomandabile, a giudicare dalla grinta. Sebbene sia vestito da sembrare un maggiordomo a me pare gi di vederlo che adopera lo sfollagente per stordire qualcuno, invece di annunciare i visitatori. Anche lui mi guarda un po' stupito e penso subito che il fedele domestico, per motivi suoi particolari, sia sorpreso di vedermi. Entro nell'anticamera e gli dico:
Ascolta, brutto muso, va' di l e di' al signor Saltierra che c' il signor Perry C. Rice che desidera parlargli. Su, su muoviti!
L'altro mi guarda sinceramente sbalordito e capisco, dalla sua aria perplessa, che  indeciso se lasciarmi passare o saltarmi addosso; prevale il primo partito e quello va di l. Torna un minuto dopo e mi dice di accomodarmi nel salotto.
Entro in una stanza spaziosa e bene ammobiliata. Sulla parete in fondo, c' un camino acceso e, davanti al camino, sta Rudy che sorride come un serpente a sonagli: seduta alla destra del camino c' Carlotta. Anche lei sorride mostrando i dentini. Qua e l in giro per la stanza ci sono due o tre tipi abbastanza ben vestiti che, per mio conto, sono scagnozzi di Saltierra.
Ebbene, signor Rice, mi fa il bel Rudy, la vostra  una vera sorpresa, perch, a dire il vero, non sono abituato a ricevere visite alle quattro e mezzo del mattino.
Ma guarda, non avevo fatto caso all'ora, rispondo posando il cappello su una sedia., Per vi consiglio di essere prudente, Rudy, perch pu darsi che finiate in un certo posto dove riceverete visita solo il giorno prima di friggere sulla sedia!
E intanto mi avvicino a lui:
Ascoltate, disgraziato, gli faccio., Sapete dirmi perch non dovrei rompervi il muso e prendervi a pedate?
L'altro appare sorpreso.
Ma dico, che vi prende, Rice? Siete forse impazzito, per venire in casa mia a un'ora simile e minacciarmi per giunta?
Sogghigno.
Datemi retta, Saltierra, ormai comincio a conoscervi. Credevate forse che non l'avrei capito, che sono stati i vostri uomini a cercare di farmi la pelle, poco fa? Be'. Si pu sapere il perch? Non avete simpatia per il povero Rice?
Lui si stringe nelle spalle.
Non so di che cosa stiate parlando, mi fa, nessuno dei miei ha cercato di "farvi fuori". Noi anzi vi troviamo simpatico, Perry; vero, ragazzi?
E si rivolge ad suoi uomini, che mi sorridono gentilmente e, credetemi, piuttosto di vedere simili cordialit preferirei trovarmi in mezzo a un branco di alligatori!
Poi si rivolge a Carlotta:
Di' un po', amore. che cosa ti stavo dicendo un momento fa? Che Perry Rice  un brav'uomo, no?
Certo, fa lei e guarda me e poi l'amico con quel suo sguardo insolente che mi fa venir voglia di prenderla per i capelli e di farle abbassare il muso fino a terra.
Rudy va al tavolo, mesce un whisky, e mi porge il bicchiere.
Sentite, tipo spinto, mi fa, perch non cercate di riflettere un po'? E bevete pure perch il whisky non  avvelenato. Ma dico, che cosa aspettavate? Vi mettete a indagare dappertutto, ficcate il naso perfino nei camerini delle artiste, vi interessate di cose che non vi riguardano affatto e poi vi lamentate se vi capita qualcosa di poco gradevole! Ma sapete che siete davvero un bel tipo, caro Rice?
E continua nella sua requisitoria.
Non capite che non sta bene immischiarsi nelle faccende degli altri? Joe Madrigaul mi ha detto che voi vi aggiravate nel suo locale con un fare da segugio privato. Ascoltate un mio consiglio: continuate a vendere i Buoni del Tesoro e le azioni e smettetela di fare il Pinkerton perch non caverete mai un ragno dal buco!
"Se poi qualcuno ha cercato di impiombarvi che cosa vi aspettavate? Non ci sono gi abbastanza guai senza che voi, ficcanaso, ne fabbrichiate degli altri? Perch avete voluto far visita a Skendall? Chi vi dice che Skendall non avesse degli amici pronti ad agire contro il rompiscatole venuto da Mason City? I guai ve li andate a cercare col lanternino, mi sembra!"
Ah, s?, gli dico., E come fate a sapere che sono andato da Skendall? A me pare che sappiate fin troppo bene quel che ho fatto stanotte!
Rudy sogghigna.
E perch non dovrei saperlo? Skendall lavora alle mie dipendenze.  stato lui, a telefonarmi della vostra visita.
Non raccontatemi storie, Rudy!, ribatto., Skendall non poteva telefonarvi un corno perch l'ho picchiato ben bene e poi l'ho legato come un salame, lui e il suo aiutante. Vedrete che quelli non vi telefoneranno per un bel pezzo. Perch ho detto che filassero via da New York e loro hanno seguito di volata il mio consiglio.
Il sorriso scompare dalla faccia di Rudy e devo dire, che l'amico sembra proprio sorpreso.
Allora mi rivolgo alla sua bella.
In quanto a voi, Cicuta, le dico, siete un bel pezzo di ragazza, senza dubbio; ma per mio conto siete peggio di un cataplasma sullo stomaco!
Termino il mio whisky e guardo un po' tutti. Quindi riattacco:
Ora dir qualcosa a voi personalmente Carlottina. Credetemi: vi ho soppesata fin dalla prima volta per quello che valete e per quello che siete. Forse voi pensate che, come poliziotto dilettante, faccio ridere. Ma che cosa ci valete fare?  stata sempre la mia mania, a Mason City, e, credetemi, laggi mi stimano molto come investigatore! Per esempio, ho pensato subito che foste stato voi a far fuori il povero Frene, caro Saltierra, e vi garantisco che, prima di andarmene, vi far arrestare, sia per il vostro delitto, sia perch avete cercato di farmi uccidere dai vostri scagnozzi, un'ora fa. Inoltre io penso, aggiungo, che la signorina Carlotta sia vostra complice. E quel tale che l'ha battezzata Cicuta l'ha proprio indovinata, perch dev'essere quanto mai velenosa, e probabilmente vi avr suggerito il modo di commettere il delitto. Mi figuro che ultimamente voi due vi siate accorti che il povero Frene, o meglio Charles Velas Chayse, era a corto di quattrini. Allora, vedendo che non vi serviva pi, avete pensato bene di spacciarlo. Che ve ne pare del mio ragionamento?
La situazione  di quelle che vengono definite tese. Gli altri tre compari che stavano in giro si sono avvicinati senza dare nell'occhio. Carlotta, seduta al suo posto, sorride in modo rivoltante, mentre Salterra si  raddrizzato e mi guarda con due occhi freddi e duri come ghiaccio.
Ascoltate, Rice, mi fa., Mi sembra che adesso esageriate con le vostre accuse balorde. Una lezione vi sar davvero utile perch v'insegner a non ficcare il naso nelle cose che non vi riguardano. Se mi credete tanto cattivo e tanto inumano,  meglio che mi comporti davvero cos. Almeno non vi deluder!
Carlotta si alza e nella sala succede quella calma che, secondo il poeta, precede la tempesta. La dama si guarda in giro come se fosse la Regina di Saba con la permanente. E mi guarda negli occhi quella carognetta!
E allora penso che  un vero peccato che io e Carlotta non ci troviamo soli in qualche altro posto. Forse mi piacerebbe recitare con lei la vecchia scena della seduzione. Sarebbe pi piacevole che sentirsi guardato cos intensamente da quegli occhi verdi da gatta isterica, no?
Poi Carlotta si rivolge al suo compagno:
Ascolta, Rudy, non ti conviene servire di barba e capelli questo tipo, almeno non qui, in casa. Non  il momento migliore per "far fuori" un altro uomo dopo quel che  successo. Mi sembra un'imprudenza. E poi, a che scopo?
Si volta dalla mia parte.
Sentite, stupidone d'un provinciale. Date retta a me. Andate subito alla Stazione Centrale e prendete il primo treno per Mason City. E ringraziate la vostra buona stella perch vi siete imbattuto in Carlotta de la Rue che non pu vedere i delitti e tanto meno un uomo ucciso sotto i suoi occhi. Altrimenti non tornereste pi al vostro paesello!
Troppo buona, bellezza!, le dico., Be', per quanto riguarda me non so davvero se devo ringraziarvi. Perch non  facile farmela, capite, e se uno di questi brutti musi si arrischiasse... Eh, allora s che vedreste un bel fuoco d'artificio, parola di Perry C. Rice!
Poi do un piccolo avvertimento a Rudy Saltierra:
In quanto a voi non fate tante minacce truculente. Vi avverto che un paio di amici miei sanno bene dove mi trovo in questo momento e, se non torno a casa in tempo, quelli telefoneranno alla Centrale di polizia e forse stavolta vi accuseranno di un delitto per il quale non ci sar uno Skendall che possa fornirvi l'alibi!
L'amico ghigna.
Ma guarda un po', siete davvero astuto!, esclama con ironia. Ebbene proviamo un po', visto che ci tenete tanto. Si pu dire che l'avete voluto voi, babbaleo!
E sta portando la mano alla tasca posteriore dei calzoni quando trilla il telefono; inutile descrivervi il senso di sollievo che provo in quel momento.
Eccovi servito, tipo spinto, gli faccio, ecco che quelli s'informano sul mio stato di salute!
Uno degli scagnozzi ha preso il telefono e parla, poi mette la mano sul microfono e dice a Saltierra:
 per lui.
Scusate, faccio e gli tolgo il microfono di mano.
Okay, fratello, dico al microfono., Grazie per la chiamata. Se non ti telefono tra un quarto d'ora, fa' quanto ti ho detto.
L'impiegato, all'altro capo della linea,  rimasto interdetto ma prima che possa aggiungere qualcosa io aggancio. Attraverso la stanza e prendo il cappello.
Be', ora tolgo il disturbo, spiego., Ascoltate un mio consiglio disinteressato, Rudy; state attento a quello che fate perch la vostra faccia non mi va e non mancher di tenervi d'occhio. Intanto vi ringrazio per il whisky. Arrivederci!
Mi volto, spalanco l'uscio, attraverso l'atrio e scendo. Arrivo alla porta principale e la sto aprendo, quando sento un lieve rumore dietro di me. Mi volto e vedo Carlotta dall'altro lato dell'atrio.
 bella o  stupenda? Gli occhi le luccicano, ma per il resto, sembra fatta di marmo. Mi fa pensare alla statua della Libert sotto la neve. Vedo che il seno le palpita e questo mi turba un po'.
E va bene, furbone, mi sibila, per questa volta te la fili grazie anche al mio intervento ma la prossima volta mi piacer vederti contorcere negli spasimi dell'agonia, come un verme. Nessun uomo mi ha mai insultata come hai fatto tu. La pagherai. E non sar una morte rapida, la tua!
Mi tolgo il cappello e le faccio un breve inchino.
Per me sta bene, amore, ribatto, ma non prendertela cos calda, altrimenti ti scoppier il reggiseno. E poi, lascia che ti dica ancora una cosa, bellezza. Rudy, per amor tuo,  disposto a fare pazzie, me invece, mi lasci freddo gelato. Mi scalder solo quando ti dar una battutona in quel tal posto. Te ne dar tante che resterai una settimana senza sederti!
Mi giro e filo via e in quel preciso momento mi arriva tra capo e collo la borsetta della dama. Mi volto, la prendo e gliela ributto. La borsetta si apre e tutto quel che contiene va a finire sul pavimento. La cosa mi fa ridere.
Sbatto la porta e me ne vado soddisfatto della mia nottata. A me sembra, modestamente, che la mia visita abbia conseguito un certo successo, perch adesso, se gli amici han da fare qualcosa di losco,  meglio che si sbrighino!
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Capitolo 6. LA BIONDINA.
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Quando mi sveglio ho la netta convinzione che si prepari qualcosa di grosso, cos come si  sicuri che il temporale non pu essere lontano se all'orizzonte ci sono dei nuvoloni neri.
Mi alzo, faccio una sostanziosa colazione e verso le undici passo all'Hotel Court e domando all'impiegato se ci sono novit per me. Quello mi dice di s e mi porge una lettera che  stata portata verso le quattro e mezzo di notte al suo collega di turno. Rifilo un biglietto da cinque dollari all'amico e gli raccomando di tenere gli occhi ben aperti se mai qualcuno mi cercasse. Lui non deve mai dire che ho lasciato l'albergo; spiegher invece che in quel momento sono fuori.
Vado in un caff e apro la busta. La lettera  di Tiernan e dice:
"Caro Perry,
sono orgoglioso di me stesso perch  chiaro come il sole che io in questa inchiesta sono pi avanti di te.
A dire il vero la faccenda che prima mi interessava ora mi appassiona addirittura e quasi quasi vorrei smetterla col whisky per lavorare con la mente pi sveglia.
Perry, io penso che noi dovremmo vederci al pi presto per parlare della faccenda in ogni particolare. Per lettera ti spiegher solo qualcosa, tanto per darti un'idea di quel che bolle in pentola.
In primo luogo ricordati che io ti avevo avvertito, che secondo me Charles Frene non era il vero nome del disgraziato ucciso l'altra sera. Grazie alle mie fonti d'informazione sono venuto a sapere che il cadaverone era Charles Velas Chayse, il figlio adottivo di un pezzo grosso di Wall Street che si chiama Harberry Velas Chayse. Ora io ho intervistato pap e ho potuto constatare che  molto seccato. Infatti, sebbene il figlio adottivo fosse un poco di buono, il vecchio (che ha circa sessantacinque anni ed  piuttosto gi di salute) non  per niente soddisfatto della sorte che ha subita, e tanto meno lo rallegra la constatazione che la polizia di New York fa a poco o niente per trovare l'assassino. Secondo il vecchio sotto quel delitto c' del marcio e la polizia non fa tutto il suo dovere per scoprire il colpevole. Devi sapere che Harberry crede di avere un metodo sicuro per far luce sul delitto. Appena ci vedremo ti parler diffusamente di questo metodo e credo che ci farai su una bella risata. Per il momento devo annunciarti che ho conosciuto un altro bel pezzo di figliola, una biondina naturale di cui non ti sto a decantare tutte le bellezze perch  probabile che presto tu la conosca.
Si tratta della signorina Mirabelle Gayford; uomo avvisato, mezzo salvato. Stai in guardia perch, secondo me, questa damigella  ancora pi pericolosa di Carlotta, anche se in un modo differente.
Mirabelle  una dama di alto bordo. Sui ventotto anni, proviene da una vecchia famiglia del Connecticut. I suoi genitori sono morti, e qualche tempo fa la biondina era fidanzata con Charles Velas Chayse. Ora io credo che Mirabelle lo amasse davvero, il povero "mascherone", perch la dama sta bene finanziariamente e quindi non l'avrebbe sposato per i quattrini. A quanto pare, il vecchio Harberry teneva molto a questo matrimonio, perch secondo lui Mirabelle era proprio la donna che ci voleva per imbrigliare quello scapestrato di Charles.
Ad ogni modo, pare che ogni progetto sia andato a monte qualche tempo fa, quando Charles Frene si  messo a correr dietro a Carlotta de la Rue; dopo di che Mirabelle, disgustata, ha dato segni d'insofferenza e non si  pi fatta viva neanche in casa Velas-Chayse.
Ed ora veniamo alla risata. A quanto pare, Harberry Chayse  uno di quei tipi che coltivano relazioni col mondo occulto e, per quanto a te possa sembrare buffa l'idea di un agente di cambio che si dedica alle sedute spiritiche, il fatto sussiste egualmente. Inoltre ti dir che il nostro finanziere, ha a sua disposizione una specie di veggente o indovino, come preferisci chiamarlo, al quale si rivolge di tanto in tanto per avere lume e consiglio su quel che intende fare.
Cos, quando si  accorto che la polizia non riesce a mettere le mani sull'assassino del figlio adottivo, Harberry ha mandato a chiamare il suo mago personale, un tizio sulla cinquantina provvisto di due occhi penetranti e di una barbetta grigia a pizzo; l'amico arriva, si d da fare, si serve dei suoi poteri occulti e infine emette il suo verdetto: per trovare l'assassino del figlio adottivo di Chayse, ricostruire la scena del delitto; per la scena va ricostruita in qualche posto immune dalle influenze astrali contrarie. Per la riuscita dell'esperimento, occorre che siano presenti tutti coloro che si trovavano vicini all'assassinato.
Il vecchio Chayse abbocca senz'altro all'idea del suo occultista. Fa prendere immediatamente una fotografia del salone del Select Club e dice a San Reima (che sarebbe il mago) che ricostruir la scena precisa nel salone del suo yacht la "Strega", che si trova ormeggiato a New London.
Allora San Reima dice che occorre la presenza di coloro che avrebbero potuto uccidere Charles Frene; inoltre lui far in modo che l'orchestra suoni lo stesso ballabile, e anche le luci saranno identiche. Infine bisogner che lo yacht si trovi a tre miglia al largo della costa affinch le influenze astrali non soffrano d'interferenze. Allora il mago garantisce che scoprir l'assassino.
Non occorre dirti che, a me, tutta la faccenda pare assurda; ma mi sembra doveroso avvertirti che questo San Reima  davvero un uomo dotato di facolt eccezionali. Figurati che la prima volta che l'ho visto mi ha detto un mucchio di cose circa la mia vita privata che sapevo soltanto io; perci, sebbene la cosa mi sembri poco credibile, devo ammettere, in linea teorica, che il mago in questione potrebbe fare qualcosa in favore della giustizia.
Tieni presente anche questo: il vecchio Chayse ha una lista di tutti coloro che si trovavano vicino a Charles quando  stato ucciso e t'inviter senz'altro alla seduta. Per invogliarli, il vecchio finanziere offre a ciascuno cinque bigliettoni da mille dollari; se non si presenteranno, bisogner dedurre che hanno la coda di paglia.
Ora, per tornare a Mirabelle, ti dir che l'ho vista dopo il mio colloquio con Harberry e lei mi ha detto che l'idea le sembra piuttosto cervellotica. Mi ha anche detto che, secondo lei, Charles Frene  stato ucciso da Saltierra e Carlotta, in societ; puoi figurarti quindi che dolci sentimenti nutre Mirabelle per la cantante del Select Club.
E ora ascoltami, Perry, perch m' venuta un'idea strana: chiamiamola pure un'intuizione; insomma, io ho il sospetto che la bionda Mirabelle sia molto pi pericolosa di Carlotta. Punto primo:  una figliola bella e graziosa quanto mai e non riesco a capire come Charles Frene abbia potuto abbandonarla per attaccarsi all'altra; a meno che non abbia scoperto qualcosa di poco simpatico sul suo conto.
Punto secondo: so che Harberry Chayse attualmente non  pi tanto entusiasta di Mirabelle come una volta, e questo mi fa sospettare che anche lui abbia scoperto nella donzella qualcosa che non va. Punto terzo: ho visto Mirabelle che parlottava sottovoce con Rudy Saltierra all'ingresso posteriore del locale di Joe Madrigaul, mentre uscivo di l la notte scorsa. Punto quarto (cio il pi importante): questa Mirabelle ha un cugino, affezionatissimo, impiegato nell'Ufficio di Saggio degli S.U. Questo naturalmente mi fa pensare che sia stata appunto lei a fornire le notizie principali riguardanti la faccenda dei lingotti agli interessati.
E cos eccoti servito. Ora io ho un altro paio di notizie sulle quali cerco di lavorare. Ti ho promesso che non avrei scritto su nessun giornale circa la storia dei lingotti, e manterr la parola perch penso che avremo modo di vederci ancora, prima degli sviluppi decisivi.
Ebbene: arrivederci, Perry; tieni gli occhi aperti e sta' in guardia da Mirabelle.
Saluti cordiali dal tuo "Sbronzo"."
Ora, questa a me pare una letterina scritta con garbo e non priva di notizie; inoltre mi sembra che la faccenda diventi pi complessa di momento in momento. Per; a dirvi la verit, il ben di Dio che Tiernan ha scoperto in merito alla questione non mi sorprende poi troppo.
E, siccome pu darsi che Harberry Chayse e Mirabelle Gayford spuntino da un momento all'altro o cerchino di mettersi in contatto con me, avverto l'impiegato dell'Hotel Court di telefonarmi al Delamere, qualora si chiedesse di me; per, gli ripeto, lui non deve mai dare il mio indirizzo a nessuno. L'altro, che si ricorda della vistosa mancia di poco prima, mi promette che eseguir a puntino.
Quindi me ne torno al Delamere e rileggo la lettera di "Sbronzo", accompagnandola con lunghe riflessioni, perch comincio a vedere un po' di luce nella faccenda, in un modo tutto mio speciale.
Verso le quattro del pomeriggio ricevo una telefonata dall'impiegato dell'Hotel Court il quale mi dice che una certa Mirabelle Gayford ha telefonato, domandando di me. La signorina ha detto, inoltre, che sarebbe molto grata al signor Perry se volesse essere cos gentile da farle visita a casa sua, a Brooklyn. E, naturalmente, ha lasciato l'indirizzo. Questo messaggio mi sembra degno della massima considerazione, e decido di accontentare senz'altro la bella biondina.
L'impiegato poi m'informa che  arrivata una lettera per me, col timbro "Urgentissima", ed  stata portata da un fattorino del signor Harberry Chayse. Dico all'impiegato che mander qualcuno a ritirarla.
Infatti, poco dopo mando un fattorino del mio albergo all'Hotel Court. Ma non rimango ad aspettare il suo ritorno; legger la lettera dopo aver fatto visita alla signorina Mirabelle Gayford.
Vado immediatamente a Brooklyn e, dopo un po' di ricerche, trovo la casa in cui dovrei incontrare la biondina. Si tratta di un edificio a quattro piani, in stile floreale, senza molte pretese. Quando chiedo al portinaio della signorina Gayford, quello mi risponde che la trover nell'appartamento numero 12 al terzo piano. Vado su per le scale, dato che manca l'ascensore. Busso all'uscio che si trova in fondo al corridoio e, dopo un minuto, qualcuno mi apre. Dentro non c' molta luce perch le persiane sono abbassate, e comincio a pentirmi per non aver preso con me la Luger; ma, che volete?, quando vado a far visita alle donne, non mi sembra cavalleresco portarmi dietro la pistola. Come dicevo, l dentro  piuttosto buio, e mi ci vuole un minuto per vedere la faccia del tizio che mi ha aperto. Si tratta di un pezzo d'uomo che porta la bombetta e mi sorride cordialmente.
Il signor Perry Rice?, mi chiede, e, quando gli rispondo di s, mi dice di accomodarmi.
Entro nella stanza e do un'occhiata in giro. La persiana di una finestra  per met rialzata, e posso vedere che l dentro non ci sono mobili, ma soltanto un paio di casse inchiodate, pronte per la spedizione.
L'uomo chiude la porta dietro di s e mi fa:
Ora ascoltatemi, signor Rice. Sedetevi sopra una cassa e datemi retta. Immagino che siate dotato di una certa intelligenza e mi figuro che non abbiate voglia di trovarvi impegolato in qualche guaio, vero?
Gli faccio un bel sorriso e mi siedo sulla cassa che si trova dall'altro lato della stanza.
Non saprei, furbone, gli rispondo., Non sono, venuto qui per vedere voi. Sono venuto per vedere la signorina Gayford...
Mentre parlo, la porta dell'appartamento si apre ed entra un tipo ancora pi robusto di quello che mi ha ricevuto. Non apre bocca; si limita a salutare con un cenno del capo l'altro amico e si siede vicino a lui.
Sentite, Rice, insiste il mio uomo., Non ci guadagnerete niente a fare lo sfacciato. La signorina Gayford la vedrete a suo tempo. Intanto vogliamo farvi qualche domanda.
Stavolta sogghigno.
Ma davvero? E chi siete voi?
Quello porta la mano alla tasca interna della giacca e ne cava un distintivo di metallo.
Noi siamo i rappresentanti dell'Agenzia Investigativa Davance, mi fa, e siamo qui per ordine della signorina Gayford. Su, non perdiamo tempo e veniamo al sodo, Rice.
Sentite, amico, ribatto, perch non cercate di ragionare, invece di usare le cattive maniere? Che cosa credete che me ne importi dell'Agenzia Davance e dei suoi rappresentanti? Se la signorina Gayford  in casa, avvertitela subito che sono venuto, dietro suo invito; altrimenti me ne vado.
L'altro si fa serio.
Non vogliamo trattarvi made, Rice, mi fa., Suvvia, cercate di rispondere gentilmente alle nostre domande.
Me ne sto seduto sulla cassa con le mani dietro il dorso; e improvvisamente le mie dita sfiorano qualcosa di duro. Dalla forma intuisco che si tratta di un martello, forse dimenticato da quelli che hanno preparato la cassa. Ho la vaga impressione che l'arnese potr essermi utile.
Sentite, amico, dico al mio interlocutore, andate a fare una bella doccia: vi rischiarer le idee.
L'altro si alza.
Avanti!, ordina al compagno.
Mentre i due vengono dalla mia parte, io afferro il martello e lo scaravento in testa a quello che ha parlato sempre. Il martello arriva a destinazione provocando un muggito bestiale. L'uomo cade pesantemente e non trova altro da aggiungere.
Intanto il suo collega mi si lancia addosso. Io abbasso la testa e cominciamo il pugilato. Vi assicuro che la situazione  seria perch quello riesce a colpirmi con un montante alla mascella e mi fa vedere le stelle; poi, approfittando della situazione, mi salta addosso e caschiamo tutti e due sul pavimento. Il mio avversario fa di tutto per starmi di sopra e la cosa non mi dispiace tanto perch ci troviamo vicino ad una delle casse ed io conto di fargli sbattere la testa contro uno spigolo; ho voglia di farla finita con lui, prima che il suo compagno si riprenda.
Il piano funziona: mentre quel babbaleo sta per mettermi le mani alla gola, io gli meno un papagno col sinistro facendogli sbattere la zucca contro la cassa. L'amico resta stordito, ed io lo martello ben bene sfruttando la posizione favorevole. Va a finire che quello perde i sensi. Mi alzo e mi avvicino all'altro che cerca di alzarsi, ma sembra malfermo sulle gambe. Lo afferro per il colletto e gli assesto un pugno in mezzo agli occhi mandandolo a finire lungo disteso accanto al suo amico.
Ora ascoltami, amore, gli dico., Supponiamo che sia tu a dirmi qualcosa, stavolta...
Quello non parla, e mi accorgo che guarda alle mie spalle in direzione della porta. Anch'io mi volto, e vedo che il battente si muove e lascia passare una dama che  qualcosa da leccarsi i baffi.
 bionda e sembra vestita per un ballo. Tutto quel che porta  roba di Park Avenue e addosso a lei fa doppia figura. Secondo me, la donzella deve avere poco meno di trent'anni. Dispone di molto "sex-appeal" e sa camminare con una specie d'indolenza altera che una dama impara solo dopo tre o quattro generazioni. E anche nel viso e negli occhi ha la stessa aria altera che d maggior risalto alla sua bellezza. In totale, io, nonostante il parapiglia e il diretto al mento, mi sento rinascere a tal vista e vi garantisco, amici miei, che, se dovessi finire su un'isola deserta in compagnia di quella bionda, non mi farei vivo, vedendo passare l'unico bastimento che potrebbe salvarci, e continuerei a nutrirmi di noci di cocco e di granchi chiss fino a quando!
La dama tiene fra le mani una borsetta dove sta frugando, e tutt'a un tratto tira fuori uno di quei gingilli per signora, col calcio intarsiato di madreperla, buono per ammazzare le tarme.
Mi spiana contro il suo cannoncino e comincia un discorsetto. Ha una voce graziosa, giovanile e, cribbio, come sa parlare bene!
Il signor Rise, mi pare, mi fa, abbozzando un bel sorriso., A quanto sembra, tenete in pugno la situazione; tuttavia credo mio dovere avvertirvi che, se cercate di muovervi, vi ammazzo.
Ma che bella accoglienza, mia cara!, esclamo., Perch immagino che voi siate la signorina Gayford. Vedete, Mirabelle, voi dovete aver letto troppi romanzi gialli, se vi credete autorizzata a farmi un simile giochetto. E poi, un'altra cosa: se pensate di riuscire a intimidirmi col vostro scacciacani, tirate pure il grilletto e vediamo che cosa accade. Questo appartamento sar pieno di poliziotti, prima ancora che ve ne accorgiate, e non so davvero a che cosa potr servire la loro visita, sia a me, sia a voi.
Intanto mi faccio sotto, le sorrido e vedo subito che la signorina  rimasta male, accorgendosi che il suo bluff non mi ha fatto colpo. Mentre la guardo, lei getta un'occhiata implorante agli altri due. Ma sembra che quelli siano soddisfatti della razione di sgargarozzi che si son presa e non ne vogliono altri.
Ma dite un po', bellezza, continuo., Se volevate parlarmi, perch mi avete fatto accogliere da due malintenzionati che mi hanno costretto a menare le mani? Datemi retta: andiamo via di qui; entriamo in un caff, beviamo qualcosa e parliamo da buoni amici.
Lei resta l ed esita per un momento; io ne approfitto per afferrarle il braccio e toglierle il gingillo; poi l'accompagno fuori dalla stanza e gi per il corridoio. Mirabelle mi segue perch  evidentemente indecisa e non sa che cosa fare. Quando arriviamo sul pianerottolo, le dico di aspettarmi un istante; ritorno di l e consiglio ai due sedicenti investigatori di andare a casa e di fare un paio di bagni caldi perch mi pare che ne abbiano bisogno. Infine ritorno dalla mia biondina e scendiamo in strada.
Parcheggiata fuori dal portone c' una grossa macchina con tanto d'autista in livrea. Domando alla dama se l'auto  sua; lei risponde di s e allora montiamo e Mirabelle ordina all'autista di portarci a un certo club, vicino a Park Avenue. Per un po' io non dico niente; mi limito semplicemente ad osservare la mia compagna e intanto mi domando fino a che punto recita e fin dov' sincera.
Tuttavia aspetto pazientemente, deciso ad ascoltarla quando vorr parlare. Poco dopo ci formiamo davanti al club, un localino molto ben messo. Entriamo, ci accomodiamo e Mirabelle ordina t per lei e un cocktail per me; dopo di che apre la borsetta, prende una sigaretta, l'accende e si decide a parlare:
Signor Rice, mi fa, forse mi hanno informata male sul vostro conto, ma l'Agenzia Investigativa Davance, alla quale mi ero rivolta, mi ha detto che eravate un tipo piuttosto rude e che il metodo dei suoi uomini era l'unico da adottare per cavarvi qualche informazione di bocca. A quanto pare, hanno fatto fiasco.
Non parliamone pi, bellezza, le rispondo., Consideriamo, chiuso l'incidente e ditemi che informazioni volete da me.
Vedete, signor Rice, io ero fidanzata con quel Charles Chayse, che si faceva chiamare Charles Frene. Ora io ho i miei buoni motivi per credere che quel poveretto sia stato assassinato da voi o da Saltierra d'accordo con quella canzonettista, e sono decisa a smuovere cielo e terra per scoprirne le prove.
"Se per voi siete innocente, potreste forse aiutarmi nella mia missione."
Annuisco, sebbene, a dire il vero, questa faccenda mi sembri poco chiara; per dico alla biondina che capisco benissimo tutto e le faccio notare che, certamente, non posso essere stato io ad assassinare Charles Frene perch quella era la prima sera che trascorrevo a New York e non avevo mai visto, n conosciuto, Charles Frene.
Lei continua a parlare di quel che  accaduto nel locale di Joe Madrigaul e m'accorgo che sta cercando di cavarmi dalla bocca il pi che pu. Per conto mio, le dico il meno che posso, mentre a mia volta cerco di farla parlare. Intanto le chiedo come Harberry Chayse ha preso la notizia della morte del figlio adottivo, e se  contento dell'operato della polizia; da come la biondina mi parla del vecchio, deduco che devono aver litigato e che ora ciascuno agisce per suo conto.
Se penso che Mirabelle ha ingaggiato quei due investigatori perch mi strappassero qualche informazione, devo per forza concludere che la dama  convinta ch'io sappia qualcosa d'importante, oppure  informata della lettera che mi ha scritto Harberry Chayse... Chiss che i due investigatori privati non m'aspettassero in quella stanza in penombra, appunto per impossessarsi della lettera che io non ho ancora visto?  un'ipotesi da tenere in considerazione, questa.
Tutto sommato, mi sembra che i nuovi sviluppi della situazione mi favoriscano. Nella mia testa le cose cominciano a prendere una certa consistenza. Ho l'intuizione che la mia prima idea, cio quella che mi  venuta quando sono tornato di notte nel locale di Madrigaul e ho trovato la giacca nera di Saltierra, sia quella buona.
Seduto comodamente in compagnia di Mirabelle, mi godo lo spettacolo della sua bellezza. Immagino che voi, amici, sappiate gi che la vita degli agenti federali  alquanto movimentata. Bisogna accontentarsi di quello che il destino ci manda e prendere allegramente il bene e il male; per vi assicuro che il male  il pi frequente. Ma, diceva quella signora, quando ha visto suo marito cadere in mare dal molo di Santiago, la vita ha i suoi compensi, e questo  uno dei momenti che mi compensano dei guai passati.
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Capitolo 7. MIRABELLE.
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Me ne sto seduto e osservo la mia compagna. Non dovete credere ch'io sia un tipo rozzo, incapace di gustare le gioie dello spirito. Vi assicuro che godo molto quando posso ammirare le belle donne e quando posso riflettere sulla loro mentalit bizzarra ed enigmatica. Per me  uno spasso chiedermi che cosa stanno pensando e che cosa si propongono di fare in un dato momento, perch non c' dubbio in proposito: l'aspetto d'una donna non corrisponde quasi mai a quello che sta maturando nel suo cervello e, per dimostrarvelo, vi cito il fatto di quella ragazza spagnola, nelle Filippine, che mi porgeva un mazzo di fiori con una mano e mi faceva un bel sorriso, mentre con l'altra mano mi assestava un colpo in testa, con una sbarra di ferro. No, non si sa mai a che punto ci si trova col sesso debole.
Ad ogni modo, non importa quello che pensa Mirabelle in questo momento. Guardandola, provo un piacere squisitamente spirituale; indossa un abito leggero, un po' ottocentesco, secondo l'ultima moda; ha un bel jabot di pizzo sul petto e il cappellino rosa, dal quale sfuggono i riccioli biondi, le incornicia il viso luminoso.  un quadro. Vi ripeto che Mirabelle  un quadro! Ho conosciuto diversi tipi che han lasciato moglie e famiglia per una donna come lei... Ad ogni modo, non capisco ancora che cosa c'entra quella bambolina deliziosa in quest'affare complicato, sebbene abbia tutta l'intenzione di vederci chiaro al pi presto. Per, a dire il vero, la bellezza di Mirabelle, per quanto chiara e luminosa sia, tende piuttosto ad oscurarmi la vista.
Poi penso che mi conviene tentare di venire al sodo con un'arma pi semplice, cio la schiettezza, e le dico:
Sentite, signorina; non so che cosa c'entriate voi nella faccenda, ma suppongo che siate rimasta scottata perch hanno assassinato il vostro fidanzato. So che volete farmi diverse domande, ma penso che faremmo pi presto se io facessi qualche domanda a voi.
"Prima di tutto lasciate che vi spieghi come mai mi sono trovato implicato nella cosa. Dovete sapere che io commercio in titoli e azioni. Vengo da Mason City, nello Jowa, ho risparmiato per cinque anni consecutivi per venire a spassarmela a New York una settimana. Dopo circa tre ore che mi trovo nella metropoli vado a finire nel locale di Joe Madrigaul, e un povero signore, seduto vicino a me, viene ucciso mentre la sala  immersa nel buio o quasi. Per, per mia fortuna, io non ho armi in tasca (non ne ho mai toccata una in vita mia!) e per di pi al bar del Club ho ritrovato un vecchio amico, un cronista, che testimonia subito in mio favore.
"Badate bene: io non dico che la faccenda non mi fa n caldo n freddo. Anzi, m'interessa moltissimo! Intanto ho la mania delle indagini e poi io sono fatto cos: a me piacciono proprio le cose che non riesco a capire di primo acchito. E per il momento non capisco questo: come mai voi, una signorina ricca, bella e adorabile, e qui la guardo in modo da farle credere che sto perdendo la tramontana per lei, se la prende tanto a cuore per un tipo come Charles Chayse da combinarmi uno scherzo di cattivo genere con quei due investigatori? Capisco che la morte del fidanzato vi abbia addolorata, ma non vi sembra di esagerare un po'?"
Lei si volta di scatto.
Charles non c'entra per nulla, mi fa., Charles una volta era un bravo ragazzo e io gli volevo bene. Spero comprendiate che una donna pu innamorarsi anche di uno scapestrato...
Le sorrido.
A chi lo dite! Mi ricordo che una volta, in Francia, una certa signora s'innamor di me...
Ah, siete stato in Francia?
Ma guardatemi bene, signorina, le dico., Che cosa avrebbero fatto i "marines" senza di me?
Anche Charles  stato in Francia, mormora lei., E mi ha detto che si  comportato bene, in quei giorni difficili.
Davvero? Ma allora se Charles era un bravo ragazzo e aveva la fortuna di essere amato da un tipo come voi, perch mai passava le sue notti in quei ritrovi di perdizione, a corteggiare donne come Carlotta?
E intanto la guardo di sottecchi per vedere come reagisce.
Era uno scapestrato, dichiar lei dopo un istante., E poi mi sembrava deluso, scontento della vita.  cambiato di punto in bianco. Da fiducioso e buono che era, tutt'a un tratto  diventato uno straccio d'uomo.
E Mirabelle mi fissa negli occhi in un certo modo, come se ci tenesse molto alla mia comprensione.
Sentite, signor Rice, sono in una situazione molto difficile, ma credo di potermi fidare di voi. Perci vi dir una mia impressione. A volte mi sembra che Charles sia stato ucciso perch sapeva qualcosa.
Assumo un'aria sorpresa.
Davvero? E cosa credete che sapesse?
Non lo so;  solo un'impressione, la mia., Poi aggiunge, con aria circospetta:, Quell'uomo che han trovato dentro la cabina del telefono... Lo sapevate, singor Rice, che era un "G-Man"?
Emetto un sibilo di stupore.
Non mi direte che credete a una fanfaluca del genere, bella mia!, le dico. Si tratta di fantasie di giornalisti!
Eppure vi assicuro che era un "G-Man", insist Mirabelle., Vedete, io e Charles avevamo litigato e non ci parlavamo pi da diversi giorni, ma lui mi ha telefonato il giorno in cui  stato ucciso. Mi ha detto che comprendeva di essere stato uno sciocco e mi ha promesso che avrebbe cambiato vita. Per prima, a sentir lui, doveva fare qualcosa. Gli ho chiesto che cosa intendeva, ma Charles si  limitato a dirmi che quella sera doveva incontrarsi con un agente federale, un uomo che conosceva gi.
"Da quando Charles  stato assassinato io ho cercato di informarmi sulle persone che frequentava negli ultimi tempi. E sono. giunta alla conclusione che vedeva praticamente solo Saltierra e quel tale Mellander. Ora tutti quanti sanno che Saltierra  un "gangster" quindi l'agente federale doveva essere per forza Mellander."
Ma guarda un po', commento io., E poi vengono a dire che non esiste la realt romanzesca! Ebbene, Mirabelle; la cosa mi pare davvero interessante, sebbene ci non ci permetta di andare lontano. Ma, ditemi un'altra cosa piuttosto: perch avevate assunto quei due investigatori? Che cosa dovevano scoprire, secondo voi?
Vi dir. Quando ho parlato con Charles per l'ultima volta al telefono, lui mi ha detto che aveva mandato una lettera a qualcuno e che tutto dipendeva da quella lettera. Una volta ucciso Charles mi  parso che la polizia facesse ben poco per scoprire il colpevole e cos sono andata dall'Agenzia a chiedere acuto. E siccome voi eravate uno degli elementi pi sospetti, gli investigatori mi hanno detto che se potevo attirarvi in un posto tranquillo avrebbero provveduto loro, a farvi parlare.
E mi sorride.
Mica sbagliata l'idea, rispondo, solo che hanno trovato il pane per i loro denti; e poi, per quanto mi riguarda, io non ho ricevuto nessuna lettera!
Poi provo un'altra pista.
Sentite, Mirabelle, le dico, dopo quello che m'avete detto, mi sembra che le cose stiano cos: Charles scopre qualcosa d'importante e perci scrive una lettera a qualcuno. Non sappiamo a chi abbia scritto, intanto rido sotto i baffi perch so di una certa lettera indirizzata a Carlotta de la Rue e finita nella tasca interna della giacca da sera di Rudy..., ma ammettiamo pure che abbia scritto al povero Mellander. Purtroppo anche quello  stato liquidato... Come possiamo scoprire la verit, ormai? Perch prendersela tanto quando non si pu fare quasi niente?
Lei non ribatte perch non sa che cosa dire.
 buffa la situazione di Mirabelle. Io sono gi dell'idea che mi abbia detto la verit eppure, quando la guardo, provo l'impressione che sia un po' reticente.
Dopo un minuto Mirabelle riprende a parlare:
Pu darsi che ci siano alcune cose che non posso dirvi, signor Rice, mi fa, ma forse potr dirvele fra qualche tempo e allora voi saprete com' la situazione e vedrete pi chiaro nella faccenda.
Perch non dirmi subito tutto, signorina?, le chiedo;, due teste ragionano sempre meglio di una. Dopo tutto io ho un cervello ancora in servizio attivo; forse potrei consigliarvi.
Lei scrolla il capo.
Per il momento non mi fido di nessuno, afferma.
Tento un colpo proibito:
Neanche di quel vostro cugino che  impiegato presso l'Ufficio di Saggio degli Stati Uniti?
Lei mi guarda come se fossi ammattito.
Non so di che cosa stiate parlando, mi fa.
Benissimo signorina Gayford, ribatto risentito, sappiate questo: nessuno pu dire che Perry C. Rice rifiuti di dare una mano ad una donna che chiede il suo aiuto. Ora devo andare ma voi datemi il vostro numero del telefono e forse vi telefoner.
Lei mi d il numero, poi io finisco il mio beveraggio, stringo la mano alla bionda solare e me la batto perch non mi pare che ci sia pi niente da cavarle di bocca. In strada do un'occhiata in giro per assicurarmi che nessuno mi segua, poi dico all'autista di portarmi all'Hotel Delamere.
Quando arrivo l, vado nella mia stanza e trovo la lettera del vecchio Harberry Chayse. Eccola:
"Mulberry Arms,
Park Avenue.
Egregio sig. Rice,
spero vorrete scusarmi se vi scrivo a proposito di una faccenda che vi ha gi procurato qualche noia. M'auguro che possiate comprendermi apprendendo che sono un padre al quale hanno ucciso barbaramente il figlio, e cerca di consegnare il colpevole alla giustizia.
Voi eravate presente alla scena perch vi trovavate nelle vicinanze del tavolo di Charles; lo so perch l'ho appreso dai giornali e so pure che il tenente Reissler della polizia vi ha interrogato.
Quando ho ricevuto la dolorosa notizia ho pensato subito che l'assassino sarebbe stato arrestato dopo poche ore dal delitto perch doveva per forza trattarsi di qualcuno di coloro che stavano a pochi passi da Charles. Come voi saprete, accanto a mio figlio c'erano circa otto persone, ma alcune di esse hanno dimostrato che non conoscevano affatto la vittima e perci penso che siano da scartare dall'elenco dei sospetti.
A quanto pare, stando alle dichiarazioni della polizia, le ricerche sono giunte a un punto morto. Perci ho deciso di fare qualcosa per mio conto. Vi prego di non sorridere se vi confesso una mia ubbia. Io, da diversi anni, credo nelle forze occulte e ho una grande fiducia nelle facolt particolari di un occultista, San Reima, che in diverse occasioni mi ha dato prova dei suoi poteri soprannaturali. Ora San Reima m'assicura che, in determinate circostanze, potrebbe scoprire il nome dell'assassino di mio figlio.
Sento anche il dovere di dirvi che le altre persone implicate direttamente o indirettamente in questa faccenda hanno accettato di presenziare all'esperimento e vi chiedo, in nome della giustizia e dell'umanit, di non tener conto del vostro eventuale scetticismo verso le facolt eccezionali di San Reima e di accorrere, appena avrete ricevuta la presente, al molo Guyle, New London, Connecticut, dove il mio yacht "La Strega"  ormeggiato.
Accludo alla presente un assegno di cinquemila dollari per le spese immediate. Al vostro arrivo vi saranno dati altri cinquemila dollari. Se siete innocente prenderete parte alla seduta. Se non interverrete sar la prova che avete qualcosa da nascondere e, forse, che siete l'assassino.
Sono il vostro dev.mo
Harberry V. Chayse".
Leggo la lettera due volte e rifletto intorno al suo contenuto. A quanto pare il vecchio non si sa rassegnare alla fine del figlio adottivo anche se ultimamente c'era stato qualche screzio fra loro.
Guardo il mio orologio e vedo che sono le sette di sera. Mi dico che pi presto arrivo a bordo della "Strega" tanto meglio  per me. Perch io ragiono cosi:
Probabilmente San Reima, dopo essersi messo in contatto con le Potenze superiori, finir con l'indicare qualcuno dei presento come colpevole. Ebbene, questo creer sempre un certo scompiglio e l'accusato dir qualcosa, specialmente se  in relazione con il vero autore del delitto. Sarebbe buffo se il veggente puntasse il dito accusatore contro qualcuno che non c'entra invece d'indicare Rudy Saltierra che, a quanto mi risulta chiaramente,  l'assassino.
Ma voi gi avete compreso che il motivo principale per cui accetto di andare laggi (otre alla probabilit non disprezzabile d'incassare la bella cifra di diecimila dollari...)  uno solo: quello di ritrovarmi con Rudy Saltierra e la indimenticabile Carlotta de la Rue.
Metto la lettera in tasca ma prima di partire vado dall'impiegato dell'albergo, al banco, e gli domando se fra i clienti non c' qualcuno che viene dal Connecticut. L'altro riflette per qualche istante e poi mi dice che s, c' un viaggiatore di commercio, un certo Sam Yarther, che viene di l. Adesso l'amico Sam  nel bar e l'impiegato me lo indica. Raggiungo il mio viaggiatore e comincio a parlare con lui del Connecticut. Dopo due minuti gli domando se per caso non ha sentito parlare della signorina Mirabelle Gayford. L'altro dice di s, perch la Gayford appartiene all'alta societ della sua regione e, per di pi, cosa che non guasta mai,  talmente ricca che non sa cosa farsene di tutto quel denaro. Il signor Yarther  anche al corrente de' fidanzamento di Mirabelle con Charles Chayse, ma non sa che sta parlando di Charles Frene, l'uomo che  morto tragicamente al Select Club.
In totale io, prima di lasciare il mio commesso viaggiatore, mi son formato un concetto abbastanza chiaro sulla biondina. Allora torno di sopra, metto la Luger nella fondina a tracolla, poi scendo a pianterreno, entro in una cabina telefonica e chiamo immediatamente casa Gayford servendomi del numero che la biondina mi ha dato.
Risponde una voce che mi sembra quella di una cameriera francese. Le dico che voglio parlare con la signorina Gayford semprech abbia la compiacenza di riferirle che il signor Perry C. Rise ha qualcosa da dirle.
Trascorre un buon minuto e poi sento la voce fresca e giovanile di Mirabelle:
E che cosa posso fare per il signor Rice?, mi domanda.
Sentite, mia cara, mi rivolgo a voi in nome delle tre virt teologali, vale a dire, in nome della fede, della speranza e della carit. Devo raccontarvi una storia che, spero, riuscir ad interessarvi.
Lei ride.
A volte mi riuscite simpatico, signor Rice, mi risponde., Coraggio, parlate!
Ascoltate bene, le dico, ho riflettuto profondamente sulla faccenda in cui ci troviamo pi o meno implicati e credo di aver capito com' stato ucciso il povero Charles. Dunque, state a sentire. Quando ci hanno portati col furgone alla sede della polizia nessuno di noi sospetti aveva addosso la pistola e ci significa che l'assassino era riuscito a sbarazzarsene in tempo. Ora potrebbe interessarvi il sapere che io, quella notte stessa, ho fatto una capatina al Select Club e ho frugato in giro ma non ho trovato pistole di sorta. Per ho pescato un'altra prova, molto convincente in base alla quale il signor Rudy Saltierra risulta e, senza probabilit di dubbio, l'assassino del vostro Charles.
"Ebbene, che cosa significa tutto questo? Vuol dire semplicemente che Saltierra, dopo aver fatto fuori Charles,  andato dietro il palcoscenico e ha passato l'arma a un suo complice prima ancora che venisse la polizia di modo che s' presentato tranquillamente alla perquisizione.
"Perci, se volete aiutarmi nella mia indagine, non avete che da fare una piccola inchiesta su quel tale che si trovava nel corridoio dei camerini, immediatamente prima del delitto. Avete capito?
Ho capito, risponde Mirabelle., Insomma voi dite che  stato Saltierra ad assassinare Charles?
Per l'appunto, ma non produrr la prova decisiva a suo carico finch non sar venuto il momento buono. Perci non scalmanatevi e non fatemi troppe domande, perch fra poco devo partire.
"Poi c' un'altra cosa. Ho ricevuto una lettera dal vecchio Harberry Chayse che mi scrive invitandomi ad una specie di raduno spiritico, a bordo del suo yacht "La strega". Il raduno sar presieduto da un veggente o mago che dir si voglia, un certo San Reima, che, alla fine della seduta, grazie alle sue qualit soprannaturali scoprir il colpevole fra i presenti. Com' naturale i presenti sono esattamente le stesse persone che son state condotte alla sede della Squadra Omicidi perch sospette dell'assassinio del vostro fidanzato. Ora io ho deciso di andare sullo yacht rispondendo all'invito del vecchio. E spero proprio che salti fuori qualcosa!
"Ebbene, vi dico arrivederci, cara Mirabelle, concludo, cercate di fare la brava e non fidatevi pi di certi agenti investigativi che vi spillano un mucchio di quattrini senza nessun risultato. Forse, uno di questi giorni, ci vedremo".
Pare che la bionda dea sia un po' commossa, non so per quale motivo.
Sentite, signor Rice, mi fa., Sentite... non dovete andare a New London; non potete...!
Ma io aggancio, contento del risultato. A quanto pare Mirabelle teme che io, andando sullo yacht del vecchio Harberry Chayse, possa scoprire qualcosa. Staremo a vedere i futuri sviluppi della situazione, come diceva quel tale che aveva messo il veleno nel caffelatte della suocera.
Mi rivolgo immediatamente all'impiegato dell'albergo e gli chiedo il nome di una autorimessa che mi noleggi una macchina per andare a New London. Lui mi consiglia di rivolgermi al garage che si trova a un quattro isolati di distanza. Ci vado subito e per la tenue somma di trenta dollari pi altri duecento dollari a titolo di garanzia, mi consegnano una macchina utilitaria; faccio fare il pieno e cos, mezz'ora dopo la telefonata a Mirabelle, parto per New London.
Filo che  un piacere. Non mi curo dei semafori e intanto continuo a riflettere pacificamente. Verso l'una di notte sono in vista del porto di New London. Mi fermo a un distributore di benzina, domando del molo di Guyle e mi sento rispondere che devo procedere ancora per cinque miglia sulla strada di Groten. Riprendo il cammino e infatti, dopo le cinque miglia, vedo il mare fra gli alberi, e svolto in una via laterale; e allora scorgo un molo di legno, al quale  ormeggiato un grosso yacht. Penso subito che si tratti della "Strega", rallento e fermo la macchina fra gli alberi. Ed ecco, che davanti a me a pochi metri di distanza, mi vedo Mirabelle a bordo di una splendida Cadillac.
Salve, Mirabelle, esclamo stupito, come mai da queste parti?
Dovreste vedere che faccia fa lei.
Ma sapete che siete comico, signor Rice?, ribatte aggressivamente, sbucate fuori quando meno vi si aspetta!
Sentite, signorina Gayford, le dico, perch non dite tutto, una buona volta, levandovi un peso dallo stomaco? Questa faccenda  molto seria e voi stessa mi avete confermato di sapere qualcosa che io ignoro. Suvvia, confidatevi con pap Rice e stanotte avrete la coscienza tranquilla e dormirete il sonno del giusto.
Lei mi guarda intensamente, poi tira fuori un portasigarette d'oro dalla tasca del soprabito e si accende una sigaretta. Mi osserva attraverso il fumo c capisco che mi sta soppesando.
Ma di che cosa state parlando, esattamente?, ribatte.
Andiamo, non fate l'indiana! Alcune ore fa al telefono, quando avete saputo che stavo per venire qui, deciso ad andare a bordo dello yacht per assistere alla seduta, voi vi site commossa, per non dire impressionata, e m'avete pregato di non farlo. E adesso vi trovo qui ad aspettarmi. Su! Spiegatevi una buona volta!
Intanto sono sceso dalla mia utilitaria, ho raggiunto la Cadillac e guardo da vicino la biondina.
Sentite, Mirabelle, l'avverto,  venuto il momento di smetterla con gli atteggiamenti da donna fatale. Credo che adesso dovrete spifferare tutto!
Lei espira il fumo dalla mia parte.
Ah, s; e perch mai?, mi chiede.
Infilo la mano nel taschino segreto del panciotto, tiro fuori il pataccone di agente federale e glielo faccio vedere.
Ecco il perch, amore, le dico., Mi chiamo Lemmy Caution, agente speciale alle dipendenze dell'Ufficio Federale Investigativo del Ministero della Giustizia degli Stati Uniti.
Lei fa una specie di sorriso.
La cosa non mi stupisce poi tanto, mi dice.
E che ci posso fare?, ribatto., La vita talvolta  tutt'altro che stupefacente, ma il fatto  questo: qui si va troppo a tastoni e si tentano troppi colpi alla cieca. Desidero ardentemente sapere perch non volevate che andassi sullo yacht e perch avete fatto una corsa pazza fin qui per arrivare al molo prima di me. Ci sar pure uno scopo nella vostra condotta, no?
Lei mi d una sigaretta e me l'accende con il suo accendisigari d'oro. Il suo atteggiamento  leggermente mutato, quando io le ho comunicato le mie vere generalit.
Immagino che voi conosciate la verit circa Harvest Mellander, mi dice,, Sapete che era un "G-Man", no?
Certo, le rispondo., Si chiamava Myras Duncan ed era veramente un "G-Man". E con questo?
E non sapete altro?, mi chiede., Eravate al corrente dell'inchiesta cui i vostro collega si dedicava?
Annuisco.
Al colpo dell'oro, e voi che cosa sapete in proposito?
Mirabelle adesso  diventata seria.
Non so, quasi nulla, risponde, ma ho qualche idea. Sono convinta che Charles fosse coinvolto nella cosa e penso che l'abbiano ucciso appunto per questo.
"Vedete, aggiunse, ed ora mi pare un po' malinconica..., Temo, in un certo senso, di esser stata io la responsabile della brutta strada presa da Charles. Charles era un ragazzo che non sapeva regolarsi nelle spese. Per questo il vecchio gli ha tagliato i viveri. Allora lui venne da me e mi chiese in prestito una grossa somma. Io ho rifiutato in tronco. E forse  stato in seguito al mio rifiuto che Charles si  messo con quei malviventi.
"Ebbene, non  precisamente questo che mi preoccupava;, continua Mirabelle, ma ho visto il vecchio Harberry Chayse ieri mattina e mi ha parlato dell'idea della seduta da tenere sullo yacht come estremo tentativo per scoprire l'assassino. Io gli ho detto apertamente che il sistema mi sembrava ridicolo e balordo e che se, anche avesse avuto successo, non sarebbe servito a nulla. Credevo quasi di averlo convinto e son rimasta stupita quando mi avete telefonato dicendomi di aver ricevuto la sua lettera d'invito: questo significa che Chayse deve avervi scritto quasi subito dopo che io l'ho lasciato. E in quel momento lui aveva deciso di non farne nulla."
Niente di male, le dico., C' una spiegazione soddisfacente anche di questo. Vedete, durante la mia inchiesta mi sono confidato con un giornalista, uno della cronaca nera, e penso che quello debba aver parlato col vecchio, proprio nel periodo in cui rimuginava la grande idea del raduno sullo yacht. Forse Harberry ha rivisto il cronista dopo di voi. Forse il cronista l'ha persuaso ad attuare la sua idea, cosa ben probabile perch i giornalisti farebbero questo ed altro pur di mettere insieme il materiale per un servizio sensazionale.
"Ad ogni modo adesso veniamo al sodo, Mirabelle. Io non so granch intorno a questo affare: so per che devo svolgere il mio lavoro andando sullo yacht per vedere che cosa salta fuori dalla seduta di San Reima. Chiss, potrebbe saltar fuori qualche rivelazione degna di nota, non vi pare?"
Lei accenna di s col capo.
Poi comincia a dire un mucchio di cose, e soprattutto cerca in mille maniere di non farmi salire a bordo. Ma quando le chiedo perch la pensi cos, si limita a rispondermi che una voce interiore le suggerisce d'impedirmi di andare sulla nave; io, per quanto tenti e faccia, non riesco a cavarle altro di bocca. Mirabelle se ne resta seduta al volante della Cadillac, fissa un punto lontano sulla linea dell'orizzonte e tiene la bocca ben chiusa. Capisco che la biondina sa diverse cosette che non vuol dirmi, ma non trovo il modo di farla cantare.
Benone, le dico alla fine., La cosa migliore che possiate fare ora  di tornarvene a casa e di farci su una bella dormita, tanto per conservare fresca la carnagione. Un'altra cosa potete fare per me, visto che vi preme tanto la mia sorte: non intralciatemi pi e non fatemi perdere altro tempo prezioso. Capito, amore?
Lei alza le spalle e scuote i riccioli d'oro.
E sta bene, mi dice, rassegnata., Fate di testa vostra, Lemmy. Ma quando la seduta sar finita, vorrei che veniste a casa mia a trovarmi.
Molto gentile da parte vostra, sorellina, le rispondo., Ma perch volete rivedermi? Non mi vedete adesso?
Ecco: mi piacerebbe sapere com' andata la seduta. E ci terrei a venire con voi sullo yacht.
Ohil, fate come vi dico! Filate subito a New York e non immischiatevi nelle faccende che non vi riguardano. Mi avete gi combinato un bel guaio con i vostri agenti investigativi!
Stavolta Mirabelle capisce, mette in moto la macchina, le fa fare un mezzo giro e poi mi porge la mano.
In bocca al lupo, signor Caution, mi fa.
Le stringo la manina.
Arrivederci, bellezza... almeno spero di potervi rivedere.
Poco dopo la Cadillac fila sulla via del ritorno.
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Capitolo 8. IL PROFETA RICEVE IL FATTO SUO.
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Il molo mi sembra notevolmente squallido. Si trova a sinistra nella piccola baia. E, ormeggiata nell'ombra, scorgo la "Strega".  una nave lunga e deve costare un mucchio di dollari. Non vedo nessuno nei paraggi, sebbene nello yacht, qua e l, vi sia un obl illuminato. Parcheggio la macchina sul molo, salgo a bordo della nave servendomi della passerella gi pronta. Quando vi metto piede, spunta un tale che m'illumina con una lampadina tascabile. Poi d un'occhiata a un foglio che tiene nella sinistra.
Siete il signor Rice?, mi chiede, e, quando gli rispondo di s, mi dice di seguirlo. Poco dopo siamo nel corridoio e il mio uomo bussa alla porta di una cabina, scotto il ponte.
Qualcuno dice di entrare e la mia guida si fa da parte per lasciarmi passare. Una volta entrato, quella chiude la porta alle mie spalle e se ne va.
Mi trovo in una cabina spaziosa con tanti scaffali pieni di libri alle pareti. C' anche uno scrittoio e dietro di esso siede un signore. Al mio ingresso, l'uomo si muove e alza il viso. Mi par di capire che mi trovo al cospetto del grande veggente, San Reima in persona.
E ho proprio indovinato.
Vi prego, accomodatevi, m'invita il mago, lisciandosi la barbetta grigia e fissandomi con due occhi stranissimi. Si direbbe che cambino colore e che luccichino come quelli di una civetta. Mi siedo e quello spinge dalla mia parte una scatola piena di sigarette e comincia un lungo discorso sulla seduta in programma, alla fine della quale lui spera di scoprire l'assassino di Charles Chayse.
E non sarete voi, signor Rice, dichiara calmo calmo, guardandomi negli occhi, perch vedo gi che non l'avete ucciso voi quel povero giovanotto. Vedo che non avete l'aura dell'assassino...
-Benissimo, gli rispondo, ma, anche se non ho l'aura dell'assassino,  pur certo che in questo preciso momento ho una sete infernale. Dove si pu bere un sorso di whisky, se non sono indiscreto?
L'altro ride, e suona il campanello ch' sullo scrittoio. Subito arriva un cameriere in divisa bianca che mi accompagna fino ad una cabina attrezzata esattamente come un bar.
E l ci sono tutti: Rudy Saltierra, Carlotta e tanti altri tizi, ma io noto subito che, oltre a qualche persona che si trovava nella sala di Madrigaul, ci sono diversi altri signori e signore che non conosco affatto. Tutti sono in abito da sera.
Rudy mi ha visto e sogghigna con una smorfia tutt'altro che promettente. Pare che l'amico sia sul punto di dirmi qualcosa, quando compare un uomo in divisa di capitano di marina. Non so perch, ma mi pare che quello sia pi adatto a comandare un vascello di contrabbandieri che uno yacht da diporto come la "Strega". Forse sar colpa della divisa che non gli sta troppo bene, o forse perch mi sembra leggermente alticcio. Ad ogni modo l'amico parla subito con voce robusta:
Signore e signori, avverte, chiunque non partecipa alla seduta  pregato di lasciare la nave!
Due o tre signore si alzano e anche tre o quattro uomini fanno lo stesso. Sento l'ufficiale che nella stanza attigua continua ad avvertire gli invitati di lasciare lo yacht. Intanto mi avvicino a Carlotta che  rimasta seduta al suo posto. Indossa un abito rosso cupo che si adatta magnificamente alla sua carnagione chiara.
Come va, Carlottina?, le chiedo, mentre con la coda dell'occhio osservo Rudy, che a sua volta mi fissa coi suoi occhi di serpente., Come va la bella Cicuta?
Lei mi squadra come se avesse visto chiss che mostro.
Sentite, tipo spinto, mi fa., Forse sarete qualcosa per mamma che vi ha fatto, ma per me potete andare al diavolo! E non ho dimenticato la vostra insolenza, l'ultima volta che vi ho visto. Avete un bel modo di trattare con le signore, voi!
Le signore?, ribatto., E che c'entrano le signore adesso? A meno che voi non vogliate farvi passare per una dama. Ma in tal caso anch'io potrei farmi passare per il re del Siam, non vi pare?
Saltierra s' avvicinato e ha il viso livido di rabbia.
Chiudete la bocca, Rice, sibila., Voi non dovete parlare alla signorina de la Rue perch lei non vi pu vedere; non fate altro che indisporla, con le vostre sciocche malignit!
Non mi pu vedere?, ripeto., Ma allora siamo pari e patta. Perch anch'io non posso vedere lei, e mi fa anche meno piacere veder voi!
Quello risponde con certe espressioni che non troverete mai nel dizionario, e afferra una bottiglia per il collo. Allora io applico una mossa tattica che ho imparato quando mi trovavo a Cuba. Faccio un passo di lato, fingo di volergli mollare un pugno sul muso e, mentre quello fa per assestarmi una gran mazzata con la bottiglia, io mi giro svelto come un lampo e gli mollo un colpo di taglio con la mano tesa, nella giuntura dell'anca, di dietro dove c' il nervo. Quello va per aria come un birillo, mentre il dolore gli deforma il viso e gli fa strabuzzare gli occhi.
Due uomini si avvicinano; sembra che la faccenda debba terminare in una mischia, quando la porta si apre e compare sulla soglia San Reima. Un bel sorriso gl'illumina la faccia. E il veggente dice con la sua voce dall'accento esotico:
Signore e signori, non vi sembra inopportuno litigare in un momento simile?
E sorride in giro mentre si accarezza la barbetta morbida.
Tutti allora si calmano. In quanto a me, comincio a trovare simpatico il mago. Quasi quasi ho l'idea che egli legga nel cuore di noi tutti e che intuisca quel che sta per accadere.
Ma proprio in quel momento sto pensando anche ad un'altra cosa. Sento che lo yacht si muove, e fila veloce. Immagino che, mentre mi azzuffavo con Rudy, la "Strega" abbia salpato le ancore. Sento il rombo dei motori che fan vibrare ritmicamente il ponte e tutte le strutture della nave. Mi par gi di vedere la prua che fende le acque con grande impeto e la cosa m'impressiona alquanto. Che motivo c' di filare a venti nodi all'ora quando si tratta solo di staccarsi di tre miglia dalla costa?
San Reima prosegue:
Ho cambiato un po' la disposizione della scena. In fondo al corridoio c' la sala grande. Gli altri signori sono gi ai loro posti. Si tratta, pi o meno, di coloro che si trovavano seduti accanto a Charles Chayse al momento della sua morte. La sala  immersa nell'oscurit, eccetto per una lampadina velata che vi permetter di giungere ai vostri posti.
"Troverete le sedie disposte a circolo. Desidero che ognuno prenda il suo posto in modo da riprodurre abbastanza esattamente la situazione che c'era al Select Club la sera del delitto. Ognuno terr le mani sulle ginocchia."
Nessuno apre bocca per un minuto, poi Rudy esce a dire:
Bene, professore: l'idea mi va; c' solo una piccolezza da chiarire. Io non so chi sia l'assassino e, infatti, siamo qui tutti perch ce lo diciate voi; per ho dei forti sospetti: anzi, penso d'aver gi indovinato, sebbene io non sia un veggente come voi, professore.
Mi guarda, sogghigna, e vedo che anche Carlotta mi fissa.
Penso che l'amico Rice sia l'assassino del povero Charles Frene, continua Rudy, e sono convinto che il mio uomo vada in giro armato di berta. Non vi pare che sarebbe opportuno togliergliela, a scanso di pericoli?
Mi alzo, ma prima ch'io possa dire qualcosa l'ufficiale in divisa, dalla grinta dubbia, s'avvicina a San Reima e il mago mi dice.
 giusto. Non c' nessuna ragione di andare armati, a bordo di questo yacht. Se avete una pistola consegnatela.
Non posso ribattere niente; cos consegno la mia Luger e, credetemi, mi piange i cuore a dividermi dalla mia berta!
Dopo di che seguo San Reima lungo il corridoio. C' una porta in fondo e, oltre quella, c' il salone. Di sopra, sul ponte, sento i passi di parecchia gente che si muove. Come vi ho detto, lo yacht fila a bella velocit.
Nel salone ci sono tre tipi in giacca bianca che ci indicano i nostri posti. In fondo, a destra, c' una specie di sipario e io penso che San Reima abbia voluto imitare il palcoscenico di Joe Madrigaul. Vedo inoltre un grosso signore, anziano, seduto in una poltrona e mi dico che forse si tratta di Harberry Chayse.
 Dopo un minuto siamo tutti al nostro posto con le mani sulle ginocchia, secondo gli ordini di San Reima. Il veggente prende posto in una poltrona di fronte a noi e guarda dritto davanti a s.
Per piacere, spegnere le luci.
Qualcuno spegne l'unica lampada velata ch'era rimasta accesa, dall'altro lato della sala.
Fa un gran buio, l dentro, e si sente solo la vibrazione impressa al ponte dai motori. Per circa tre minuti non accade nulla; poi San Reima comincia a parlare:
Vedo il luogo, dice, vedo il salone di Joe Madrigaul. Vedo e sento la signorina de la Rue che canta sul palcoscenico. Vedo un uomo che s'incammina lungo il corridoio dei camerini.  piuttosto magro e porta un fiore all'occhiello della giacca da sera. Nella mano destra tiene una pistola. Ora dice qualcosa all'uomo addetto al quadrante dell'illuminazione. Guarda la pistola che impugna e poi la passa nella tasca destra della giacca. Esce nel salone. Ora si trova a circa sei passi dal giovanotto seduto a un tavolo che ascolta la cantante. L'uomo con il garofano bianco all'occhiello spara attraverso la tasca.
San Reima fa una pausa. Nessuno si muove.
Vi prego, accendete le luci!, ordina il veggente.
Un cameriere obbedisce. San Reima siede sempre nella sua poltrona e guarda fisso davanti a s. Sembra davvero in trance. Dopo di che si riscuote, torna fra noi. Il salone  bene illuminato, ora. Vedo, vicino alla porta, tre o quattro uomini in giacca bianca. Penso che siano membri dell'equipaggio.
San Reima indica Rudy Saltierra.
Ecco il colpevole, dice., Ecco l'uomo che ha ucciso Charles Chayse.
Mi guardo in giro. Nessuno si muove e nessuno sembra eccessivamente impressionato da quella rivelazione. Saltierra si alza e fa:
Ascolta, profeta, si rivolge a San Reima, naturalmente., Sei davvero bravo a scoprire gli autori dei delitti e mi stupisce che l'Ufficio Federale non ti abbia ancora preso alle sue dipendenze. Ad ogni modo l'hai imbroccata: sono stato io a "far fuori" Charles Frene perch non posso vedere la gente che ficca il naso negli affari degli altri e che finisce con lo scoprire certe cose di carattere delicato.
Credo che per me sia arrivato il momento d'intervenire.
Un momento, Rudy, gli dico. Poi mi volto verso gli astanti:, Non so se fra voi ci sia qualche persona onesta, ma se c' mi appello a lei per testimoniare che Rudy Saltierra ha ammesso e riconosciuto d'aver assassinato il povero Charles Frene, alias Charles Chayse, e...
Rudy m'interrompe.
Smettila, babbeo!, mi fa., Nessuno ha voglia di ascoltare le tue sciocchezze. Ora sistemer anche te, non dubitare.
Poi torna a parlare al veggente:
Immagino che tu sia un vero mago, gli dice., Anzi, sei perfino troppo bravo. Ma dimmi una cosa: non ti eri per caso messo in testa qualche idea balzana per questa faccenda, prima di venire qui, eh?
San Reima sorride. Mi piace, l'amico. Non  spaventato, e dire che non  pi un giovincello.
Lo sapevo, dice lo sapevo perch ho visto tutto, ieri... non ho avuto bisogno di venire qui per sapere., E continua a sorridere.
Rudy ghigna. Pare un lupo che ha trovato una lepre.
Mi sembra che tu sappia troppe cose, dice, e alza la pistola. Poi, rivolto al veggente, chiede con sarcasmo:, Forse avevi previsto anche questo?
San Reima sorride.  perfettamente tranquillo.
S, ho previsto anche questo, assassino!
E non dice altro perch Rudy fa un passo avanti e gli spara tre o quattro colpi a bruciapelo, con un gusto sadico. S, perch intanto sorride come una iena. Poi, quando l'altro  caduto, gli caccia nella pancia il resto del caricatore. Quindi getta via la pistola e si volta dalla mia parte.
Vedo che dietro l'assassino ci sono tre o quattro uomini in giacca bianca che mi guardano male.
Ebbene, amici, dice Rudy, posso avere l'onore di presentarvi uno degli assi del Ministero della Giustizia degli Stati Uniti?, E mi indica con la mano., Ecco il signor Lemmy Caution il rappresentante tipico dei piedipiatti federali, un "G-Man" fatto e finito, con patacca e tutto il resto!
E si mette a ridere. Gli altri gli fanno coro. Mi sembra di essere capitato nella fossa dei serpenti.
Ebbene, aggiunge Rudy, che cosa ne facciamo di questo rompiscatole?
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Capitolo 9. CARTE IN TAVOLA.
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 una cosa strana e anche forse poco credibile, ma ogni volta che sto per essere spacciato comincio a pensare alle cose pi sciocche. Sono fatto cos, purtroppo!
Per esempio, in questo momento difficile sto dicendomi che Carlotta ha delle splendide caviglie. Lei se ne sta l e guarda fuori da un obl aperto, mentre fuma una sigaretta. Ha un bel sangue freddo, Madama Cicuta!
Ritorno nuovamente a terra e guardo Rudy. Quello mi sta fissando con aria divertita, soddisfattissimo della situazione. Io penso che Rudy abbia proprio la vocazione dell'assassino. Lui non uccide perch si sta battendo con qualcuno per salvarsi la pelle: uccide per il gusto di uccidere, per sadismo.
D'altra parte io mi sento ribollire il sangue nelle vene, dopo aver visto uccidere cos barbaramente il povero San Reima, e dico a quello spaccone di Saltierra:
Magnifico, Rudy, e intanto gli sorrido.,  stato un bei gesto. Ma guarda, mi sembra che non abbia badato a una cosa...
E gli indico il caduto. Quel figlio di buona madre abbocca e guarda San Reima; allora gli salto addosso, senza tanti riguardi, l'afferro per il cannarozzo e poi gli meno un diretto in mezzo agli occhi con tutta la forza. Lo colpisco due volte al muso, prima che i suoi scagnozzi mi piombino addosso, e ho la gioia di sentirlo guaire mentre inghiotte qualche dente.
Poi quelli m'immobilizzano o tentano di farlo. Mi sono gi trovato a lottare in circostanze difficili, ma vi assicuro che con quella banda di farabutti non ce la faccio sebbene riesca a mollare ancora qualche calcio e qualche sorgozzone. D'altra parte i maledetti non scherzano e, quando han finito, sono proprio ridotto a mal partito.
Ho l'occhio sinistro chiuso per un energico colpo di bottiglia, e credo di avere anche una costola rotta in seguito a un calcio. Il braccio destro mi sembra paralizzato perch ho ricevuto un colpo di sbarra; in quanto al naso, ho l'impressione che sia diventato un pezzo di caucci passato al maglio.
Poi Rudy d l'ordine di fermarsi, e la masnada obbedisce. Sono disteso sul pavimento e, con l'occhio ancora aperto, posso vedere il mio assassino. Vi assicuro che anche lui non  diventato pi bello, dopo i miei massaggi. L'ho colpito appena due volte, eppure gli ho acciaccato tutti e due gli occhi. Gli mancano due denti e all'angolo della bocca c' un rivoletto di sangue. Sul collo c' ancora il livido lasciato dalla mia mano sinistra.
Cerco di alzarmi, ma non ce la faccio, tanto pi che Rudy mi si avvicina e mi molla un pedatone alla nuca che mi fa vedere tutto il firmamento.
Dopo di che il maledetto comincia a parlare. Farfuglia un po' per via dei denti ingoiati e del labbro superiore che gli si sta gonfiando.
Ebbene, Caution, mi fa., Sicch sei duro a morire, eh! Ebbene, ti accontenter, scemo! Volevo ucciderti subito, e ora invece me la spasser con te. Trover qualche sistema speciale che ti far desiderare mille volte il colpo di pistola liberatore. Tiratelo su, ragazzi!
Alcuni mi afferrano per le caviglie, altri per le spalle, strappandomi un gemito. Il braccio, la testa e le costole rotte mi dolgono terribilmente. Tuttavia posso vedere Carlotta che parla a Rudy. Poi Cicuta viene dalla mia parte, tenendo le mani sui fianchi e fissandomi con gli odiosi occhi verdi.
Ma guarda, guarda, dice, e intanto mette in mostra i dentini., Chi se lo figurava il grande Lemmy Caution ridotto cos, dopo essersi buscata una lezioncina come un discolo qualsiasi?
Si rivolge a Saltierra:
Fllo mettere in qualche posto nella stiva, Rudy, mentre studiamo qualcosa per lui. Per il momento, aggiunge, stringendo le labbra, gli posso favorire questo mio ricordo personale., E mi molla una sberla sul naso. Poi vedendo che io sogghigno me ne d una seconda, pi forte.
Forza, ragazzi!, fa Rudy, rivolto ai suoi scagnozzi, mentre si passa il fazzoletto sulla bocca insanguinata., Mettete quello scemo al sicuro nella stiva. Legatelo coi ferri, che poi ce la spasseremo con lui!
Due di quei finti camerieri mi portano gi, in una specie di cella puzzolente, mi gettano sul tavolaccio e mi passano le manette intorno ai polsi. Dopo di che uno di quei malnati mi molla un calcio che mi fa perdere i sensi.
Non so quanto tempo resto cos in quella buca, ma quando rinvengo non mi sento tanto per la quale. Ogni volta che cerco di muovermi mi pare che cento diavoli mi tirino da ogni parte, per ridurmi a brandelli. La testa mi ronza; ho un occhio chiuso e l'altro mi permette a mala pena di vedere la cella dove mi hanno cacciato.
La nave fila sempre velocissima; sento il pulsare monotono dei motori e penso che, dovunque si vada, Rudy ha premura di arrivare.
Mi sdraio, sebbene la cosa non sia facile quando si ha un braccio in pappa e i polsi ammanettati. Poi, per il mio solito vizio di riflettere anche nelle situazioni pi disperate, mi domando come mai Rudy la faccia da padrone sullo yacht d Harberry Chayse che, guarda caso!,  proprio il padre, adottivo finch si vuole, ma padre del povero "mascherone" assassinato.
Non ci capisco proprio un bel niente! E in questo caso anche il mio fiuto non mi dice nulla, tranne che la stiva  alquanto puzzolente. D'altra parte non  affar mio, perch con tutta probabilit dovr finire in bocca ai pescicani con un pendaglio legato al collo.
Ed ecco, dopo non so quanto tempo, la porta si apre ed entrano un paio di uomini. Mi prendono e mi portano di sopra, in una delle cabine; Rudy  seduto a un tavolo e ha davanti una bottiglia di whisky d'orzo. Si  applicato una fetta di manzo crudo sopra una guancia, sicch la sua faccia sembra un arcobaleno. Ha tutte le tinte: dal viola al verde livido e al rosso.
Bene, ragazzi!, dice ai suoi., Potete levargli i braccialetti perch, cosi conciato, non pu far male neanche a una gallina.
Vi assicuro che in questo momento non sarei pericoloso nemmeno per una mosca. I due scagnozzi mi tolgono le manette, e cos alla fine posso lasciarmi andare un po'. Mi getto sopra una sedia. Saltierra spinge la bottiglia attraverso il tavolo.
Bevi un sorso, mi fa., Forse dopo ti sentirai meglio. Vedi, Caution, voglio che tu possa ragionare chiaramente per un po', in modo da capire lo sbaglio enorme che hai fatto venendomi fra i piedi!
Prendo la bottiglia, e mi duole anche a fare un gesto cosi semplice, credetemi. Bevo un lungo sorso. Si tratta di whisky scozzese, e subito sento che mi rischiara la testa; per mi guardo bene dal farlo capire a Rudy. Il quale Rudy indossa un paio di calzoni bianchi e una camicia di seta, e perci penso che siamo gi al giorno successivo. Non posso vedere se la mia ipotesi  giusta oppure no, perch c' una tenda davanti all'obl e le luci sono accese. Rudy se ne sta comodamente seduto, con la schiena appoggiata alla spalliera, e mi contempla soddisfatto.
L'unica tattica che posso adottare nella presente circostanza  quella di stare a vedere, tenendo gli occhi bene aperti, deciso a imbrogliare il mio avversario se appena mi  possibile.
Bene, Saltierra, gli faccio., Hai vinto perch sei stato pi furbo. Per non so come tu abbia fatto a scoprire la mia identit.
L'amico sogghigna.
Vedi, Caution: voi della polizia fate i gradassi, ma mancate di cervello.  per questo che di solito vi fregano.
Ormai su questo punto sono convinto, ribatto, ma come hai fatto a scoprire anche l'identit di Mellander?
Lui ride e si versa dell'altro whisky.
Sai, Caution, quasi mi spiace che tu finisca cos.  una fine misera, andare a dormire in fondo all'oceano. Ma come? Il grande Caution, l'uomo che ha sgominato la banda di Siegella, scompare cos miseramente? Andiamo! Io conoscevo Ferd Siegella. Un tipo in gamba, non c' che dire; per era meno intelligente di me.  per questo che tu l'hai spuntata con lui.
A chi lo dici! Lo so bene com' andata la faccenda. Ma piuttosto, ormai che io sono sistemato, mi vuoi dire dov' diretto lo yacht? Perch fila alla svelta, mi sembra!
Quello si appoggia al tavolo e spinge di nuovo la bottiglia dalla mia parte.
Bevine un altro sorso, scemo, e cerca di stare un po' tranquillo se ci riesci; cos ti far ridere un po'!
Prendo la bottiglia e bevo un bel sorso perch questa mi sembra davvero un'ottima idea. Quando gli restituisco il whisky, Rudy si accende una sigaretta.
Siano diretti in Inghilterra, piedipiatti, mi spiega,, Che te ne sembra? Eri tu l'investigatore astutissimo, no? Tu e Myras Duncan sapevate tutto, almeno cos credevate, e pensavate che noi fossimo degli scemi col botto, cos picchiatelli da tentare il colpo dell'oro in America. Poveri babbalei! Il colpo lo faremo in Inghilterra. E ora ti dir un'altra cosa che forse, potr interessarti. Tu ci aiuterai nell'impresa!
Beve ancora abbondantemente e a me pare che il liquore cominci a fargli effetto. Ho l'idea che Rudy abbia gi bevuto, prima di concedermi questo colloquio. Chiss, penso, che io non riesca a farlo parlare ancora.
Non  un'idea malvagia, Saltierra, gli faccio, sempre che tu riesca a portarla a termine, perch rubare dei lingotti d'oro non  come sgraffignare le patate al mercato. In Inghilterra, quelli della polizia sanno il loro mestiere e non scherzano. Ma che diavolo volete fare? Assaltare la Banca d'Inghilterra?
L'altro sogghigna.
Macch banche! Se tu avessi un po' di sale in zucca non diresti scemate del genere, Caution! E sapresti che, se c' una cosa facile in Inghilterra,  proprio quella di rubare l'oro, purch si sappia scegliere il momento. Ma andiamo!, e si protende tutto verso di me., Lo sai che quella brava gente, a Londra trasporta l'oro con un furgone, scortato appena da un paio d'impiegati? Certo, la cosa sembra incredibile, eppure sono talmente bambi, laggi!
Io annuisco.
Sicch volete assaltare il furgone, eh?, gli dico., Ma, anche ammettendo che il colpo riesca, come lo farete uscire l'oro dall'Inghilterra?
Ma va l, scemo!, ridacchia Rudv., Non ti credevo cos sciocco! Noi non lo assalteremo, il furgone!
Sorrido con aria d'intenditore, quasi per fargli capire che ora, s, parla da senno. Rudy intanto ingolla un altro bel sorso di liquore.
Il sistema che useremo per mettere le mani sull'oro  una cosa che non ti riguarda, mi dice poi., Ma sappi questo: voi della polizia ci avete gi aiutato parecchio, sin dall'inizio.  stato una bazza per noi quando i tuoi colleghi hanno scoperto, all'ospedale Bellevue, il tizio al quale avevo rotto la testa con una bottiglia. Il ferito, in delirio ha cantato senza che noi ne sapessimo nulla. E ci ha reso un bel servizio davvero. Perch la polizia ha creduto che noi volessimo fare il gran colpo negli Stati Uniti, e voi tutti vi siete precipitati a fare proprio quello che volevamo noi: cio avete messo in subbuglio il porto e avete perquisito le navi. Ma guarda un po' questo!
Fruga nella tasca di sinistra e tira fuori un pezzo di carta, piegato diverse volte. Lo stende con cura sul tavolo e me lo mette sotto gli occhi. Lo leggo facilmente perch  scritto a macchina.
"Come sapete, in questi ultimi tempi ci sono state numerose fughe di capitali dall'Europa, data la tensione della situazione internazionale e i pericoli di guerra esistenti in quella parte del mondo. Tuttavia, fatto curioso, soltanto tre volte nel corso dei due ultimi anni le esportazioni settimanali dell'oro, dall'intera Europa, hanno toccato i venti milioni di sterline.
In base al nuovo Accordo Tripartito, i movimenti dell'oro verranno effettuati solo per ridurre gli sbilanci esistenti fra i conti di ragguaglio dei Tre Paesi, cio Inghilterra, Francia e Stati Uniti. Le spedizioni avverranno solo nei casi in cui lo sbilancio sia troppo sensibile; in tali circostanze bisogner provvedere in modo che il rischio della spedizione sia ridotto praticamente al minimo.
Sappiamo che le Societ d'Assicurazioni Americane preferiscono che, entro i limiti del possibile, vengano spedite solo quantit di oro non rilevanti da affidarsi a transatlantici veloci, i quali per la maggior parte dispongono di camere blindate, molto sicure.
Se poi, per un motivo o per l'altro, le Autorit Federali venissero a sospettare che si tenta un colpo ladresco contro la nave che trasporta l'oro, provvederanno senz'altro a trasferire, all'ultimo momento, il carico prezioso su un'altra nave.
D'altronde bisogna tener presente che talvolta diviene assolutamente necessario spedire forti quantitativi d'oro con una stessa nave. In tali casi bisogna provvedere affinch ogni uomo, nel porto di sbarco, non compia pi di sei viaggi consecutivi per il trasporto dei lingotti dalla nave ai furgoni, di modo che l'operazione di scarico non si protragga eccessivamente. Bisogna tener presente la delicatezza dell'operazione di scarico perch la possibilit di un furto  direttamente proporzionale al tempo impiegato nello sbarco."
Leggo il messaggio alla svelta, ma fingo di leggerlo lentamente. Anzi, faccio notare a Saltierra che vedo a stento le parole perch ho gli occhi malconci. Inoltre, a met lettura m'attacco alla bottiglia di whiskv e tracanno due sorsi, il che mi d tempo per venire ad alcune interessanti conclusioni, relative alla lettera che sto leggendo. Quando ho spostato il foglio davanti alla luce per prendere la bottiglia del whisky, ho notato qualcosa nella filigrana della carta. Si tratta di un foglio molto fine; i caratteri della macchina sono piccoli e le righe poco distanziate. Ma la cosa che pi m'interessa  la seguente: il foglio non  intestato e la carta porta una filigrana che ho gi notato di recente in una lettera che ho ricevuto da qualcuno... ci sono! Sicuro, la lettera del vecchio Harberry Chayse! Sono certo che si tratta della stessa filigrana. In altre parole, questo foglio non intestato sarebbe uno di quelli che si aggiungono al foglio intestato quando non  sufficiente per contenere la missiva.
Continuo nella finta lettura e intanto rifletto rapidamente. Ricordo quel che Mirabelle mi aveva detto: cio che il vecchio Chayse non si era ancora deciso per la seduta, anzi aveva quasi stabilito di mandare a monte tutto. Ebbene, si direbbe che qualcuno abbia rubato la carta da lettere in casa del vecchio, oppure che ne abbia ordinato appositamente un tipo identico per mandare in giro delle false lettere d'invito, contraffacendo la firma di Harberry Chayse.
Poi ricordo che Mirabelle mi ha detto che Charles Chayse era impegolato con la banda che cercava d'impossessarsi dell'oro, e a me sembra che il povero "mascherone" fosse legato mani e piedi. Forse  stato lui stesso a fornire la carta ai suoi complici. Comincio a pensare che l'assassinato fosse coinvolto nella trama fin dall'inizio; e forse, quando  venuto a scoprire che Myras Duncan indagava in merito, s' sentito la coda di paglia.
Ammettendo che il mio ragionamento sia giusto, qui avrei una spiegazione di prim'ordine per la lettera che Charles aveva scritto a Carlotta; intendo quella che ho trovato nella giacca nera di Saltierra. Charles, innamorato di Carlotta, si era affrettato ad avvertirla che Myras Duncan indagava abilmente e forse era sul punto di scoprire tutto. Charles quella sera voleva vederla per dirle di filarsela, prima che Myras cominciasse a pizzicare tutta la combriccola.
Ora comincio a capire che cosa aveva in mente Duncan durante il nostro colloquio nel bar di Moksie. Lui non sapeva esattamente che cosa contava di fare Charles Frene, ma era certo che stesse per spifferare qualcosa, e perci voleva mettermi a contatto con Charles in modo che io ricevessi le sue informazioni.
Il "mascherone" in quel periodo era innamorato cotto di Carlotta. Sapeva che, se voleva salvarla, doveva parlarle subito e dirle di filare, prima che Duncan cominciasse a interrogarlo.
Esaminata da questo punto di vista, la situazione comincia a schiarirsi nella mia mente. Alla fine mi pare di vedere un barlume di luce, oltre a quel poco che ho gi subodorato per mio conto. Il guaio  che la luce arriva un po' tardi. Mentre penso cos, tengo la mano contro la fronte e me ne sto seduto a fissare la lettera. Con la coda dell'occhio sorveglio Rudy e mi domando cosa stia per accadere.
Dopo qualche minuto gli consegno la carta, e noto con piacere che il braccio destro non mi duole pi tanto; ma io gli porgo ugualmente il foglio con la mano sinistra e poi ricado contro lo schienale della seggiola, come se fossi sfinito.
Rudy sbotta in una grande risata.
Ebbene, piedipiatti, mi fa, come vedi, l'ho studiata bene, e pensa che tu, in fondo, sai solo una parte del progetto. Ora ti far una proposta; non me ne importa un corno se l'accetti o meno, ma  pur sempre generosa.
Si accende una sigaretta e mi guarda attraverso la fiamma dell'accendisigari con quei suoi occhi odiosi da serpente.
Ecco come stanno le cose. Adesso ti dir tutto, cos ti renderai conto di quello che stiamo facendo. L'oro per cui voi vi preoccupate tanto ha lasciato New York circa dieci ore fa sul Maybury e, una volta che la nave  salpata, immagino che il Governo Federale abbia tirato un bel sospiro di sollievo, visto che non era accaduto niente di male. Ebbene, la cosa si spiega perch noi ruberemo l'oro in un modo semplicissimo, con un sistema che ti lascer di stucco, caro il mio babbaleo.
Si versa dell'altro whisky e lo tracanna, mentre continua a fissarmi. L'amico m'interessa sempre di pi.
E come?, dirai. Vedete, voi della polizia siete un po' sempliciotti e non avete pensato che questa impresa  di portata internazionale. A dirti la verit,  la prima volta che abbiamo gente che lavora per noi su entrambe le rive dell'Atlantico. Voi della polizia vi vantate di possedere una bella organizzazione. Ebbene, anche noi l'abbiamo.
"Il Maybury marcia come una carretta. Invece questo yacht, l'avrai notato, fila come un lampo, e tra un paio di giorni noi saremo in vista del Maybury. Ma non faremo nulla. Non andremo all'arrembaggio!
"E allora?... Ma  semplice: quando il Maybury getter l'ncora a Southampton, noi ci limiteremo a stare nei paraggi della costa, e intanto quelli scaricheranno l'oro dalla nave per spedirlo a Londra con un treno speciale notturno. La nostra squadra inglese sa gi tutto, in proposito.
"Benissimo. Ora veniamo al punto critico. Quando quelli staranno caricando l'oro sul treno, noi incroceremo fra Selsey Bill e Chichester. Su questo punto siamo gi d'accordo con la ganga inglese.
"Non appena il treno lascia Southampton, passa dal posto buono; e allora che cos'accade? Be', e qui l'amico ride all'idea del colpo, i ragazzi della ganga daranno l'assalto al treno. Una cosa mai accaduta in Inghilterra, e ti assicuro che i custodi del tesoro resteranno di stucco.
"Il macchinista di quel treno prezioso trover il binario sbarrato da qualcosa di grosso; scender per sgombrare la linea e si trover davanti qualcuno che gli spiana la pistola. Abbiamo quaranta uomini decisi, che sanno il fatto loro. Intanto un altro nostro amico, che se ne intende di ferrovie, penser a bloccare la linea per impedire l'arrivo di eventuali rinforzi. Secondo il nostro programma; anzi, secondo l'orario che abbiamo studiato, i lingotti d'oro verranno scaricati dal treno e caricati su due autocarri in venti minuti. Quindi gli autocarri fileranno nuovamente verso la costa, diretti a un certo posto che si chiama Havant. Una volta l, faranno dei segnali e noi ritireremo l'oro per mezzo di due lance munite di pontoni speciali che manderemo sulla costa.
"Calcoliamo cinque minuti per il carico dell'oro, poi le lance fileranno via e torneranno allo yacht.
"Quando la polizia inglese sar informata del furto, cercher l'oro in Inghilterra, perch del colpo sapr soltanto che i due autocarri hanno portato via i preziosi lingotti avviandosi per una strada laterale."
Che me ne pare? Ebbene, devo dire che la cosa mi sembra bene architettata e ho una mezz'idea che i banditi possano anche riuscire nel loro intento. Il fatto che il fratello di Skendall, ricoverato all'ospedale, abbia detto quello che ha detto prima di rendere l'anima, ha sviato parecchio la polizia degli Stati Uniti, perch le ha lasciato credere che la ganga avrebbe fatto il colpo prima che l'oro salpasse per Southampton.
Per, pensandoci su, mi pare che i banditi dovrebbero avere qualche preoccupazione in merito al proprietario della "Strega". Intanto io non so se quel brav'uomo  sulla nave. Io ho visto s un signore anziano, durante la seduta di San Reima, ma nessuno me l'ha presentato come Harberry Chayse, il ricco finanziere di Wall Street. Pu darsi (anzi,  quasi certo) che l'agente di cambio non sappia nulla della crociera intrapresa dal suo yacht. Appena quello si accorger che il panfilio non  pi nel porto di New London, denuncer la cosa alla polizia, e la polizia, che  gi all'erta, in vista di un eventuale colpo contro la nave Maybury, manger la foglia e capir che cosa sta accadendo.
Ma anche oasi Saltierra e i suoi uomini hanno un mucchio di tempo a loro disposizione per fuggire con i lingotti. La "Strega" fila ch' una meraviglia, e pu scegliere tra parecchi porti un rifugio sicuro, prima che la marina degli Stati Uniti le dia la caccia.
C' una cosa sola che ml tiene in pensiero. Io, personalmente, non posso aspettarmi aiuto da parte di nessuno. I federali non sanno neanche dove sono; non mi resta che sperare nel caso e augurarmi di combinare un bel colpo ai danni di Saltierra; cosa che, nelle circostanze attuali, non mi sembra delle pi probabili.
Allora guardo in faccia Rudy e gli dico:
Ebbene, io mi arrendo perch non posso far altro, conciato come sono. A che scopo stare a discutere con te, Saltierra? Ormai sono nelle tue mani. Dimmi qual  la tua proposta.
...
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...
Capitolo 10. QUALCHE GIORNO DI RESPIRO.
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...
Va bene, piedipiatti, risponde Saltierra, ecco qua la mia proposta.
Si alza ed apre l'obl che si trova dietro di me. Poi mi fa segno di guardare fuori. E vedo le acque chiare dell'Atlantico che si stendono per migliaia e migliaia increspate di schiuma. Fa freddo e non so perch, guardando la distesa dell'oceano, mi si stringe il cuore.
M' venuta una bella idea circa la fine che ti far fare, mi annuncia allegramente Saltierra., Quando un marinaio cominciava a dar segni di sofferenza, ai vecchi tempi dei pirati, sai che cosa faceva il comandante della nave? Faceva legare il malcapitato con una corda robusta, gliene passava un'altra sotto le ascelle e poi lo faceva calare in acqua, dopo aver assicurato la corda al parapetto di poppa. Cos l'amico veniva trascinato dietro la nave per qualche miglio, finch non dava segni di stanchezza, o per il freddo dell'acqua o per l'esaurimento. Allora l'uomo veniva issato nuovamente sul cassero e confortato con qualche sorso di liquore. Restava lass finch non si era rimesso e poi, pmfete, lo mettevano di nuovo a mollo. Finiva che il disgraziato, dopo un po', tirava le cuoia; me ce ne voleva, credimi, e la faccenda non era delle pi divertenti, per il marinaio almeno. Che te ne sembra della mia idea? Mi  venuta stamattina.
A dire il vero non mi pare molto allettante, rispondo., E con questo, che si fa?
Quello sogghigna come una iena.
S, l'idea  buona, ma bisogna che ci ripensi su. Tanto il bagno posso fartelo fare oggi come fra un paio di giorni. Di qui non puoi scappare. Nel frattempo ti far passare in una cabina vera e propria e mangerai da cristiano. Se ingrassi potrai resistere meglio, in acqua, e lo spasso durer pi a lungo!
Dopo di che chiama due uomini che infatti mi portano in un cabina, e mi ammanettano le mani sul davanti, sicch posso muovermi meglio di prima. Poi chiudono a chiave la porta e se ne vanno.
Io mi sdraio e rifletto con una certa comodit. Ma ho l'impressione che, per quanto io possa meditare, mi ci vorr ben altro per salvarmi dalla trappola dove sono capitato. A proposito di trappola mi domando perch mai quelli abbiano fatto venire a bordo anche il povero San Reima. Se l'hanno fatto per attirare me sulla "Strega" non c'era affatto bisogno di tenere la seduta medianica e il povero San Reima non ci avrebbe rimesso la ghirba.
Poi mi piacerebbe sapere dove diavolo se l' filata "Sbronzo", dopo che mi ha scritto la lettera che sapete circa la seduta di San Reima. E, infine, vorrei sapere un'ultima cosa: perch Harberry non si  fatto vivo se la seduta si teneva dietro sua volont? Infatti, se San Reima  intervenuto, l'avr fatto per ordine del vecchio finanziere. E allora come mai Harberry Chayse non si trova a bordo? Poich  evidente che sullo yacht chi comanda  Rudy Saltierra con la sua ganga.
A meno che... a meno che il vecchio Chayse non abbia fatto la fine del figlio; e non vedo davvero perch Saltierra avrebbe dovuto fermarsi davanti a un nuovo delitto, se gli conveniva.
Se il mio ragionamento  giusto, a bordo di questa nave non c' nessuna possibilit di salvezza, n per me n per chi si mette contro i disegni del gangsterone.
Rimango sdraiato nella cuccetta e penso, penso ma non riesco a capire tante cose. E poi mi dico che forse avr ancora due giorni di vita e poi tutto, per me, finir in fondo all'Atlantico.
Ad ogni modo, ora, i miei carcerieri mi trattano meglio e mi portano tre pasti al giorno e qualche sigaretta. Sebbene, devo confessarlo, ogni volta che la porta della cabina si apre mi aspetto di veder comparire Rudy Saltierra che viene a dirmi di cominciare il viaggio a rimorchio dello yacht...
Non riesco a sapere nulla circa la navigazione e il cameriere o, meglio, il guardiano che mi porta i pasti con tanto di giacca bianca, non risponde mai quando gli parlo. Si limita a sorridere come se fosse scemo.
Passano, due, tre, quattro giorni e non accade nulla; solo alla sera del quinto giorno, quando ho appena terminato di mangiare (operazione piuttosto scomoda quando si hanno le manette ai polsi), ecco che si apre la porta ed entra davvero Rudy. Deve aver bevuto considerevolmente e sembra soddisfatto di essere al mondo.
Ebbene, grande investigatore, come va?, mi domanda., Devi riconoscere che ti ho fatto passare cinque giorni magnifici. Che te ne pare ora di cominciare il bagno nell'Atlantico? La sera  piuttosto freddina e mi piacerebbe sentirti strillare un po'.
Fa' come vuoi, Saltierra, gli rispondo, fammi pure gettare in acqua, ma non parlare tanto. Ho le orecchie delicate, io!
Gi, vedo che non hai ancora calato le arie!, mi fa l'amico.
Si siede sulla cuccetta di fronte alla mia e si accende un sigaro., Senti un po', Caution; ora voglio farti un'altra proposta, mi dice, e se sei un dritto mi risponderai di s. O forse preferisci essere calato in acqua sull'istante?
Sai bene che c' incompatibilit fra me e l'acqua, sia salata sia dolce, ribatto, curioso di sentire la sua proposta., Dunque dimmi di che si tratta; sono tutt'orecchi!
Ebbene, io penso che presto o tardi qualcuno si accorger che questo yacht se n' andato con Dio e allora quelli della polizia cominceranno a stare in pensiero per noi e forse dirameranno qualche appello-radio per farci ricercare. Pu anche darsi che qualche guardacoste si metta in moto per avvistarci, non si sa mai. Ora io, in previsione di queste amorose ricerche che si intensificheranno fra qualche giorno, a colpo fatto, ho escogitato un simpatico piano e, d'altronde, anche Carlotta mi ha detto che, di solito voi, agenti federali, siete dei buoni marconisti.
Io mi limito ad assentire.
S, conosco l'alfabeto Morse e m'intendo un po' di trasmissione, gli dico., E con questo?
Ebbene, se vuoi conservare ancora un po' di vita nella tua brutta carcassa, diciamo per un altro paio di giorni, puoi ottenerlo, ed ecco come. Penso che domani l'oro sar gi a bordo e noi fileremo verso qualche posto che, per le mie buone ragioni, non ti dico. Ebbene, ora vedrai come c'entri. Tu hai il codice cifrato, vero? Intendo quello che usate nei rapporti col vostro comando. Sta bene: noi filiamo via con l'oro e tu stai in ascolto alla radio per captare messaggi dell'Ufficio Federale e poi me li traduci. Dopo di che tu trasmetterai un messaggio per tuo conto, sempre in cifra. Dirai che sei prigioniero su questo yacht e che sei riuscito a entrare nella cabina del radiotelegrafista, approfittando del fatto che tutti a bordo sono ubriachi. Dirai di avere sentito dire che lo yacht fa rotta verso Mizantla, in Vera Cruz.
"C' da scommettere che qualche nave ricever il tuo messaggio e lo ritrasmetter alle Autorit Federali e, in meno di un giorno, i guardacoste e forse anche qualche caccia ci cercheranno nel golfo dei Messico, con simpatico zelo."
Permettendovi cos di filare indisturbati per tutta la rotta, concludo per lui., Ebbene, io ci tengo a vivere ancora qualche giorno e sono contento che Carlotta abbia avuto un'idea cos luminosa. Per me non ho nulla in contrario, tanto pi che se voglio vivere ancora devo obbedirti. Ma, proseguo, che cosa mi succeder quando avr finito di fare il radiotelegrafista?
Ti spaccer con un colpo di pistola, da quello sporco questurino che sei, mi spiega Saltierra, e poi ti far gettare in pasto ai pesci. Ad ogni modo la tua sar una morte rapida o forse aggiunge con uno sbadiglio, preferisci la morte in umido che dura qualche oretta?
No grazie, Rudy, rispondo, ti ho detto che l'acqua non mi  mai andata. Preferisco una buona pallottola, se non hai nulla in contrario, e cerca di spacciarmi subito, altrimenti monto in bestia.
Vedo proprio che sei un dritto, osserva Saltierra., Benissimo, restiamo intesi cos.
Ancora un momento, Rudy gli dico., Ho pensato parecchio in questi giorni. Sono un tipo piuttosto curioso e il piano del gran colpo mi ha interessato molto; ora vorrei sapere ancora una cosa: che c'entrava Charles Frene in tutta questa faccenda? Perch l'hai spacciato?
L'amico ghigna.
Ah, sicch lo vuoi sapere? Ebbene, secondo me Charles sapeva troppe cose. Vedi, Caution, quel giovanotto non era poi scemo come pareva a prima vista. Inoltre s'era preso una cotta troppo forte per Carlotta e la cosa mi seccava., Qui ride apertamente., Charles Frene! Ma lo sai?, ora ti dir qualcosa di veramente interessante, anche per te. Se io non avessi scoperto la trama di quel bel tipo tu avresti potuto intervenire magnificamente e forse saresti riuscito a buscarti una promozione. Perch, a quanto sembra, Charles aveva ricevuto le confidenze di qualcuno e stava per parlare. Ma quel povero disgraziato ha avuto l'infelice idea di scrivere a Carlotta un bigliettino, in cui le annunciava che doveva confidarle qualcosa d'importante. Quando l'ho saputo ho ritenuto opportuno chiudergli la bocca una volta per tutte. A scanso di brutte sorprese. capisci?
Io fingo di cascare dalla luna.
Ma come? Charles non lavorava d'accordo con te, Rudy?
L'amico emette una delle sue risate cavalline.
Ma non dire sciocchezze!, mi fa., Mi credi cos stupido da mettermi con un tipo come quello? Charles frequentava il Select Club solo per vedere Carlotta, questo  tutto.
Io faccio qualche rapida riflessione.
Ma guarda che scherzi combina la vita!, dico io., Sicch se tu non l'avessi fatto fuori quello facilmente avrebbe cantato con Myras Duncan e noi, probabilmente, ti avremmo messo le manette.
Saltierra sogghigna nuovamente.
Proprio cos, Caution., Per poco quello scemo non mandava tutto all'aria. Figurati che io, fino alle sette di quella sera, non sospettavo di nulla sul suo conto. Solo alle sette ho visto la lettera e allora ho deciso di non farlo parlare con nessuno e gli ho saldato il conto.
"Se non l'avessi spacciato, aggiunge soddisfatto di se stesso, le cose si sarebbero messe male per noi e a quest'ora, forse, le manette le avrei io e non tu!"
Non dico una parola. Saltierra resta l ancora per qualche minuto a vantarsi della sua decisione energica presa cos tempestivamente e, dopo avermi lasciato capire che si crede un padreterno, se ne va.
Me ne sto disteso sulla cuccetta a pensare, perch mi  venuta un'idea davvero buffa. Un'idea che butta per aria tutte le mie precedenti ipotesi su questa faccenda maledettamente intricata.
Datemi retta un momento: prima mi ero figurato che Charles Frene fosse impegolato in questo colpo fin dall'inizio e che poi, si fosse preso paura e avesse deciso di parlare con qualcuno della polizia, ma ora Rudy mi dice che Charles non entrava affatto nella trama e non c' nessuna ragione per cui Rudy dovrebbe mentirmi in proposito, dato che Charles  morto e che, a quanto pare, ben presto anch'io lo seguir nell'al di l. E inoltre sembra che Rudy non sapesse nulla delle intenzioni di Charles fino alle sette della sera in cui lo ha ucciso, il che forse sta a significare che Carlotta gli ha mostrato la lettera a quell'ora e gli ha detto che il "mascherone" sapeva qualcosa.
Ma, alla fine, m' venuta un'ispirazione che forse pu significare qualcosa. E sapete perch mi  venuta? Perch Rudy mi ha detto che non aveva premeditato l'assassinio di Charles, ma aveva deciso l per l. Ebbene, questo mi ha fatto venire un'idea che  talmente nuova e strabiliante da farmi restare mezzo allocchito, e sapete che ce ne vuole per impressionare Lemmy Caution.
E cos comincio a guardare la faccenda da un angolo nuovo, dopo aver fatto piazza pulita di parecchie ipotesi faticosamente architettate. Se vi ricordate, io vi ho detto, forse in principio di questa storia, che ero tornato nel locale di Joe Madrigaul poco dopo essere stato rilasciato dalla polizia, e mi ero messo a sedere al tavolino nella sala buia e bevendo il whisky rimasto nella bottiglia di un avventore. Ebbene, sar stato l'alcool o l'ispirazione, ma anche allora mi era venuta un'idea bizzarra. E l'idea che m' venuta adesso, sebbene sia un'altra, concorda in linea di massima con la prima e se io potessi uscir vivo da questa nave-trappola credo che potrei davvero farmi onore, nella faccenda dell'oro rubato.
Fino alla sera successiva non succede nulla, poi, a un tratto sento che la velocit dello yacht diminuisce considerevolmente. Saranno un dieci minuti da che il cameriere ha portato via il vassoio con i resti della cena, quando si apre la porta ed appare Carlotta. Il suo viso  pi bello che mai, e mi sorride radiosamente. Io me ne sto seduto sulla sponda della cuccetta e vedo che la dama  seguita dall'ufficiale di marina dalla grinta poco rassicurante. Sembra che l'amico abbia bevuto abbondantemente anche questa volta.
Buona sera, Carlotta, faccio, come mai questa visita? Sei venuta a giocare un po' con la bestia in gabbia?
Lei sorride e mi mostra i denti candidi.
Perch non vi comportate civilmente?, ribatte., Credo che dovreste essere contento di vedermi. Se non fosse stato per me a quest'ora sareste gi in fondo all'oceano, signor Caution!
Signorina, le dico, su questo punto avete ragione e vi ringrazio dal profondo del cuore. Avete avuto davvero un'idea graziosa ricordandovi che io posso fare da radiotelegrafista per il vostro yacht, anche se questo mi permetter di vivere solo pochi giorni ancora.
E che cosa avrei dovuto fare, per un tipaccio come voi? Comunque, tenete presente una cosa, signor Caution. Non cercate di giocarci qualche scherzo con la radio! Voi dovete limitarvi a raccogliere i messaggi che ci riguardano e trasmetterceli immediatamente e fate attenzione a tenere le mani lontano dall'apparecchio finch qualcuno non vi dir di servirvene. Guardatevi dal farci qualche scherzo, perch la passereste brutta!
D'accordo, signorina, le dico, far il bravo ragazzo, ma non vedo il motivo per cui non potreste farmi portare una bottiglia di whisky. E poi, c' un'altra cosa: dato che io mi comporter bene, perch non mi fate togliere almeno cinque minuti queste manette? Dovete capire che le porto da cinque giorni e che sono alquanto scomode.
E sta bene, mi risponde la bella, forse potr farvi avere la bottiglia e parler anche a Rudy delle manette; come avrete capito  lui che comanda, a bordo.
Infatti mi lascia solo e torna, dopo alcuni minuti. E sapete che cosa vedono i miei occhi ammaccati? Una bella bottiglia di whisky scozzese e qualche bicchiere sul vassoio. Carlotta dispone il tutto sul tavolo e poi viene da me e mi strizza l'occhio. Infine, con la chiavetta, mi libera delle manette.
Quasi mi pare simpatica, in quel momento!
Che senso di sollievo provo a poter muovere le braccia liberamente!
Non cercherete di fare qualche pazzia, vero?, mi avverte Carlotta., Perch, vedete. il signor Kertz qui presente ha in tasca la berta e forse sarebbe contento di farvi la pelle.
Kertz mi guarda e si batte un colpo sul petto nei paraggi dell'ascella di sinistra e, dall'espressione del suo brutto muso, mi pare che non ci penserebbe su due volte a prendermi come bersaglio.
State tranquilla, cara, rispondo alla dama, non far follie di nessun genere. E ora, se bevessimo un goccio?
Mi alzo e verso il liquore nei tre bicchieri. Carlotta se ne sta all'altro capo del tavolo e ha messo la chiavetta delle manette l, davanti a lei. Proprio di fronte a me, alla destra del vassoio, c' una rivista e a sinistra un portacenere. Ora mi  venuta una bella idea. Se posso mettere il portacenere sulla chiavetta e se poi riesco a far arrabbiare Carlotta un pochino, pu darsi che si dimentichi della chiavetta.
Detto fatto comincio a discutere con Kertz sulla velocit della nave, contraddicendolo apertamente. Quello abbocca e ribatte accalorandosi. Intanto io spingo col gomito la rivista verso il portacenere e finisco col coprire la chiavetta. E Carlotta, che  occupatissima a guardare l'oceano dall'obl, ad un certo punto ci dice che possiamo anche piantarla, con la discussione., Voi, Caution, siete un piedipiatti e non v'intendete di navigazione, brontola, e voi, Kertz siete ubriaco come una scimmia. Perch non la smettete, domando e dico?
Questo  il momento buono per me.
Ma certo!, le grido, e credete forse che dovremmo ammirare il vostro musetto, bellezza? Nessuno vi ha mai detto che finite con lo scocciare divinamente, con le vostre pose feline? Ma lo sapete che cosa vi dico? Che voi e il vostro compare e capobanda non la spunterete. Nonostante l'assassinio di Myras Duncan, di Charles Frene e di San Reima non caverete un ragno dal buco. E anche se mi getterete in pasto ai pesci il gran colpo fallir!
"Voi gi state congratulandovi a vicenda e non pensate minimamente alla possibilit che i federali vi peschino. Poveri illusi! Finirete tutti sulla sedia elettrica. E l, mia cara, andr a friggere anche i vostro bel culetto!
Carlotta diventa livida per la rabbia.
Mascalzone d'un piedipiatti! Ora imparerai a parlare con le signore! Kertz, mettetegli le manette di nuovo! E dategli un pugno sul muso per mio conto.
Mi alzo. Kertz estrae la pistola immediatamente.
Stai calmo, amico, mi fa strascicando la voce., Basta solo un gesto perch ti impiombi. Mettiti le manette intorno ai polsi!
Obbedisco e quello fa scattare i braccialetti con un colpo secco. Poi rimette la pistola nella fondina e mi molla un pugno al mento. Cado indietro nella cuccetta. Con tanto di mani legate prendo il cuscino e lo sbatto contro Carlotta. Quella si volta, mi sibila una parolaccia e se ne va indignata.
Sono riuscito a farle dimenticare la chiavetta sotto il portacenere, perbaccolina!
...
.
...
Capitolo 11. IL BAGNO FREDDO.
...
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...
Torno a stendermi sulla cuccetta e rimango in ascolto. Sento un discreto andirivieni sul ponte e immagino che si avvicini il momento decisivo. Resto ancora cinque minuti disteso e poi concludo che n Carlotta n Kertz si sono pi ricordati della chiavetta.
Allora mi alzo e prendo di sotto il portacenere l'oggettino del mio cuore.
Dall'altro lato della cabina c' una specie di cassettone. Infilo la chiavetta, dalla parte dell'anello, fra un cassetto e la tramezza. Cos la chiavetta sta salda e posso farla entrare nella minuscola serratura a scatto delle manette. Due minuti dopo ho le mani libere. Poi nascondo la chiavetta nel risvolto dei calzoni e quindi introduco a forza dei pezzi di fiammiferi nella serratura delle manette, in modo che impediscano lo scatto completo della molla ma, nel contempo, diano l'impressione che le manette son chiuse saldamente; infine me ne torno sulla cuccetta.
Resto cos a riflettere per una mezz'oretta. Adesso la "Strega"  proprio alla fonda perch non si muove pi del tutto. Non sento lo schiaffo del mare contro i fianchi della nave n il vibrare monotono dei motori. Poi qualcuno apre la porta e Rudy entra.
Ora alzati, bestione, mi fa poco gentilmente, perch voglio farti vedere qualcosa che ti permetter di capire come mai voi della polizia generalmente vi fate fregare da noi altri. Su, alzati dalla cuccetta e vieni fuori con me. Per guarda di non fare movimenti sospetti altrimenti ti sparo nella spina dorsale!
E va be', Rudy, gli rispondo, non c' bisogno di minacciarmi per cos poco. Dopotutto sono contentissimo di uscire da questa cabina e di vedere un po' di mondo!
Esco nel corridoio, vado su per la scalata ed eccomi sul ponte. Rudy mi sta dietro.
Dio! adesso s che respiro! Dopo essere stato rinchiuso tanti giorni mi sembra di rinascere. Mi guardo intorno. La sera  buia, per capisco che ci troviamo fermi a circa un miglio dalla riva. Vedo, in distanza, le scogliere biancastre della costa inglese.
Mi avvicino al parapetto e mi ci appoggio.
Tutto ti favorisce, stasera, dico all'amico, e anche l'assenza della luna giova alla riuscita della tua impresa.
Lo spero bene, fa lui, ma il bello deve ancora venire. Ma scherziamo, forse? Si tratta di dieci milioni di dollari e se vuoi vedere come si fa ad arraffarli non hai che da stare a guardare!
 quello che sto facendo!
E fisso Rudy che ha assunto una certa aria sentimentale.
La ricchezza, ecco una cosa che ho sempre desiderato. Le somme modeste non mi hanno mai fatto gola. Io voglio o il gran colpo o nulla.
Mi guarda e sorride compiaciuto.
Ma rifletti un po', piedipiatti, aggiunge, se sei ancora capace di connettere le idee. Fra un mese, quando i pesci ti avranno gi spolpato, noi due, io e Carlotta, saremo nel Sud-America o forse nel Messico e vivremo beatamente in una bella hacienda bianca!
Ah, bisogner vedere quanto tempo Carlotta ti rester fedele, ribatto io, perch tu l'hai visto com' fatta quella donna. Appena trova un tipo pi ricco abbandona l'amico di turno. E cos il povero Frene  finito nella pattumiera appena sei spuntato tu. No, Rudy, non t'invidio davvero.
L'altro, in risposta, ride sguaiatamente.
Ah, chiudi il becco, piedipiatti! In questo momento sono talmente contento che posso sopportare anche le tue sciocchezze. Carlotta rester sempre al mio fianco perch sa che non ce n' uno che possa superarmi, in tutto il mondo!
Mi guardo in giro e vedo che sul ponte ci sono, almeno, venti uomini dalle grinte infernali. C' anche Carlotta, il capitano Kertz e non so cosa darei per vederli tutti legati saldamente a certe sedie che so io.
Restiamo in attesa senza parlare. Dopo circa un quarto d'ora Kertz grida:
Ecco il segnale, Rudy. Guarda laggi, a destra!
Guardiamo tutti verso il punto indicato dall'ufficiale. Sulla scogliera  apparsa una piccola luce. Ammicca e si spegne. Si accende e si spegne per cinque volte e poi non la si vede pi.
Okay, fa Rudy, muovetevi, ragazzi, e fate alla svelta!
Mi muovo anch'io e subito sento qualcosa di duro contro le reni.
L'ordine non riguarda te, piedipiatti, m'avverte Saltierra., Tu stattene qui buono e contentati di guardare. Altrimenti questa girandola fa fuoco da sola!
Una dozzina di uomini dell'equipaggio corre a prua. Guardo da quella parte e vedo che per mezzo di una gru stanno calando in acqua due lance a motore, una per lato dello yacht. L'equipaggio si divide in due gruppi e vanno a prendere posto nelle imbarcazioni che in pochi minuti vengono calate in acqua.
La lancia di sinistra parte per prima e va a raggiungere la sua compagna che era rimasta immobile sull'altro lato della nave.
Intanto un terzo gruppo di uomini ha tirato fuori due zattere di gomma. Le aprono e le gonfiano d'aria e infine le gettano in acqua. Gli uomini sulle lance le assicurano immediatamente dietro le rispettive imbarcazioni.
Credo di capire a che punto stiamo: il colpo contro il treno  andato bene. Gli amici si sono impossessati dei lingotti. Ed ora le lance a motore, con tanto di zattere al seguito, vanno a ritirare il bottino sulla costa.
Do un'occhiata a Rudy e vedo che la mano destra, armata di pistola, gli trema per l'eccitazione. Dietro di lui c' la bella Cicuta, con Kertz al fianco. Capisco che, se voglio agire non posso pi tardare un secondo.
Tutti sono intenti a guardare le due lance. Mi libero delle manette di colpo e mi giro. Prima ancora che Rudy ci capisca qualcosa gli mollo un diretto in mezzo agli occhi e l'amico va gi lungo disteso, come se gli avessero dato una mazzata sulla nuca. Poi abbasso la testa e mi butto addosso a Carlotta che emette un gridolino e cade travolgendo anche Kertz.
Quindi, prima che qualcuno si renda conto di quel che sta succedendo (e, senza dubbio, il buio della notte favorisce il mio piano), salto oltre il parapetto e mi getto a tuffo. Cielo, che acqua fredda! Decido che questo bagno gelato non  di mio gusto ma, d'altra parte, so che, se emergo l vicino, quelli mi centrano con qualche pallottola. Filo sott'acqua, percorrendo un largo semicerchio finch non vado a finire contro il fianco della "Strega". Solo allora mi premetto di tirar fuori la testa per dare un po' d'ossigeno ai polmoni e vedo che mi trovo sotto la poppa.
Di sopra, sul ponte, c' un gran movimento e si sente qualche sparo e qualche grido. Dopo un minuto una delle lance gira dalla mia parte e poco dopo spunta anche la seconda. Capisco che quelle vengono in cerca proprio di me, ma ben presto gli uomini che stanno a bordo delle lance pensano proprio quello che, secondo me, dovevano pensare: cio che io non sono tanto scemo da restarmene l, sotto la poppa.
Quando le due lance si sono allontanate io giro a destra e comincio a nuotare sott'acqua, verso la prua. Raggiungo la catena dell'ancora e mi aggrappo ed emergo solo col naso, per respirare e per orientarmi. Mi sembra di essere al sicuro, in quella posizione.
Passa qualche minuto, poi una delle lance ritorna e io mi calo sott'acqua, per lasciarla passare. Dopo di che, sempre restando aggrappato alla catena, con la sinistra mi sfilo le scarpe; poi abbandono la catena e mi libero anche della giacca. E infine nuoto verso la costa sempre cercando di non farmi vedere. Il mare  abbastanza mosso e questo mi giova perch il rumore delle mie bracciate si confonde con quello delle onde. Intanto vedo che le due lance si sono disposte ai lati dello yacht e la cosa mi stupisce. Si direbbe che ora gli uomini di Rudy ripetano la manovra di poco prima in senso inverso e cio che vogliano issare le lance sulla nave.
Continuo a nuotare nell'acqua gelida, a grandi bracciate. Mi sento mezzo intirizzito; fortunatamente  il momento dell'alta marea e il vento spira verso la costa. Ad ogni bracciata il mare stesso mi avvicina di un bel tratto alla riva.
Mi volto a guardare verso la "Strega". Sebbene non ci siano luci accese a bordo vedo distintamente la nave. E vedo anche una macchia chiara che sale contro la murata. La lancia viene issata per mezzo della gru. Questo significa che Rudy Saltierra rinuncia all'oro e intende filarsela al largo al pi presto.  roba da matti. Per quanto abbia una grande stima di me stesso mi pare sproporzionato che un tizio lasci perdere dieci milioni di dollari per il semplice fatto che un certo Lemmy Caution  saltato in mare e, probabilmente, sta nuotando verso la costa. A meno che... a meno che Rudy, sicurissimo fino a questo momento che nessuno avrebbe denunciato la scomparsa dello yacht, abbia ora una paura tremenda che io avverta la polizia inglese del colpo tentato con uno yacht di propriet del vecchio Harberry Chayse...
Intanto sento in distanza un rumore di ferraglie. Quelli stanno tirando su l'ancora, pronti per filare.
Continuo a nuotare e intanto mi dico che Lemmy, con quell'acqua fredda, non ce la farebbe mai ad arrivare in salvo se non fosse per l'alta marea che lo aiuta magnificamente. E dire che il povero Lemmy sa nuotare, e come!
Ho percorso un bel tratto e mi volto di nuovo indietro. Vedo che adesso a bordo della "Strega" hanno acceso le luci e che lo yacht si allontana nella notte. Non c' dubbio! Rudy se ne va!
Finalmente ce la faccio sul serio. Nonostante sia stanco morto mi sento rinascere. Supero le poche bracciate che mi restano e comincio a correre, anche per riscaldarmi un tantino, perch sono mezzo congelato. Inoltre penso sempre che potrei incappare nella ganga che ha svaligiato la carrozza blindata del treno inglese e perci sto con gli occhi bene aperti.
E continuo a riflettere sulla situazione, per quel mio benedetto vizio di tenere sempre in moto il cervello oltre che i muscoli. Intanto penso alla faccia che faranno i banditi, vedendo che Saltierra li pianta in asso al momento buono. Per di pi, ora quei bravi figlioli cominceranno a preoccuparsi per la polizia locale che, certamente, avvertita dell'assalto del treno, star inseguendoli a rotta di collo.
Finalmente scorgo una luce e quando mi avvicino vedo che si tratta di una specie di fattoria. Adesso i denti mi battono a tempo di valzer e, si pu dire che sono divenuto paonazzo per il freddo ma, a parte questo, mi sento a posto.  certo ad ogni modo che sto meglio qui che nell'acqua con tre pallottole in corpo.
Mi fermo davanti alla casa e spio nell'interno dalla finestra. Scorgo una donna e un vecchio che fa un solitario con una gran teiera al fuoco. Vi accorgete subito di essere in Inghilterra, quando vedete una teiera in tutte le case.
Giro dalla parte della facciata e busso alla porta. Il vecchio viene ad aprire. Mi guarda e mi fa:
Siete tutto bagnato. Siete stato in acqua, per caso?
Come freddura non c' male; no?
Gli dico di s, gli racconto che sono caduto in mare da non so che barca e gli domando se ha il telefono e se, per favore, me lo lascia usare.
Lui dice., Ma certo!, ed io lo seguo nell'atrio, dove mi mostra il telefono. Appena alzo il ricevitore dico alla signorina dei centralino di darmi Whitehall 1212 (che sarebbe poi Scotland Yard) e quando ottengo la comunicazione chiedo di parlare con l'ispettore Herrick (un funzionario simpaticissimo che si  occupato con me del caso van Zelden); il piantone, dall'altro capo del filo si fa dare il mio numero dicendo che mi chiamer fra poco. E infatti dopo dieci minuti sento la voce di Herrick, al microfono.
Accipicchia, se resta sorpreso sentendo che parla con Lemmy Caution! Altro che! Specialmente quando l'informo che sono in calzoni e camicia, bagnato fino alle ossa, in un punto imprecisato della costa.  talmente sorpreso che non vuole neanche credermi e cos per provare la mia identit, devo riferirgli due particolari della faccenda van Zelden, che conosciamo solo noi della polizia. Finalmente si persuade e io posso riferirgli come stanno le cose.
Alla fine Herrick mi dice di fermarmi nella fattoria a bere del t caldo e anche del vino brul e tutto quello che pu rimontarmi il morale, almeno finch lui non avr telefonato alla polizia di Bognor, per ordinare di mandare una macchina a prendermi, con un paio di calzoni asciutti e forse anche una giacca decente. Mezz'ora dopo arriva l'automobile, mi carica e mi porta immediatamente in un piccolo albergo di Southampton, il Silver Grid, dove resto finch non arriva Herrick. Per prima di venirmi a pendere i poliziotti di Bognor hanno avuto la gentile idea di passare da un negozio d'abiti di Chichester, dove hanno rifornito il mio guardaroba di un completo color grigio-tortora.
Sono le tre passate quando arriviamo al Silver Grid di Southampton dove gi sono atteso e mi  stata assegnata una stanza. Prima di mettermi a letto faccio un bagno caldo che mi rianima oltre ogni dire. Poi indosso un pigiama che mi viene offerto dal gerente dell'albergo in persona. Ed ecco che, circa mezz'ora dopo, arriva il grande Herrick.  accompagnato dal suo aiutante e da due agenti in borghese.
Credetemi, sono proprio contento di rivedere Herrick. A guardarlo cos, a prima vista, non lo si direbbe un ispettore di Scotland Yard. Si penserebbe piuttosto a un sensale di carboni o un agente di assicurazione.  un tipo alto e magro, con gli occhi molto luminosi, e porta la bombetta all'indietro in modo d'aver libera la fronte. Io, personalmente penso che se il cappello resta in quella posizione barocca  soltanto perch lo sostengono le orecchie a ventola... per, come poliziotto, Herrick  proprio bravo.
Perde difficilmente la sua flemma e ha un buon cervello. Mi piace; l'amico. Ci mettiamo davanti al camino e parliamo. Gli racconto la storia, dal principio alla fine, con tutti i particolari e poi gli dico quello che, a mio modesto parere, dovrebbe accadere ora.
Prima di tutto si pu essere certi, che l'oro si trova ancora sull'isola, anche se non  certo rimasto nel punto della costa dove avrebbe dovuto essere imbarcato. Ma c' una cosa che io taccio a Herrick, una cosa che tengo per me perch sembra talmente strabiliante che, a dirlo, rischio di non essere creduto.
Forse ci siete arrivati anche voi.  quello che pensavo mentre correvo su per la costa verso la fattoria illuminata.  una cosa che salta agli occhi: Saltierra ha cambiato tutto il suo piano ed  filato via immediatamente per i semplice fatto che io, Lemmy Caution, sono saltato in acqua. In altre parole l'amico  stato costretto a rinunciare all'oro proprio sul pi bello, quando era quasi riuscito nel suo intento solo perch dopo la mia fuga si sarebbe saputo che i lingotti erano stati portati via sulla "Strega".
 questo il punto che mi fa riflettere profondamente; in fondo tengo per me la mia idea, anche perch il mio silenzio non ha molta importanza, per il momento.
Io e Herrick restiamo seduti per tre ore a studiare la faccenda da tutti i lati nonch il sistema migliore por recuperare la refurtiva che, certamente, dev'essere nascosta in qualche punto dell'isola. Poi Herrick scende a pianterreno e fa due lunghe telefonate; subito dopo ritorna da me, mi d la buona notte, mi lascia del denaro inglese insieme a un passaporto provvisorio, che mi servir principalmente con la polizia; quindi se ne torna a Londra.
Io resto l a meditare davanti al fuoco. Penso a Rudy e penso anche a Carlotta. Sano ben strane, le donne!Ecco qua, una bella signorina che canta bene come Dinah Shore, che ha una figura magnifica e anche una certa personalit. Eppure preferisce seguire un farabutto come Rudy Saltierra, uno sporco assassino il cui unico divertimento, quando ha fiutato un pizzico di cocaina, consiste nel "far fuori" la gente
Vi dico questo per convincervi, ancora una volta, che le donne non ragionano col cervello e che non si sa mai per che verso prenderle. Tuttavia devo confessarvi che, tutto considerato, provo un certo senso di gratitudine per Cicuta perch, se non fosse stato per lei, che ha suggerito a Saltierra di tenermi in vita per rispondere ai messaggi radio, io a quest'ora sarei stato assunto in paradiso in pianta stabile.
Alla fine mi stufo di riflettere intorno all'ambigua Carlotta, termino di fumare la mia sigaretta ci bevo su un mezzo bicchiere di whisky e m'infilo sotto le coperte rivolgendo un grato pensiero a quel santo uomo che invent il letto.
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Capitolo 12. NOTIZIE SENSAZIONALI.
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Mi sveglio che sono le dieci passate. Mi faccio portare la colazione in camera e anche i giornali. Parlano tutti dell'aggressione al treno, ma io mi lancio sul Daly Sketch che riporta la relazione messa insieme da me e da Herrick. Ecco che cosa scrive il giornale:
UN'INCREDIBILE AGGRESSIONE
Nessun episodio, per quanto audace, negli annali delle rapine del West, pu reggere il confronto con l'aggressione sensazionale avvenuta la notte scorsa contro il treno che portava un carico di lingotti d'oro, del valore complessivo di due milioni di sterline, da Southampton a Londra.
Il treno venne fermato da una quarantina di uomini armati di mitra. Le porte della vettura blindata furono fatte saltare mediante l'estratto di nitroglicerina che i delinquenti chiamano "zuppa"; le guardie furono sopraffatte e i lingotti d'oro vennero trasferiti dalla vettura in alcuni autocarri che stazionavano nelle vicinanze.
Il sistema adottato per questo colpo audacissimo dimostra che i banditi avevano studiato accuratamente il loro piano. La rapidit con cui l'oro fu portato via dal treno,  indice d'un'organizzazione meticolosa. Finora la polizia brancola nel buio, per quanto riguarda l'identit dei banditi e ignora anche la localit in cui il prezioso metallo  stato portato.
L'ispettore di polizia Herrick, che si occupa dell'inchiesta,  certo che fra i banditi si trovino persone pratiche della ferrovia. Infatti, il metodo usato per fermare il treno carico dei preziosi lingotti, in una localit a circa tre miglia dal passaggio a livello di Havant rivela, con particolare evidenza, questa competenza tecnica.
Il treno dell'oro si trovava a circa cinque miglia da detto passaggio a livello, quando due grossi autocarri si scontrarono, proprio mentre cercavano di sorpassarsi sul tratto di binario che attraversava la via. Le ruote si agganciarono e l'autocarro pi leggero si capovolse.
Questo avveniva all'una antimeridiana di oggi, e la localit era deserta. L'addetto al casello ferroviario di Havant, comprendendo che ci sarebbe voluto parecchio tempo per sgomberare il binario (nel frattempo i conducenti dei due autocarri si erano eclissati) espose il segnale di "via ingombra" e cos il treno dovette fermarsi a circa tre miglia dal passaggio a lavello.
Il giornale continua raccontando abbastanza fedelmente l'aggressione al treno fermo da parte dei banditi, numerosi e bene armati. Porta anche la testimonianza del macchinista e del capo degli agenti di guardia, rimasto ferito nello scontro. I quattro uomini di scorta erano stati sopraffatti rapidamente e immobilizzati. Poi, come abbiamo detto, la vettura blindata era stata aperta con un esplosivo e infine i banditi avevano sgraffignato i lingotti perdendosi nella notte. E il cronista continua:
La polizia, concentratasi nella zona poco dopo aver appreso la notizia della strabiliante rapina, non  riuscita, nonostante le intense ricerche, a scoprire la via presa dagli autocarri carichi del prezioso bottino. Disgraziatamente il grande traffico di quelle strade, che non rallenta neppure nelle ore notturne ha impedito che venissero notati in maniera particolare gli autocarri che portavano via il prezioso carico.
La polizia spera tuttavia di scoprire qualche indizio quando i banditi cercheranno di vendere i lingotti.
Volto pagina e leggo nelle recentissime questo trafiletto:
Servizio esclusivo per il "Daly Sketch".
Facendo seguito all'articolo di cronaca relativo al grosso furto dei lingotti d'oro il "Daly Sketch" apprende che il signor Lemuel H. Caution, Agente Federale degli Stati Uniti, incaricato d'indagare su un eventuale tentativo di furto dell'oro che doveva essere spedito dagli Stati Uniti in Inghilterra,  riuscito nella notte scorsa a fuggire da uno yacht privato americano rubato, in cui i banditi lo tenevano prigioniero. Questa fuga, quanto mai movimentata, accresce di un episodio romanzesco la carriera del noto agente federale gi distintosi in Inghilterra nell'affare van Zelden.
Intervistato all'albergo Silver Grid l'agente speciale Caution ci ha dichiarato:
"Sono convinto che questo audacissimo furto sia opera di una cricca internazionale. Sono anche certo che solo la mia fuga della scorsa notte dallo yacht ha impedito che i preziosi lingotti venassero imbarcati sulla "Strega" stessa e portati chiss dove. Quanto a me, rester qui, pronto ad aiutare la polizia inglese se ne sar richiesto".
YACHT PIRATA ABBANDONATO.
La nave da carico "Washington Trader", ha lanciato oggi un marconigramma secondo il quale uno yacht, le cui caratteristiche corrispondono a quelle della "Strega"'  stato avvistato nelle prime ore di stamani in fiamme e, secondo tutte le apparenze, abbandonato.
La notizia mi fa piacere e sono contento anche della cronaca del furto, che segue la falsariga del rapporto mio e di Herrick. Adesso io devo semplicemente aspettare che Herrick trovi qualche indizio e mi dica quello che devo fare.
Intanto gironzolo un po' per Southampton, poi telefono all'Ambasciata degli Stati Uniti a Londra, per spiegare dove mi trovo e alla fine ottengo il permesso di proseguire in Inghilterra la mia inchiesta.
C' un unico neo nella mia situazione. Il segretario dell'Ambasciata mi ha raccomandato di preparagli un bel rapporto su quanto mi  successo e di mandarlo al Direttore dell'Ufficio Federale Investigativo. Accidenti, per me,  proprio un tiro birbone! Non mi garba affatto scrivere i rapporti, tanto pi che non mi sento molto sicuro nell'inglese classico. Ad ogni modo dico che va bene e me ne torno al Silver Grid.
Mi procuro l'occorrente per scrivere e un dizionario inglese e mi ritiro nella mia stanza. Quando entro resto molto sorpreso poich seduto davanti al fuoco trovo nientemeno che "Sbronzo"! L'amico ha al suo fianco una bottiglia di whisky e i relativi bicchieri; tuttavia non mi sembra alticcio.
Mi guarda, sorride e mi saluta con un cenno della mano.
Come va, Caution?, mi dice., Ci scommetto che non te l'aspettavi di incontrarmi da queste parti.
Sono proprio contento di vederlo. Poi beviamo assieme e il cronista mi dice:
Senti un po', sai che ho provato un po' di rimorso per il consiglio che ti ho dato giorni fa? Se non fosse stato per me forse tu non saresti andato a New London e non ti saresti trovato a un pelo dal finire in bocca ai pesci; accidenti, chi se lo immaginava che Saltierra stava preparando uno scherzo simile? E cos, due ore fa, quando sono arrivato con il Minnetonka e ho letto i giornali, sono corso direttamente qui. Che bellezza, rivederti sano e salvo!
Gli riempio di nuovo il bicchiere.
Su, lascia stare i sentimentalismi, gli dico, e raccontami tutto quello che sai.
Ecco come sono andate le cose, Lemmy; quando ti ho lasciato quella sera nel locale di Joe Madrigaul mi  venuta l'idea di aiutarti in un modo concreto nella tua inchiesta. Cos m'informo in giro e poi vado a trovare il vecchio Harberry Chayse, che  un brav'uomo un po' fissato, ed  convinto che San Reima abbia davvero delle facolt soprannaturali. Prima di lasciarmi il finanziere mi dice che ha pensato di convocarvi tutti a bordo del suo yacht, la "Strega" e io mi precipito a scriverti un biglietto in cui ti spiego le sue intenzioni perch penso che ti convenga andare sulla nave per vedere se salta fuori qualche novit.
"Pi tardi, quella sera, torno a trovare il vecchio. A quanto pare nel frattempo la signorina Mirabelle Gayford gli ha parlato e l'ha convinto a non fare pi la seduta. Durante quella visita vengo a sapere che il finanziere aveva gi scritto a Saltierra di presenziare alla seduta sullo yacht e pi tardi ha disdetto tutto con una telefonata. Ora a me sembra che Saltierra abbia approfittato della circostanza per impossessarsi della "Strega" per seguire con quella il Maybury e giocare un po' al pirata moderno.
"Poi, tutt'a un tratto mi viene un'idea. E se Saltierra cercasse di fare il colpo dell'oro? Disponendo di uno yacht cos veloce, potrebbe venir travolto dalla tentazione. Ad ogni modo, appena mi viene quest'idea, la comunico ad Harberry Chayse, il quale s'imbestialisce contro Saltierra che l'ha ingannato e dice che vuol fargli la pelle; tanto pi che ora il vecchio comincia a sospettare che sia stato proprio Rudy a sistemargli il figlio adottivo.
"Cos torniamo a New York e il finanziere si affretta a rivolgersi a un'agenzia investigativa per far perquisire l'appartamento di Rudy. E l, cosa si trova? Una lettera che Rudy aveva gettato nel camino ma che non  bruciata. E nella lettera ci sono dei particolari su tutta la faccenda e c' anche l'indirizzo di un tale di qui!
"Il vecchio schiuma dalla rabbia e mi domanda se io sono disposto ad aiutarlo nella sua vendetta contro Saltierra. Figurati se io ci sto! Se non altro penso che verr a sapere tutti i particolari di questo affare sensazionale, dai quale trarr una serie di articoli addirittura esplosivi. Ma il vecchio non mi vuol dare l'indirizzo che ha trovato nella lettera. E cos non so dov' nascosta la base d'appoggio inglese di Saltierra. Ad ogni modo partiamo immediatamente per l'Inghilterra e, appena arrivati qui, leggiamo sui giornali la storia del furto dei lingotti d'oro. Mentre io leggo e abituo le gambe alla terraferma, ecco che il vecchio Harberry scampare. Noleggia una macchina e fila a Londra... almeno cos mi hanno detto all'autorimessa.
"Ebbene? Se quello va a Londra  segno che spera di trovare Saltierra laggi o che l'indirizzo scritto sulla famosa lettera riguarda Londra. Ora, io penserei di filare da quelle parti, per guardarmi un po' in giro, poi, appena so qualcosa te la comunico. Che te ne pare, Lemmy?
Per me va benissimo, gli rispondo., Sai che si fa, "Sbronzo"? Prendi il primo treno per Londra e attaccati al vecchio finch non hai l'indirizzo. Io resto qui, in attesa della tua telefonata. D'accordo?
Tiernan consulta il suo orologio.
C' un treno che parte fra poco, mi dice, e io me la filo con quello. Arrivederci, Lemmy! A presto!
Dopo che "Sbronzo" se n' andato, io mi metto al tavolo e comincio a scrivere, brontolando e sbuffando, il benedetto rapporto:
Da parte dell'Agente Speciale Lemuel Henry Caution al
Direttore dell'Ufficio Federale Investigativo
Ministero della Giustizia
Washington, U. S. A.
Eccellenza,
appena ricevute le istruzioni mi son messo in contatto con l'agente speciale Myras Duncan come prescritto. Ho cos appreso che la mia inchiesta si riferiva a un probabile tentativo di furto dell'oro da spedirsi in Inghilterra...
E continuo la barbosa pappardella, raccontando quel che mi era accaduto la prima sera del mio arrivo a New York. A proposito dell'uccisione del mio collega, scrivo:
"Avevo gi un'idea del metodo con cui il povero Duncan era stato ucciso, e avevo fatto un primo tentativo per controllare la validit della mia ipotesi. Il risultato venne a confermare il mio sospetto.
"Allora creo con arte alcune situazioni particolari allo scopo di: a) studiare le eventuali reazioni dell'assassino; b) chiarire la posizione di Rudy Saltierra, Carlotta de la Rue e altre persone, sia riguardo all'uccisione di Myras Duncan, sia riguardo all'eventuale tentativo di furto dell'oro. Tali esperimenti ebbero un successo parziale e..."
Proprio in questo momento vengo interrotto dall'arrivo di un agente in borghese che mi porta una valigia e una lettera di Herrick. Sono contento della parentesi, che mi permette di riposare nella faticosa compilazione del rapporto ufficiale; leggo subito la lettera dell'ispettore Herrick.
Caro Lemmy,
secondo gli accordi intervenuti fra noi, ho dato ordini affinch:
1. Due agenti scelti, in borghese (entrambi ottimi tiratori) stiano di guardia alla porta del vostro albergo. Quando volete che i miei uomini vi scortino, non avete che da mettere la sciarpa di seta bianca che si trova nella valigia. Se non avrete la sciarpa, gli agenti resteranno di guardia senza darvi noie o intralciarvi.
2. Tre automobili della polizia cominceranno ad incrociare nel distretto di Southampton, non appena riceverete la presente. Queste macchine resteranno in contatto con il comando della polizia di Southampton. Se doveste telefonare al comando col numero cifrato 32/B4, le macchine saranno concentrate immediatamente nella localit da voi specificata.
3. Dopo aver superato qualche difficolt d'ordine burocratico, sono riuscito a procurarvi una Luger in ottimo stato, con un pacchetto di cartucce. Vi prego tuttavia, per l'amicizia che ci lega, di ricordarvi che ora siete in Inghilterra e di tenere presente che il Capo della polizia non ama vedere troppi cadaveri in giro, anche se chi ha sparato  un poliziotto.
Qui preferiamo arrestarli, i banditi. Se vi occorresse qualcos'altro, non avete che da telefonare al comando.
Il Capo vi manda i suoi migliori saluti e vi ringrazia per la bottiglia di distillato di sidro che gli avete mandato, dopo aver risolto il caso van Zelden. Dice che era un liquore esplosivo. Ed io mi auguro che la vostra idea si concreti, sebbene personalmente abbia qualche dubbio in proposito. Saluti cordiali., John Herrick.
Apro la valigia e dentro ci trovo la sciarpa di seta bianca e anche una bella Luger, oliata di fresco, con un pacchetto di proiettili. Il che dimostra che Herrick  davvero un buon amico e provvede a tutto.
Dopo di che ritorno al mio benedetto rapporto. Spiego diffusamente che cosa mi  accaduto subito dopo la visita a Skendall, quando per poco non concludevo la mia carriera sotto una scarica di mitra, sventagliata dal finestrino di una macchina. Questo attentato dimostra in modo lampante che...
Sono a questo punto, quando il telefono trilla con mio grande piacere, permettendomi di fare un'altra pausa.  "Sbronzo" che mi chiama.
Ehi, amico, mi dice con un certo orgasmo nella voce., Ce l'ho fatta, Lemmy. Fra un'ora otterr quell'indirizzo. Ora senti che cosa devi fare: trvati stanotte a mezzanotte e mezzo al garage di Felden.  all'imbocco della strada di Botley. Attualmente  abbandonato. Per quell'ora sar l e ti porter l'indirizzo e tutto quello che avr potuto trovare nel frattempo. Arrivederci, Lemmy. E non dimenticare: garage di Felden sulla strada di Botley, alle dodici e trenta.
Non mancher, amore, gli rispondo., E se continui cos cercher di farti nominare Commissario di Polizia.
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Capitolo 13. TANTI SALUTI A "SBRONZO".
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Immagino che ora le cose cominceranno a lievitare. A quanto pare, infatti, non mi sbagliavo di molto quando mi dicevo che la ganga di Rudy doveva aver nascosto l'oro nelle vicinanze di Southampton.
Ci vuol poco a capire che gli amici, vedendo allontanarsi la "Strega", sono rimasti male, e hanno nascosto alla svelta i lingotti in qualche posto prestabilito, dato che il colpo, come sappiamo, era stato preparato con molta circospezione e intelligenza.
E la telefonata di "Sbronzo" mi fa pensare che, anche qui, l'ho imbroccata. Secondo me, se l'amico vuole che ci troviamo in quell'autorimessa lungo la strada di Botley, vuol dire che ha scelto quel posto perch non  lontano dalla famosa base di Saltierra.
Mi concedo una sigaretta e penso come devo regolarmi per l'appuntamento. Dopo qualche minuto, chiamo il comando della polizia di Southampton e dico che, per favore, tutte le macchine della polizia disponibili vengano concentrate a circa due miglia dalla strada di Botley, oltre l'autorimessa. Desidero che le macchine perlustrino la zona, sorvegliando il movimento delle automobili di passaggio. Naturalmente cercheranno di svolgere il loro compito con discrezione, senza farsi troppo notare. Devono starsene nascoste il pi possibile e avvertirmi se notassero qualche macchina sospetta.
Se gli agenti vedessero qualcosa d'anormale nei paraggi dovrebbero avvertire anche il loro comando, in modo che questo possa eventualmente diramare per radio l'ordine che creder opportuno.
Poi chiedo che mi preparino un'autoradio, anche, per me. La macchina deve servirmi per andare all'autorimessa di Botley, stanotte. Quando ho finito la telefonata, mi stendo a riposare perch il riposo della mattinata non  stato poi eccessivo, dopo la mia grande nuotata!
Quando mi alzo, vedo che dabbasso mi aspetta l'auto-radio. Infilo la Luger nel cinturone, mi concedo un bicchierotto di whisky e soda e scendo senza mettere la famosa sciarpa bianca attorno al collo. Monto sulla macchina e filo via.
Mentre guido, considero la situazione sotto differenti punti di vista. La vita, a pensarci bene,  davvero buffa: in fondo, a nessuno di noi capita mai quel che si aspetta. Quando noi disponiamo le cose in una data direzione per conseguire quel determinato scopo, ecco che il caso, o il destino, o quel che volete, fa saltar fuori qualche diavoleria che manda tutto a carte quarantotto. E che cosa pu fare un poveraccio, allora?
Ben presto filo lungo la strada di Botley. Data l'ora tarda, non c' molto traffico, e io guido a velocit moderata per guardare bene a dritta e a manca. Finalmente, dopo circa dieci miglia, arrivo alla famosa rimessa:  un edificio di due piani, in mezzo a una radura desolata. Attorno alla rimessa, che  molto scalcinata e cadente, c' anche qualche albero. Imbocco con la macchina un vialetto laterale, riparato dagli arbusti, e, mentre faccio cos, sento nella cuffia la voce della radio:
La polizia di Southampton alle sue macchine, dice il messaggio. I nostri automezzi sono ora concentrati lungo la strada di Botley e sorvegliano tutte le uscite che dalla via principale portano alle strade secondarie. Fino a questo momento non c' nulla da segnalare.
Scendo dall'automobile e mi avvio verso la rimessa. L'orologio del cruscotto mi avverte che sono le dodici e venticinque; perci, dal momento che sono in anticipo, posso dare un'occhiata intorno.
Giro dietro all'autorimessa. C' una porta anche sul retro. L'apro, ed entro. Sono proprio nella rimessa principale. Le grandi porte della facciata sono chiuse, ma da un lato c' una finestra aperta dalla quale entra la luce della luna.
Non c' molto da vedere in giro, eccetto una corda arrotolata sul pavimento. Niente automobili. Sulla destra c' una larga passerella di cemento per le macchine che porta al piano superiore. Vado su, seguendo il piano inclinato, e arrivo di sopra. Mi affaccio a una finestra aperta, convinto che ben presto vedr spuntare Tiernan diretto all'autorimessa.
Non si sente il minimo rumore. Aspetto altri cinque minuti e non accade nulla. Allora scendo gi, deciso ad andare incontro al giornalista. Sono appena arrivato a pianterreno, quando avverto un rumorino. Viene da qualche parte dall'esterno e sembra il rumore prodotto dai freni di una macchina. Filo fuori dalla porta posteriore, ma non riesco a vedere nulla e, sebbene rimanga l due minuti buoni, non accade niente.
Ritorno nell'autorimessa e decido di andare fino alla porta anteriore e guardare dalla fessura tra i battenti. Sto attraversando il salone, quando ad un tratto, nell'oscurit, sento due spari, l'uno dietro all'altro.
Mi volto, guardo in giro e vedo 'Sbronzo" che scende, con passo malfermo, gi per la passerella di cemento. Viene dal piano superiore e capisco che  ferito malamente. Tiene un braccio stretto al petto e la pistola gli sfugge dalla destra. L'arma rimbalza sulla passerella e va a cadere sul pavimento sottostante.
"Sbronzo" segue l'arma con lo sguardo, ma ha un'espressione stranita, come se fosse ubriaco da tre settimane. Poi, vacillando, s'accosta alla parete e vi s'appoggia. Gli cade il cappello, e lui lo guarda stupefatto, come se la cosa gli sembrasse assai strana.
Poi s'avvicina di nuovo all'orlo della passerella, che  senza parapetto, come se cercasse il suo revolver. Fa ancora un passo, scivola e rotola gi da un metro d'altezza caduto bocconi. Io accorro e lo rivolto. E Tiernan cerca ancora di strisciare verso la pistola, per prenderla.
M'avvicino all'arma; la prendo e la metto in tasca.
Sta' buono, amico, gli dico., Torno fra un minuto.
Quello sogghigna.
Ah, si? Forse tornerai tardi, Lemmy; sto per andarmene.
Ma che dici! E poi, perch te la prendi cos calda? Vedi, avresti fatto meglio a crepare prima ancora di nascere. Tra un minuto torno da te e faremo quattro chiacchiere.
Esco dalla porta posteriore e corro davanti all'autorimessa. Faccio appena in tempo a vedere una macchina grigia da corsa che fila via sulla strada. Non me la prendo troppo perch so che ci penseranno i miei colleghi inglesi a fermarla.
Ritorno nella rimessa. "Sbronzo" giace dove l'ho lasciato. Lo tiro su e lo metto in modo che possa appoggiare le spalle contro il muro. Sembra che se ne stia andando davvero. Gli frugo nelle tasche e trovo una fiaschetta di liquori; gli apro la bocca e gli faccio ingollare un bel sorso d'alcool.
Intanto vedo che s' buscato due pallottole. Una nella pancia e l'altra nel petto. Ormai  spacciato; camper ancora qualche minuto.
"Sbronzo" apre gli occhi; mi vede e sogghigna.
Ebbene, piedipiatti, mi fa con voce un po' rauca, come la va..?
Lo guardo.
Senti, disgraziato: tu stai per andartene al Creatore, no? Non ti sembra di aver fabbricato abbastanza guai, "Sbronzo"? Perch non ti confessi ora? Credi d'aver fatto una bella cosa, mandando al creatore Myras Duncan?
Quello sogghigna pi apertamente.
E come l'hai capito, Lemmy?
Con quel po' di cervello che mia madre mi ha dato, rispondo., Non ti ho forse detto di telefonare a Moksie, quella sera? Ebbene, che cosa hai fatto tu? Sei passato davanti a due cabine telefoniche vuote per correre a telefonare in quella in fondo. E perch mai avresti dovuto andare fin l, quando sulla porta c'era un cartellino con su scritto: "In Riparazione"? Te lo dico io il perch: perch tu ti eri meravigliato che avessero applicato un cartello simile alla cabina che conteneva un cadavere. Tu volevi vedere se qualcuno era andato in quella cabina e se il morto c'era ancora. Se tu non avessi saputo che Duncan era stato fatto fuori, saresti entrato nella prima cabina libera. Ma Myras l'avevi ucciso proprio tu, prima che io t'incontrassi.
"Non ci sono arrivato subito, ma ci ho visto chiaro poco dopo quando sono tornato nel locale vuoto di Joe Madrigaul, e ho scoperto che era stato proprio Rudy a saldare il conto a Charles Frene. Allora ho saputo che tu lavoravi in combutta con lui.
"Poi ci ho visto ancora il tuo zampino, quando i banditi hanno tentato di spacciarmi mentre uscivo dall'autorimessa di Skendall. Nessuno all'infuori di te sapeva che volevo andare a far visita all'elettricista (anzi, eri stato tu a darmi l'indirizzo della sua rimessa) e Rudy non poteva avermi fatto seguire, per la semplice ragione che avevo cambiato d'albergo alla chetichella. Questa  stata la controprova!
"Ora hai avuto il fatto tuo; non l'avevi mai sentita la storiella di quel tale che si crede furbo e si mette coi banditi, e poi viene eliminato dagli stessi compari, proprio com' accaduto ora a te?"
Uffa! Smettilla, questurino!, mi fa., Sei sveglio, certo, ma quelli faranno la pelle anche a te, Caution!
Forse mi ammazzeranno, ribatto, ma io ritiro la paga appunto per rischiare la vita contro i banditi e, quando me la cavo, posso reputarmi fortunato. Per non  ancora detto ch'io non riesca ad assicurare alla giustizia il capo della banda e anche il tizio che ti ha impiombato, se la cosa pu farti piacere.
Tiernan si lascia sfuggire un gemito.
Senti: perch non parli, ora? Perch non mi aiuti a rendere la pariglia a quelli che ti hanno colpito? Suvvia, confessati, "Sbronzo". Parla, dunque; sai bene che puoi aiutarmi.
Cerca di ragionare, Caution! Non parler... non parler.
Mi chino su di lui.
Chi ti ha sparato? Su, dimmelo!
Quello apre di nuovo gli occhi. Cominciano gi a velarsi.
 stata lei... la maledetta Carlotta... la Cicuta; la..., E perde i sensi.
Chiudo gli occhi e incurvo le spalle, come se mi avessero appioppato un colpo alla nuca. Dunque  stata la Cicuta...  stata la bella Carlotta a impiombare l'amico.
Resto l ancora due minuti e poi filo fuori e corro alla mia macchina. Ritorno sulla strada principale di Botley, poi schiaccio il pedale dell'acceleratore e filo come se avessi il diavolo alle calcagna. Intanto ascolto la radio, nell'eventualit di qualche comunicato della polizia. E alla fine sento:
"Qui parla la polizia di Southampton. La Cadillac grigia che seguiva la strada di Botley circa dieci minuti fa, si comporta in modo curioso. Per sette chilometri ha filato a grande velocit; poi, per tre chilometri, ha corso a venti all'ora, quindi ha accelerato a ottanta all'ora per altri cinque chilometri. Ora procede dritta alla velocit di quarantacinque chilometri orari."
Schiaccio il pedale dell'acceleratore e ad un tratto ho un lampo d'intuizione. Ci sono arrivato. Per tutto questo tempo non ho fato che scervellarmi invano intorno alla maledetta faccenda, ma alla fine ci sono arrivato!
Dopo venti minuti di corsa pazza, avvisto davanti a me una vettura. Credo che sia la Cadillac grigia. Allora rallento e me la prendo comoda. Ed ecco che vedo sbucare dalla curva, dietro di me, una macchina della polizia. Lascio che mi raggiunga e vedo che dentro c' Herrick.
Ebbene, amico, gli faccio, a quanto pare, la mia idea era giusta. Ora statemi dietro, ma a una certa distanza, e se io entro in qualche posto non precipitate le cose. Restate nei paraggi finch non vi dir se c' da fare qualcosa.
Herrick sorride.
Benissimo, Lemmy, mi dice., Per sar la vostra fine!
Accelero la marcia. Quando sono di nuovo in vista della macchina grigia, quella svolta a destra, in una strada secondaria. Rallento e svolto anch'io, ma non prendo la strada per non essere visto da quelli che stanno nella Cadillac. Filo per i campi che, in quel tratto, non sono coltivati. Naturalmente mi tengo indietro per non farmi scoprire. Ed ecco che, dopo circa trecento metri, vedo la Cadillac ferma vicino a una casa. Scendo dalla mia macchina e mi avvicino cautamente. Nella Cadillac non c' nessuno e le luci sono spente. Ma sul sedile, dietro il volante, c' un guanto di donna. Lo annuso e sento il profumo che usa Carlotta, lo stesso che aleggiava nel suo camerino. Non posso aver dubbi sull'identit della persona che ha guidato la Cadillac fin l.
Ora io dovrei fermarmi nei paraggi perch non devo farmi sfuggire l'infernale Cicuta. Frugo ben bene nella Cadillac, in cerca di qualcosa che non trovo; poi torno nella mia macchina e decido di avere un breve ma esauriente consulto tecnico con me stesso.
Sono seccato perch sto cercando di fare due o tre cose in una volta. Per di pi, io devo trovare assolutamente un elemento della massima importanza che mi serve per rintracciare l'oro rubato. Non dovete dimenticare che il mio compito principale, se non esclusivo, consiste nel rimettere le mani sui lingotti rubati; in quanto alla cara Cicuta, sono certo che quella non pu sfuggire perch tra poco, nei paraggi, ci sar la macchina di Herrick, ammesso che non sia gi appostata dietro un certo gruppo d'alberi, illuminati dalla luna.
Poi mi ricordo di "Sbronzo". L'ho lasciato troppo presto, l'amico, e ho dimenticato di frugarlo nelle tasche. Visto che non ho trovato niente nella Cadillac, metto in moto la mia macchina, faccio mezzo giro e ritorno sulla strada principale. Una vita l, accelero e torno all'autorimessa.
Lascio la macchina sulla strada e vado a piedi fino al garage. Prima mi assicuro che l dentro non ci sia nessuno, poi mi avvicino al cadavere. Al debole chiarore della luna; vedo che Tiernan continua a sogghignare anche da morto.
Facendomi lume con una lampada tascabile che ho preso dalla macchina, esamino ben bene il suo portafogli: contiene solo del denaro e qualche biglietto da visita. Ma non  il dato che cerco io. Poi gli frugo nelle tasche della giacca e perfino nella fodera del cappello. Niente! Allora vado di sopra dove "Sbronzo" doveva essersi appostato, suppongo, per ricevermi. E infatti nella stanza superiore, quella che serve da ufficio, c' un impermeabile buttato su una sedia. Deve averlo lasciato l Tiernan e rimango alquanto impressionato leggendo il nome del fabbricante: "Greenes, moda maschile, Romsey."
Forse questa piccola etichetta mi porter al posto che cerco con tanta ansia.
Scendo in fretta a pian terreno, esco dall'autorimessa e torno di corsa alla mia macchina. Seguo la strada finch arrivo ad un bivio. Un cartello dice che la strada a destra porta a Romsey. Allora accelero e filo a cento all'ora, grazie alla luna che mi permette di vedere bene dove vado.
Fortunatamente non incontro macchine della polizia. Dico fortunatamente perch io preferisco lavorare da solo, specialmente quando si tratta di una faccenda delicata come questa. In quanto ad Herrick, suppongo che sia rimasto dove l'ho lasciato, a sorvegliare le mosse di Cicuta.
Dopo un quarto d'ora sono in vista della cittadina di Romsey. Fermo subito perch vedo un villino bianco, col portone adorno dello stemma nazionale. Sono arrivato al comando della polizia locale. Busso (perch non vedo il campanello) e, dopo cinque minuti buoni, un tale si affaccia dalla finestra del secondo piano. Decido di non dire la verit perch  probabile che l'agente non mi creda. Dichiaro perci di essere un americano arrivato da poco a Southampton, in cerca di uno zio che deve aver affittato una casa nei paraggi di Romsey. Non potrebbe aiutarmi a trovarlo, la polizia? Si tratta di una cosa urgente. Devo trovare al pi presto il caro zio.
L'agente al quale mi sono rivolto  un uomo alla buona; indossa subito un paio di calzoni e scende gi. Io comincio col passargli una ghinea, tanto per rischiarargli la memoria; l'altro, dopo essersi grattato un po' la pera, mi dice che da qualche giorno  arrivato un signore distinto, piuttosto anziano, che ha preso in affitto una villa chiamata Playne Place a circa quattro miglia dal paese. L'agente spinge la sua cortesia fino a dirmi dove si trova esattamente la villa e che strada bisogna seguire per andarci.
Allora gli chiedo se il signore che ha affittato la villa non stia per caso facendo arrivare del mobilio per arredarla. L'altro mi dice che, s, ha notato dei furgoni carichi di materiale; per non lo portavano a Playne Place, bens in una fattoria, una specie di dpendance che dista circa due chilometri. La notizia mi fa un certo effetto perch mi sembra d'aver imbroccato il sentiero buono. Dopo aver chiesto altre notizie sull'ubicazione della fattoria, saluto l'agente e faccio per andarmene. Ma improvvisamente mi ricordo d'aver lasciato mio fratello (che si chiama John Herrick) ad aspettarmi al comando di polizia di Southampton. Perci mi rivolgo all'agente e gli dico che mi farebbe un gran favore se telefonasse subito alla polizia di Scuthampton, pregandola di comunicare a mio fratello John Herrick ch'io sto andando alla fattoria dipendente dalla villa Playne Place, e sarei ben lieto se potessi trovarlo nei paraggi entro mezz'ora dalla telefonata.
Immagino che cos la polizia di Southampton, avvertir Herrick con un messaggio radio e il mio amico mander una delle sue macchine ad appostarsi poco lontano dalla fattoria.
Stavolta saluto definitivamente il mio uomo e filo via.
Ben presto arrivo in vista della fattoria, un lungo fabbricato basso che pare una scatola. Fermo la macchina dietro una siepe alta e folta e mi avvicino cautamente. Vedo subito che c' un po' di movimento dalla parte del cortile. Un grosso furgone viene caricato e il motore  gi acceso.
Io mi tengo sempre al riparo della siepe e intanto mi avvicino. Vedo tre uomini che ritirano del materiale dalla fattoria e lo caricano sul furgone.
Dopo un quarto d'ora han terminato l'operazione e io mi sono avvicinato ancor pi alla fattoria nascondendomi dietro uno sgabuzzino che serve da ripostiglio per gli attrezzi. Sono nell'ombra e nessuno pu vedermi.
Un uomo balza al volante e accende i fari. Dei due compari rimasti, uno monta nella cassa del furgone, mentre l'altro, resta gi. La macchina dopo un attimo parte. Allora il mio uomo va a chiudere la porta della fattoria e io, esco dal mio nascondiglio, mi avvicino cautamente all'amico e gli assesto una gran legnata col manico di una vanga che ho preso nel ripostiglio. L'uomo cade, emettendo un'esclamazione soffocata. Poi, dopo qualche minuto riapre gli occhi e io gli metto subito sotto il naso la Luger e gli faccio:
Ascolta, piccolo: noi due dobbiamo fare quattro chiacchiere. Se non parli tu parler questa, e la bastonata che ti sei buscata un momento fa sar uno scherzo, al paragone; capito?
Quello fa segno di s con la testa; parler.
...
.
...
Capitolo 14. UN SIGNORE COME SI DEVE.
...
.
...
Concedo all'amico alcuni minuti perch possa schiarirsi la mente, ancora offuscata dal colpo di vanga, e proprio in quel momento mi giunge all'orecchio, ovattata dalla distanza, una piccola sparatoria. Credo di capire che cosa sta accadendo. L'agente ha fatto la sua telefonata, e una macchina della polizia che veniva qui s' incontrata col furgone carico che filava via coi lingotti; perch doveva pur trattarsi dei famosi lingotti, secondo i miei calcoli. Forse una buona met si trovava nascosta ancora nella fattoria, a due passi da me; e a quelli ci sto attento io.
Intanto ho disarmato il mio uomo; gli trovo addosso una pistola automatica Astra, calibro 32. Dopo di che gli domando se ha mai conosciuto un certo signore soprannominato "Sbronzo". Lui mi dice di s, che l'ha visto in mattinata. Mi dice anche che lui non ne sa molto della faccenda perch  una delle ultime ruote del carro, e aggiunge che il capo si trova altrove. Per essere esatto, lui non lo conosce neanche, il vero capo; conosce quel tale che dirige le operazioni di carico e basta. Anzi, dice che ora dovrebbe tornare da lui, nella fattoria, altrimenti quello s'insospettisce.
Gli faccio qualche altra domanda, ma il mio uomo, dopo avermi confermato che si tratta davvero dei lingotti d'oro presi dal treno, non sa dirmi altro.
E sta bene, amico, gli dico alla fine., Ora ritorna dal tuo uomo e riprendi a lavorare come se nulla fosse; per ricordati ch'io rester qui a sorvegliarti con la pistola puntata. Appena mi accorgo che mi fai qualche scherzo, ti stendo secco. E tieni presente che qui vicino c' una macchina con i miei uomini, armati fino ai denti. Basta che lanci un fischio, e quelli arrivano in corsa e vi sistemano tutti. Siamo intesi? Non una parola con nessuno!
L'uomo promette di tacere e vedo che, sia la bastonata, sia la mia aria decisa gli hanno messo addosso un certo timore riverenziale. Ad ogni modo, ora al carico dell'oro dovr pensarci Herrick perch io ho una visitina da fare.
Seguo con lo sguardo il mio uomo e vedo che ritorna nel cortile dove c' un secondo furgone. Poi scantono dietro la siepe, monto in macchina e filo per la via seguita dal primo automezzo. Dopo meno di un chilometro trovo il furgone fermo accanto a una macchina della polizia. Subito, un ispettore mi viene incontro e, quando mi son fatto riconoscere, mi dice che nello scontro coi banditi uno dei suoi uomini  rimasto ferito. Dei gangster, uno  morto, l'altro s' arreso. Dico all'ispettore che mi fa piacere che parte dei lingotti siano stati recuperati, e lo prego di scusarmi con Herrick per il mio modo di condurre l'inchiesta, assicurandogli per che faccio il possibile per evitare noie e disturbi. Poi gli dico che, forse, tra un quarto d'ora passer un secondo furgone carico del resto dell'oro. Per, a mio parere,  bene che l'ispettore mandi due uomini nella fattoria, a scanso di sorprese!
L'altro risponde che per lui sta bene. Allora rimonto in macchina e filo dalla parte di Playne Place. Quando ho percorso circa due miglia sulla via principale, avvisto la villa, un po' arretrata rispetto alla strada. Un vialetto inghiaiato conduce a un largo spiazzo davanti all'edificio, ma io fermo la macchina a una certa distanza perch voglio arrivare di sorpresa.
Nella tasca destra tengo pronta la Luger, per tutte le evenienze, mentre, nella tasca sinistra dei calzoni, ho infilato l'Astra, cio la pistola che ho tolto al tizio al quale ho regalato un colpo di vanga sulla testa. Come vedete non arrivo a mani vuote, a Playne Place!
Solo allora m'avvicino alla porta principale e suono il campanello. Su di uno stipite c' una targa, con su scritto: MELFORD.
Aspetto due o tre minuti e poi un uomo robusto, vestito come un maggiordomo, viene ad aprirmi. Gli spiego che sono venuto per parlare con il signor Melford di una cosa della massima importanza.
L'altro tergiversa, mi dice che il signore in questione  un tipo che ha molto da fare e che, per il momento,  difficile possa ricevermi; ed io ribatto dicendo che se non mi fa parlare subito col suo padrone si buscher un tale papagno che vedr tutte le stelle. Aggiungo che desidero vedere il suo padrone a proposito di certi lingotti d'oro che si trovano in villeggiatura nella fattoria vicina, lingotti d'oro di cui il Ministro delle Finanze inglesi lamenta la mancanza da circa un giorno. Ha capito, finalmente?
Sembra che al mio maggiordomo debba venire un colpo d'accidente da un momento all'altro, quando gli parlo cos a muso duro. Poi mi balbetta che andr di l a vedere se il padrone  disposto a ricevermi. Dopo un minuto ritorna e mi dice, per cortesia, di seguirlo.
Seguo l'amico lungo un corridoio coperto da un bel tappeto, poi il domestico apre una porta e mi fa passare nel salotto. Vedo che il locale  ammobiliato bene. Ci sono quadri alle pareti, il camino  acceso e un signore distinto, anziano, se ne sta seduto davanti al fuoco.
Dev'essere sulla sessantina ed ha i capelli bianchi e gli occhi celesti, molto vivaci.  piuttosto magro e mi d l'impressione di quei vecchi che sanno conservarsi perch si trattano bene.
Quando entro mi sorride e mi dice:
In che cosa posso servirvi? E con chi ho l'onore di parlare?
Mi siedo su una poltrona, lo guardo e sogghigno:
Lasciamo da parte le cerimonie, signor Melford, gli dico, e veniamo al sodo. Ho gi detto al vostro maggiordomo (che forse in questo momento ci ascolta dietro la porta, con una berta in pugno) che volevo parlarvi dei lingotti d'oro ricercati dal Ministero delle Finanze di questo Paese. Vi ho parlato francamente anche per farvi capire che, se voi siete molto intelligente, anche noi, ragazzi ai servizio dello Zio Sam, facciamo del nostro meglio per cercar di capire come stanno le cose.
L'amico continua a sorridermi.
Tutto questo  molto interessante, mi fa, ma temo di non aver capito bene. E non so ancora con chi parlo.
Mi alzo. Vado alla porta e la chiudo dall'interno, metto la chiave in tasca e ritorno alla mia poltrona. L'altro sorride garbatamente.
E va be', mi presenter, visto che proprio ci tenete. Mi chiamo Lemmy Caution e sono un agente federale. E con questo credo di avervi detto tutto di me. Invece, se voi vi chiamate Melford, allora io sono il re del Siam. Voi vi chiamate Harberry Chayse e siete il pi sporco figlio di un cane che abbia mai conosciuto!
Il vecchio diventa livido e vedo che stringe forte il bracciolo della poltrona.
Sentite un po', intelligentone, aggiungo, adesso vi racconter una storiella e, quando avr finito, capirete perch sono venuto qui. Ecco la storia:
"C'era una volta un tale che si credeva maledettamente furbo. Era un finanziere di Wall Street e conosceva tutti i pezzi grossi e tanti signori per bene. Aveva adottato come figlio un giovane al quale piaceva scialare e divertirsi con le donnine, un tipo che ultimamente si faceva chiamare Charles Frene.
"Ultimamente il grande finanziere si accorge di essere in cattive acque e si trova costretto ad escogitare un sistema per rifornire la cassa. Siccome, poco tempo fa aveva conosciuto un impiegato al Ministero delle Finanze degli Stati Uniti, cugino di Mirabelle Gayford, la fidanzata di suo figlio, il nostro finanziere immagina di fare un colpo colossale ai danni del suo Paese, grazie alle informazioni che riuscir a strappare al dipendente del Ministero delle Finanze.
"Poco dopo, infatti, viene a sapere che ci sar una spedizione di lingotti d'oro per l'Inghilterra. Allora fa in modo di rompere il fidanzamento del figlio con la signorina Mirabelle, e Mirabelle per parte sua ci sta perch  seccata del fatto che Charles frequenta i locali notturni troppo assiduamente. Ma, nonostante le apparenze, la vita sregolata di Charles fa comodo al finanziere, un certo Harberry Chayse... Infatti Charles, nei locali che frequenta, pu mettersi in contatto con gli elementi della malavita, che riusciranno poi utili al suo simpatico paparino. Infatti, Charles entra in relazione con un certo Rudy Saltierra; in seguito Harberry e Saltierra si trovano e si mettono d'accordo per l'attuazione di un astutissimo piano. Le cose per devono svolgersi in modo che nessuno sospetti mai del vecchio finanziere, come l'autore del furto dei lingotti.
"Disgraziatamente un affiliato della ganga di Saltierra finisce all'ospedale con la testa rotta, e prima di morire, canta parecchio; allora gli agenti federali si dnno da fare. Inoltre Charles Frene vuole del danaro e Harberry non gliene pu dare, perch si trova a corto anche lui. Intanto l'ingenuo Charles ha capito che fra il padre adottivo e Saltierra c' un legame piuttosto losco e decide di scatenare un putiferio.
"Ebbene, Saltierra e "Sbronzo" (un giornalista suo amico) fiutano il vento infido e scoprono che Charles sta per incontrarsi nel Club di Madrigaul con un agente federale: Myras Duncan. Allora i due compari stabiliscono di far fuori tanto Myras Duncan quanto Charles Frene. L'unica cosa che li secca un po'  questa: un altro "G-Man", un certo Caution  arrivato in citt.
"Intanto Caution comincia a dare noia ai nostri amici, e si rende cos insofferente che loro pensano di toglierlo di mezzo. A tale scopo lo invitano a bordo dello yacht di Harberry, visto che lo "Sbronzo" non  riuscito a farlo impiombare dalla sua squadra il giorno prima.
"Il piano non  cattivo perch il capo dell'impresa, il vecchio finanziere, resta sempre insospettato. Harberry, anzi,  amico di un veggente, San Reima, che dovrebbe scoprire chi  stato ad assassinare il figlio adottivo. E San Rema che comincia ad avere qualche visione o qualche sospetto, continua a ripetere a Harberry che l'assassino di Charles  Saltierra. Harberry  gi al corrente di questo particolare, ma spiega a San Reima che sar meglio tenere una seduta sullo yacht, dove tutti gli elementi sospetti saranno convocati.
"L'idea permette cos di prendere due piccioni con una fava: San Reima e Caution, i due ficcanaso che sanno la verit, verranno eliminati e inoltre lo yacht seguir il Maybury nel suo viaggio oltre oceano e pi tardi ritirer i lingotti preziosi.
"Intanto la brava Mirabelle Gayford ha sentito parlare della seduta a bordo dello yacht e poich Charles le aveva detto qualcosa, comincia a pensare che si tratti di una faccenda poco pulita. Mirabelle che ha molti sospetti sull'integrit morale di Harberry cerca di impedire a Caution di andare alla seduta, ma id "G-man" deciso a tutto, si reca ugualmente a bordo della "Strega".
"Lo yacht parte e il giorno seguente l'integerrimo finanziere denuncia il furto della nave. Si dimostra molto indignato e si precipita con la prima motonave in Inghilterra dove, qualche mese prima, ha affittato una villa, questa.  lui che, per mezzo di una banda di criminali astuti e decisi, riesce a far rubare i lingotti dal treno che da Southampton li porta a Londra.
"Ma Saltierra si  comportato come un mammalucco rinunziando a togliere di mezzo senz'altro Caution. Cos, quando l'agente riesce a scappare dallo yacht-prigione, il povero Rudy capisce che l'impresa, almeno per il momento e per quanto riguarda lui,  fallita. E si allontana dalla costa in attesa, forse, di istruzioni.
"Intanto Harberry legge sul giornale che quel rompiscatole di Caution  sceso in un albergo di Southampton e abbocca immediatamente all'amo. Ricompare alla ribalta "Sbronzo" che fingendo sempre di occuparsi del suo grande servizio di cronaca attira Caution in un agguato, di notte, al puro scopo di saldargli il conto. Per fa fiasco, anzi finisce col rimetterci la pelle in seguito ad alcune circostanze che, per ora, rimangono alquanto misteriose.
"Ma "Sbronzo" aveva comprato un impermeabile a Romsey e il nome del negozio era scritto nell'etichetta interna. Caution, seguendo quella traccia, finisce con lo scoprire l'oro rubato. Ora, Harberry, il gioco  fatto e potete passare alla cassa per il cambio dei gettoni. Che ve ne pare?"
Il vecchio rimane seduto e sorride. Poi estrae un sigaro dal taschino della giacca e lo porta alla bocca.
Molto interessante, signor Caution, dice., E posso sapere che cosa c'entro io in questa faccenda?
Voi avete sbagliato per ben tre volte, Harberry, gli rispondo, ma questo non  il momento pi opportuno per discutere la cosa. Prendete il cappello e venite fuori con me; faremo una passeggiatina igienica. Potete portarvi dietro anche qualche rivista di enigmistica, tanto per passare il tempo in cella.
Il vecchio sospira. Poi va al tavolo e apre la scatola dei sigari, con l'aria di volersi rifornire. Ma io sto sul chi vive e quando vedo che tira fuori una berta faccio fuoco senz'altro con la mia Luger e lo ferisco alla mano. L'amico lascia cadere la pistola ed emette un guaito.
Ed ora basta con gli scherzi, Harberry!, gli dico risentito, seguitemi gi.
Pallido come un morto l'agente di cambio si fascia la mano ferita con un fazzoletto. Poi esce per primo ed io lo seguo, sempre con la Luger in pugno, pronto a rintuzzare ogni tentativo di ribellione sia da parte del vecchio sia dal presunto maggiordomo. Ma cerco invano il compassato domestico. Immagino che, dopo quel che  successo, se la sia squagliata a grande andatura. Usciamo dalla villa e andiamo fino alla mia macchina. Faccio salire il vecchio al mio fianco e metto in moto, diretto alla casa dove ho lasciato Herrick.
Mentre guido rifletto e mi dico che Carlotta  andata l per trovarsi con Rudy Saltierra. La mia  una semplice ipotesi, ma tutto lascia credere che Rudy abbia mantenuto i contatti con la bella Cicuta dopo il loro sbarco in Inghilterra. Infatti  chiaro che sono arrivati sulla terraferma servendosi delle lance, mentre lo yacht terminava di bruciare poco lontano dalla costa.
Guido senza accelerare troppo, lungo la strada principale ed ecco che una macchina si avvicina alla mia. Fermo e mostro il passaporto al sergente di polizia che sta al volante. Poi gli domando dove si trova l'ispettore Herrick e quello mi risponde che mi far da guida.
Ad un paio di miglia dalla strada provinciale svoltiamo per una via pi stretta, e l, fra gli alberi, c' un'altra macchina della polizia con Herrick appoggiato al radiatore. Lontano fra gli alberi, posso intravedere il retro della casa dove forse Carlotta sta facendo progetti per la riconquista dell'oro, in compagnia dell'amico Rudy.
Vi ho portato il capo di tutta la ganga, ispettore, gli dico presentandogli il mio uomo., Prendetelo in consegna, per cortesia. Si tratta di Harberry Chayse, il proprietario dello yacht "Strega", la famosa imbarcazione velocissima, con la quale ho viaggiato io stesso.
Vi assicuro, protesta con dignit il finanziere, che io non ci capisco nulla. Ad ogni modo io non parler se non avr ottenuta l'assistenza di un avvocato!
Dopo aver riferito brevemente a Herrick quanto  accaduto gli dico che ora voglio fare una visita alla casa sospetta; Herrick osserva che i miei sistemi sono proprio originali., D'altra parte, riconosce il bravo funzionario, se dovessimo seguire le norme regolari non combineremmo un bel niente. Andate, Caution, ma prima prendete questo fischietto. Appena lo userete i miei uomini, che sono disposti intorno alla casa, correranno in vostro aiuto. Per commettete ugualmente una vera imprudenza, entrando in quella case tutto solo, Caution!
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Capitolo 15. UNA NOTTE MOVIMENTATA.
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Procedo fra gli alberi tenendomi in ombra. Poi, attraverso cautamente l'ortaglia e cerco la porta di servizio o almeno una finestra, in modo da comparire davanti ai miei amici all'improvviso.
Non vedo luce da nessuna parte e quasi quasi penso che la casa sia deserta o che i banditi siano andati a dormire.
Trovo una finestra e dopo cinque minuti di lavoro col temperino attorno al saliscendi, riesco ad aprire ed entro. Non oso accendere neanche un fiammifero nella stanza in cui sono capitato, sebbene sia pi buia di una miniera di carbone a lumi spenti. Alla fine, procedendo tastoni, trovo una porta. Di fianco a questa porta c' una credenza con delle bottiglie. Non so come ne faccio cadere una che si fracassa con grande rumore. Allora balzo in un corridoio e tiro fuori la mia fida berta. Ed ecco che mi sento premere qualcosa di duro contro la schiena e una voce morbida mi intima tranquillamente di alzare le mani!
Se la riconosco quella voce! appartiene a Saltierra!
Mi volto.
Ma guarda! Il rompiscatole ci  tornato fra i piedi!, esclama ghignando l'amico., Ottima idea la tua, Caution. Ti aspettavo, si pu dire, dopo lo scherzetto che ci hai combinato l'altra notte.
Intanto Rudy, tenendomi sotto la minaccia della sua pistola, si  impossessato della mia Luger. Non ancora soddisfatto mi tasta lungo i fianchi e scopre la seconda pistola, l'Astra. Se ne impossessa e mi fa:
Accidenti, Caution! Sei un arsenale vivente, stavolta!
Poi, accortosi che non ho addosso altre armi, mi ordina:
Cammina diritto, bello!
E io cammino seguendo il corridoio. Quando arrivo in fondo la porta si apre e mi trovo in una stanza comoda, abbastanza bene arredata. Tutte le tendine sono abbassate e nel camino arde un bel fuoco. Sul tavolo ci sono due bottiglie di whisky. Seduti qua e l ci sono tre uomini della banda di Saltierra; uno di loro  il capitano Kertz che, vedendomi, dapprima fa una faccia sorpresa, poi guarda come se volesse mangiarmi. Seduta sul tavolo c' Carlotta.  bella come una dea.  un po' accalorata e mi guarda come se fossi un rifiuto.
Rudy mi offre il bicchiere che non si rifiuta al condannato a morte. Va da s che io butto gi. Il whisky mi ha sempre fatto bene, nei momenti difficili.
E bravo, Caution! Stavolta vedrai che non commetter pi l'errore di lasciarti in vita, mi dice Rudy.
E ti rovinerai, gli rispondo., Ricordati che da quando ti conosco hai gi fatto fuori due uomini: Charles Frena e San Reima. Quanto basta per andare dritto filato alla sedia elettrica!
E dove sono le prove che sono stato io assassinare Carles Frene?
Le prove le ho io. Consistono nel biglietto che hai lasciato nella tua giacca da sera e nella giacca stessa che ha un buco bruciacchiato da cui hai sparato il colpo. Quando ci hanno rilasciati sono tornato al Club e ho trovato quel che ti ho detto; come vedi so parecchie cose!
Per un momento Rudy mi guarda stupito. Poi ghigna:
 vero, sei sveglio, Caution; e appunto per questo devo levarti di mezzo!
Ma guarda, l'avverto, che Harberry, il tuo complice, il capo dell'impresa, ha gi confessato e si trova nelle mani dell'ispettore Herrick. Anche lui deporr contro di te.
Bravo, come se io, non ammazzandoti, potessi sperare di cavarmela! No, piedipiatti, stavolta non me la fai! E voglio vedere a che ti servir sapere tante cose, una volta che tu sarai sistemato con un mezzo etto di piombo in corpo.
E Rudy sogghigna.
Ma non te la caverai in nessun modo, l'avverto., E allora a che scopo commettere un altro delitto?
Intanto  un testimone che tolgo di mezzo e poi i miei amici di New York mi aiuteranno, credilo pure. Infine, non sono ancora arrestato e non sarai certo tu a consegnarmi alla polizia inglese, Caution!
Ora Kertz s' avvicinato all'altro lato del tavolo e dice la sua:
A che scopo far tante chiacchiere con questo animale, Rudy? Ne hai fatte fin troppe sullo yacht, col risultato che sai. Sparagli come un cane e che sia finita!
Rudy stringe la mascella e si morde il labbro.  chiaro che pregusta gi la gioia dell'assassinio. Fa per mirare contro di me, che gli sto a due passi quando interviene Carlotta:
Un momento, Rudy, gli dice, a quanto pare Caution crede di essere un gran furbone. Ebbene, perduti per perduti, lascia a me la soddisfazione di fargli scontare tutti gli insulti che mi ha lanciato. Voglio ucciderlo con le mie mani questa canaglia d'un piedipiatti.
E intanto mi guarda con un'espressione velenosa e gira intorno al tavolo finch arriva vicino a Saltierra.
Dammi la pistola, Rudy, dice., Ti far vedere come lo concio io, il grande "G-Man", l'agente speciale Lemmy Caution, l'uomo che ha sempre pronta una rispostaccia insolente!
Rudy, sorride e mostra il vuoto lasciato dai due denti che gli ho fatto ingoiare. Le passa la pistola. Gli altri pregustano gi la bella scena.
Sparagli nella pancia, amore, le dice., Cos soffrir di pi!
Io mi alzo.
E Carlotta mi viene incontro. Non credo di aver vesta mai una donna muoversi con tanta grazia felina. Sembra una tigre assetata di sangue.
Si ferma davanti a me e alza la pistola.
La guardo negli occhi. Per un istante sembra che cambino di espressione. Poi lei si gira di scatto e mi volta le spalle e allora io comincio a ridere.
Mani in alto Saltierra, intima Carlotta con una voce fredda come l'acciaio, e anche voialtri mani in alto. Il primo che si muove lo brucio!
Dio, se restano male! Vi assicuro che mi sembra di vedere la foresta pietrificata. E intanto Rudy resta a bocca aperta e sbava. Sembra che debba ammattire da un istante all'altro.
Io continuo a ridere forte. Poi credo giusto intervenire.
Non abbiatevene a male, ragazzi, dico., Io stesso ci sono cascato come un bietolone, proprio come voi. Invano la nostra Carlotta, quando ha saputo che ero un "G-Man" ha cercato di avvicinarmi per farmi capire che era stata incaricata dal povero Myras Duncan di mettersi in contatto con me e di sondare le vostre intenzioni. Le circostanze avverse non glielo hanno mai permesso ed io non l'ho capito. Eppure devo a lei se l'ho scampata sulla "Strega".  stata lei, la cara Cicuta, a dimenticare la chiavetta delle manette sul tavolo della mia cabina!
"Dio, se sono stato sciocco! Ma stanotte ci sono arrivato, finalmente! Quando sono andato all'appuntamento con "Sbronzo", l'amico mi aspettava al piano superiore della rimessa. Mi aspettava per ammazzarmi, come aveva fatto con Myras Duncan. E questa cara ragazza ti ha giocato, Rudy, dicendoti che andava l per vedermi crepare come un cane. Invece  stata lei a impiombare "Sbronzo", quando quel figlio di buona madre stava per farmi la pelle, dalla finestra dietro la quale si era appostato.
"Ma, scemi che non siete altro, credete che io sarei venuto in questa sporca tana, cos da solo, se non ci fosse stato un pericolo grave da sventare? No, io non sono cos babbaleo da espormi a rischi inutilmente. E se ho agito come ho agito l'ho fatto soprattutto per impedire che qualcuno di voi, scoprendo di essere stato preso per il naso da Carlotta, decidesse l per l di assassinarla."
Intanto guardo Rudy. L'amico sembra trasecolato.
S,  stata lei a saldare il conto allo "Sbronzo", gli dico., Sapeva che "`Sbronzo" mi aspettava all'autorimessa. Non so poi che cosa ti abbia raccontato, al suo ritorno.
"Sei uno scemo, Rudy. Queld foglietto che mi hai mostrato a bordo della "Strega" sai, quello che parlava dei movimenti dell'oro, era dello stesso tipo di carta usato da Harberry per scrivermi la sua lettera, solo che non c'era l'intestazione. Ma io me ne sono accorto dalla filigrana che era identica. Questo mi ha detto tutto ci che volevo sapere sul conto dell'agente di cambio. S,  stato quel foglietto ad aprirmi gli occhi...
"In quanto a te, Carlotta, le faccio,  un'altra questione; se tu non sei il mio Angelo Custode vuol dire che io sono il presidente dell'Avana. Ad ogni modo trover il modo di ringraziarti degnamente pi tardi. Nel frattempo dobbiamo fare qualcosa"
Tiro fuori il fischietto, lancio uno squillo che pare la tromba del giudizio. Poi Carlotta mi passa la pistola.
Va' a fischiare ancora sulla porta, le dico, e quando vedrai arrivare gli agenti corri al mio fianco. Cos, se ti sentirai venir meno dall'emozione sar io a prenderti fra le braccia.
Cicuta, mentre esce, mi risponde con un sorriso, che mi rende miracolosamente ilare, leggero e mi stordisce anche un tantino. Quasi subito la sento fischiare e tre minuti dopo odo il passo di Herrick e degli altri poliziotti.
I quattro mascalzoni se ne stanno l, seduti, ancora rimminchioniti da quel cambiamento a vista.
Mentre li ammanettano Carlotta mi raggiunge.
Che cos' questa storia di svenimenti?, mi dice., Io non sono tipo da svenire facilmente, caro il mio Caution.
E mentre dice cos ecco che sviene. Mia io sono pronto ad afferrarla e a darle i primi soccorsi. Intanto penso che appena questa storia sar finita ed avr mandato quel maledetto rapporto al Direttore dell'Ufficio Federale, passer tante belle ore con le cara Carlottina. Perch la buonanima di mia madre me lo diceva sempre: a un uomo, per essere felice occorrono tre cose: del buon cibo nutriente, dieci ore di sonno e una bella ragazza che gli voglia bene.
E mamma Caution sapeva il fatto suo, no?
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FINE.